Accadeva Oggi

2 gennaio

      2 GENNAIO     LA CADUTA DI PORT ARTHUR  2 gennaio 1905, una data storica. Dopo una battaglia navale durata nove giorni culminata con la vittoria dell'ammiraglio nipponico Heihachiro Togo, i russi abbandonavano Port Arthur ed anche se la guerra tra le flotte di Mosca e Tokyo durerà ancora qualche mese, il Giappone si avviava a diventare una grande potenza mondiale. Per lo zar Nicola II era invece l'inizio della fine. I prodromi della rivoluzione della rivoluzione del 1917 si sarebbero visti di lì a poco - nel giugno del 1905 - con l'ammutinamento ad Odessa dei marinai della corazzata Potemkin poi mirabilmente descritti nell'omonimo film dal regista Sergej M. Ejzenstejn.
Quel giorno del 2 gennaio i giapponesi si ripresero quello che era stato strappato loro quando - al termine del conflitto cino-giapponese (1894-1895) e al trattato di Shimonoseki che consegnava Port Arthur a Tokyo - quest'ultimo se lo era visto strappare da Russia, Germania e Francia che le intimarono di abbandonare la penisola di Liandong. Una umiliazione che il Giappone non avrebbe dimenticato tanto più che Mosca nel frattempo si era accordata con Pechino per lo sfruttamento della base navale di Port Arthur per un periodo di 25 anni. Di fatto una vera e propria annessione.
Di soluzioni diplomatiche neanche a parlarne. Troppo forti era le ambizioni di Mosca intenzionata a costruire la ferrovia settentrionale della Manciuria, con giurisdizione sul territorio attraversato, nonché a fare di Vladivostok la più grande base navale  dell'Estremo Oriente; mire che il possesso russo di Port Arthur rendevano equivalenti ad una minaccia concreta sulle penisole del Mar Giallo e che urtavano violentemente, non solo contro le esigenze giapponesi di espansione economica e demografica, ma anche contro i disegni nipponici di dominio politico nell'Estremo Oriente che l'azione decisa della potente casta militare nipponica spingeva a realizzare con la guerra.
E guerra fu. Il 10 febbraio 1904, la dichiarazione ufficiale ma già due giorni prima la flotta giapponese comandata dall'ammiraglio Togo aveva aperto le ostilità silurando due navi russe nella baia di Port Arthur. Contemporaneamente l'esercito nipponico guidato da Kuroki Itei varcava il fiume Yalu e faceva il suo ingresso nel territorio della Manciuria controllato dai russi. La prima parte del conflitto durò all'incirca dieci mesi e vide la superiorità, non tanto numerica, quanto strategica dei giapponesi che - grazie soprattutto a Togo - seppero infliggere pesanti sconfitte ai russi. In realtà Tokyo condusse la guerra nel migliore dei modi, con perfetta scelta del tempo, sia nel momento di scatenarla sia nei momenti di sviluppo della coordinata azione terrestre e navale.
Dal conflitto - come accennato sopra - nacque la posizione di grande potenza mondiale che il Giappone assunse in sempre più netto contrasto con le aspirazioni Usa di dominio nel Pacifico. Scriverà Roberto Sandiford nelle sue "Lezioni di storia e politica navale": "Già nel 1905 la mediazione americana parte dal desiderio di fermare i giapponesi vittoriosi prima che la loro influenza in Estremo Oriente raggiunga proporzioni più preoccupanti....". Se ne riparlerà nel 1941. (Veronica Incagliati)