Accadeva Oggi

29 novembre

    29 NOVEMBRE IL MASSACRO DI SAND CREEK   "Quando le truppe spararono, gli indiani scapparono; alcuni uomini corsero nelle loro tende, forse a prendere le armi....Penso che fossero seicento indiani in tutto. Ritengo che vi fossero trentacinque guerrieri ed alcuni vecchi, circa sessanta in tutto....il resto degli uomini era lontano dal campo, a caccia....Dopo l'inizio della sparatoria i guerrieri  misero insieme le donne ed i bambini e li circondarono per proteggerli. Vidi cinque squaw nascoste dietro un cumulo di sabbia. Allorché le truppe avanzarono verso di loro, scapparono fuori e mostrarono le loro persone perché i soldati capissero che erano squaw e chiesero pietà, ma i soldati le fucilarono tutte. Vidi una squaw a terra con un gamba colpita da un proiettile; un soldato le si avvicinò con la sciabola sguainata; quando la donna alzò un braccio per proteggersi, egli la colpì, spezzandoglielo; la squaw si rotolò per terra e quando alzò l'altro braccio, il soldato la colpì nuovamente e le spezzò anche quello. Poi la abbandonò senza ucciderla. Sembrava una carneficina indiscriminata di uomini, donne e bambini. Vi erano circa trenta o quaranta squaw che si erano messe al riparo in un anfratto; mandarono fuori una bambina di sei anni con una bandiera bianca attaccata a un bastoncino; riuscì a fare solo pochi passi e cadde fulminata da una fucilata. Tutte le squaw rifugiatesi in quell'anfratto furono poi uccise, come anche quattro o cinque indiani che si trovavano fuori. Le squaw non opposero resistenza. Tutti i morti che vidi erano scotennati. Scorsi una squaw sventrata con un feto, credo, accanto. Il capitano Soule mi confermò la cosa. Vidi il corpo di Antilope Bianca privo degli organi sessuali e udii un soldato dire che voleva farne una borsa per il tabacco. Vidi una squaw i cui organi genitali erano stati tagliati... Vidi una bambina di circa cinque anni che si era nascosta nella sabbia; due soldati la scoprirono, estrassero le pistole e le spararono e poi la tirarono fuori dalla sabbia trascinandola per un braccio. Vidi un certo numero di neonati uccisi con le loro madri".
Chiediamo scusa ai nostri lettori. Forse questo resoconto, tratto dagli atti della Commissione d'inchiesta, è troppo lungo; eppure necessario, se non altro per comprendere meglio l'efferatezza compiuta dalle "giacche blu" del Colonnello John Chivington responsabile di quello che passò alla storia come il massacro di Sand Creek. A parlare, davanti dai giudici militari, l'ufficiale Robert Bent che quel 29 novembre 1864 cavalcava a fianco del suo superiore. Bent, nel suo racconto, entrò nei minimi dettagli che noi peraltro evitiamo di riportare ma che tutto sommato non sconvolsero più di tanto la Corte Marziale. Il caso venne archiviato. Chivington non si fece neppure un giorno di galera anche perché, dopo l'eccidio degli indiani, aveva deciso saggiamente di dimettersi dall'esercito. Di parole che condannarono il fatto per la verità ne furono pronunciate tante. "Per quanto riguarda il colonnello Chivington - disse il Comitato di condotta della Guerra - difficilmente si possono trovare dei termini che descrivano la sua condotta. Indossando l'uniforme degli Stati Uniti che dovrebbe rappresentare un emblema di giustizia e di umanità; occupando l'importante posizione di comandante di un distretto militare, che gli ha concesso l'onore di governare tutto ciò che rientra nei suoi poteri, ha deliberatamente organizzato ed eseguito un folle e vile massacro....". Parole, però. Di più sarebbe stato chiamare in causa i politici, i capoccioni di Washington che avevano lasciato carta bianca ai generali nonché ai loro subalterni di fare e disfare nelle terre degli indiani quello che più credevano opportuno. E le "giacche blù" non se lo fecero certo ripetere due volte. Prendendo spunto dagli screzi sorti tra Cheyenne e Arapaho da una parte e colonizzatori e minatori dall'altra, il Governatore John Evans aveva affidato al Colonnello Chivington il compito di reprimere i disordini nati  da un piccolo manipolo di pellirossa che mal sopportavano le prepotenze dei bianchi. Siera in piena guerra di Secessione. A quell'epoca le due tribù avevano già firmato co la casa Bianca il trattato di Wise in virtù del quale venivano ceduti agli Stati Uniti le proprietà dei Cheyenne e degli Arapao. Questi ultimi concordarono di ritirarsi in una riserva a sud di Sand Creek in Oklahoma, lungo una linea che correva dal Nuovo Messico all'Arkansas. Evidentemente però per il "Padre bianco" questo non era sufficiente. La prepotenza degli americani d'altra parte non è mistero. La storia del XIX e XX secolo è piena di episodi che testimoniano la politica piratesca di Washington, a cominciare per l'appunto dalle terre strappate agli indiani, alla provocazione con la Spagna per portarle via le Filippine e a quella con il Giappone per indurlo ad aprire un conflitto armato, ai fatti del Vietnam e agli ultimi in Iraq. In ogni circostanza gli Stati Uniti hanno sempre cercato il loro tornaconto.
Nel caso specifico di Sand Creek occorreva chiudere definitivamente la partita con Pentola Nera, Antilope Bianca, Mano Sinistra ed Orso Bruno. Rassicurati dalle promesse di pace, i quattro capi indiani avevano mandato i guerriglieri a cacciare i bisonti nelle praterie. Non avevano nulla da temete quindi e proprio per questo non c'erano sentinelle a guardia dell'accampamento. Quella mattina del 29 novembre ottocento soldati - che formavano la 1° e la 3° Cavalleria Colorado - incitati dal grido del Colonnello Chivington ("Uccideteli e fate lo scalpo a tutti. Questi imbecilli hanno i pidocchi") si lanciarono contro donne bambini e li uccisero tutti. Una strage che ricorda quello che i marines hanno fatto in Vietnam e che continuano a fare in Iraq ed in Afghanistan. Chivington fu acclamato dalla stampa come un eroe.
La carneficina di Sand Creek ha ispirato una canzone al cantante Fabrizio De Andrè mentre il cinema si è impossessato della vicenda con il film "Soldato Blu" di Ralph Nelson. Il luogo del massacro è ora un sito storico. (Veronica Incagliati)