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22 novembre

    22 NOVEMBRE

JOHN FITZGERALD KENNEDY John Fitzgerald Kennedy, nato a Brookline il 29 maggio 1917, morto a Dallas il 22 novembre 1963. 35mo presidente degli Stati Uniti d'America. Un mito.
Se chiedete all'americano medio di dire chi sia stato John Kennedy, vi risponderà che è stato il più grande presidente che mai abbiano avuto gli Usa, perlomeno nel XX secolo. E giù a sciorinare tutte le qualità di quest'uomo, originario irlandese, che erano state quelle della simpatia, innanzitutto, della democraticità nei rapporti con la gente comune, del senso di umanità e via di questo passo. E poi, era stato un eroe di guerra, una barca di medaglie da mettere in mostra una delle quali - la Navy and Marine Corps Medal - avuta per avere soccorso durante il conflitto con il Giappone tre uomini in seguito all'attacco e all'affondamento della sua nave. E questo, nonostante fosse affetto da una grave forma di osteoporosi.
Bene, noi la vediamo un po' diversamente. Noi crediamo infatti che John Kennedy non sia stato affatto un buon presidente. Al di là infatti delle qualità di cui sopra, ebbe il torto in politica estera di avere combinato tanti di quei guai che solo un repubblicano avrebbe potuto pensare. Ma lui non era un repubblicano, era un democratico e proprio per questo maggiormente colpevole agli occhi della storia. V'è da dire comunque che quando andò alla Casa Bianca nel 1960 era piuttosto giovane per un incarico di così alta responsabilità e poi forse avrebbe potuto con il tempo correggere gli errori se la mano assassino di un killer - nella fattispecie Lee Harvey Oswald - non l'avesse tolto di mezzo nel corso di un attentato. Un gesto che nascondeva certamente un piano ben orchestrato e dietro al quale si nascondeva un complotto della destra yankee - quella per intenderci dei cow-boy, del Ku Klux Klan e dei guerrafondai - che male aveva digerito, sia le numerose aperture del giovane presidente in fatto di leggi razziali, sia un qualche revisionismo pacificatore nei rapporti con l'Urss.
John Kennedy fu assassinato alle h. 12:31 mentre si trovava in visita alla città di Dallas nel Texas. Un episodio devastante sul quale la verità non è stata completamente accertata, o meglio si è cercato di non accertarla. A far fuoco era stato questo Oswald, una specie di schizofrenico amante delle armi, simpatizzante dell'Unione Sovietica ma non più di tanto, che - arrestato alle h. 13:50 di quello stesso 22 novembre e accusato di avere ucciso il presidente - fu a sua volta fatto fuori appena due giorni dopo dal proprietario di un night (Jack Ruby) che voleva vendicare la morte di JFK. In realtà tappando la bocca al principale attore del fatto di sangue, si  impedì alla Commissione Warren di scavare in profondità per scoprire chi avesse mosso i fili dell'attentato e chi avesse armato la mano dell'assassino consegnandogli un fucile di precisione. Essendo improbabile - almeno secondo alcuni fonti - che Oswald abbia premuto il grilletto del suo "Carcano modello italiano 91/38" - studi recenti accreditano l'ipotesi che l'arma fosse un'altra, mai trovata dalla polizia federale.
Definito - appena eletto - il presidente della Nuova Frontiera per via che si era subito schierato contro " i comuni nemici dell'umanità" (tirannia, povertà, malattie e guerra), John Kennedy fece il suo secondo errore avvallando il famoso sbarco di marine americani e di esuli cubani nella Baia dei Porci a Cuba allo scopo di detronizzare Fidel Castro. L'"Operazione Mongoose", come era stata chiamata, si risolse in un fallimento per la ferma razione delle cosiddette forze rivoluzionarie del Supremo il quale per reazione concesse ai sovietici il placet per installare missili sovietici Mrbm a media gittata nell'isola dei Caraibi. Il primo errore di JFK era stato invece quello di autorizzare l'installazione in Turchia di missili Usa puntati contro l'Unione Sovietica. Di fatto il presidente americano dava il via a qualcosa di più concreto di una "guerra fredda". Va da sé che il Kremlino, alla cui guida non c'erano dei santarellini, si prese subito la sua rivincita facendo montare i suoi missili a Cuba, a decine di poche miglia dalla Florida. Alla fine il buon senso, nonostante il blocco navale dell'isola da parte della flotta navale Usa, ebbe ragione sulla tentazione di premere i micidiali pulsanti. Per nostra fortuna, altrimenti non saremmo qui a scrivere. I missili Usa in Turchia furono comunque anche il deterrente per convincere Mosca ad interrompere quei minimi rapporti rimasti tra Est ed Ovest e a permettere che i vopos tedesco-orientali costruissero il muro a Berlino.
Il terzo errore di JFK fu quello di avere disposto che si incrementasse il numero dei consiglieri militari statunitensi in Vietnam facendoli passare da poche centinai a 16 mila. Non solo, ma dando retta ai suoi consiglieri ed in modo particolare al suo vicepresidente Lyndon B. Johnson, secondo alcuni John Kennedy avrebbe ordinato addirittura il rovesciamento di Ngo Dinh Diem facendolo uccidere dalla Cia. Diem era il presidente del Vietnam del Sud.
Ci fu anche un quarto errore, ma questa volta in politica economica: quello di firmare l'ordine esecutivo che conferiva al Governo Usa il potere di emettere moneta senza passare attraverso la Federal Reserve e garantendo pertanto le proprie emissioni attraverso le riserve d'argento. Le conseguenze? John Kennedy mise in circolazione banconote per 4.3 miliardi di dollari. Dopo alcuni mesi dalla sua morte, l'emissione delle monete del Tesoro garantite dall'argento fu comunque interrotta. I danni però erano stati fatti e si sarebbero pagati con il tempo.
Questo ed altro si potrebbe aggiungere su JFK, primo presidente di religione cattolica la cui breve carica fu segnata da eventi decisamente rilevanti su cui gli storici avrebbero ancora tanto da dire. (Veronica Incagliati)