Accadeva Oggi

19 novembre

    19 NOVEMBRE LA MORTE DI ANNARUMMA Ci sia permesso aprire questo articoletto sulla morte di Antonio Annarumma, l'agente di polizia ucciso durante gli scontri di Milano del 19 novembre 1969 da un manifestante, con la chiusa di un servizio scritto da Fabrizio Gregorutti per la redazione di <Cadutipolizia.it>: "Non credo - si legge - che quell'individuo (si fa riferimento alla persona che lanciò il tubo di ferro contro Annarumma, ndr) negli anni successivi sia transitato nel terrorismo, non lo credo perché un delitto simile, in quegli ambienti sarebbe stato considerato come una medaglia al valore e il nome dell'esecutore sarebbe uscito allo scoperto prima o poi. Credo invece che sia diventato un bravo borghese, come volevano papà e mamma, ed abbia vissuto questi anni come professionista affermato. Una bella moglie e un paio di figli(fatti studiare in scuole private, per carità) ed una bella amante, stipendio alto, investimenti oculati, a natale vacanze alle Maldive e in estate magari una bella gita ai Caraibi". Una vita che non ha avuto conseguenze, dopo quel 'piccolo' errore di via Larga".
Annarumma, 21 anni, figlio di braccianti agricoli, nativo di Montefiore Irpino, si era arruolato nella polizia probabilmente perché la divisa gli piaceva ma di certo perché era un "posto sicuro". Non era poi facile trovare un lavoro. Non avrebbe mai pensato che quella divisa gli sarebbe costata la vita né avrebbe mai pensato che si potesse odiare tanto. Lui era un ragazzo del Sud, semplice. Cosa ne sapeva lui dell'intellighentzia da salotto pronta a scendere in piazza a fianco del Movimento studentesco e dei comunisti più arrabbiati; cosa ne sapeva lui dei bastoni, delle pietre e delle bottiglie lanciate contro le camionette della polizia perché quelli erano gli ordini superiori; che ne sapeva lui. Ma si era accorto molto presto cosa fosse fare il poliziotto, alzarsi presto la mattina, non avere orario, mangiare in fretta un panino come e peggio degli operai nei cantieri e sentirsi addosso per ricompensa quell'astio della sinistra che era peggio degli sputi.
Quella mattina la sveglia nella caserma del 3° Reparto Celere era stata anticipata. La Questura di Milano era preoccupata per due manifestazioni annunciate dall'Unione Comunisti Italiani e dal Movimento Studentesco. Non c'era proprio da stare tranquilli. In via Larga i primi assalti e le prime cariche degli agenti. Bombe lacrimogene, lancio di sassi, caroselli delle jeep. In una di queste c'era Antonio Annarummaa. Era lui a guidare il mezzo e a dirigerlo, ora di qua ora di là per disperdere i rivoltosi più violenti. Uno di questi l'aspettava al varco. Pare che avesse una sciarpa rossa al collo ma non è stato mai accertato. In mano però aveva un tubolare di acciaio preso da un vicino cantiere. Quando la jeep di Annarumma gli passò vicino, fu un gioco da ragazzo lanciarglielo addosso e colpirlo sul cranio. Morte istantanea. Era la prima vittima degli "anni di piombo" che - sempre l'intellighentzia - definì "anni formidabili".
Pianse qualcuno? I genitori, gli amici più stretti i colleghi, certo che piansero. Ma gli altri? In fondo Annarumma era un terrone. Si può piangere per un terrore? E poi era uno "sbirro". Uno sbirro non poteva meritare lacrime. Ma proprio perché era sbirro, giù a depistare, a falsificare la verità, a dire che Annarumma era andato a sbattere con la sua jeep contro quella di un altro poliziotto rimanendo ucciso da un ferro sporgente che si trovava al lato delle intelaiatura del vetro del veicolo. Per fortuna che la magistratura, quella volta identificò le vere cause. Però non potette accertare chi fosse stato l'assalitore omicida, subito protetto da un silenzio omertoso. A distanza di 39 anni da quel tragico fatto, l'ipocrisia della sinistra non ha fatto ancora passi indietro per un revisionismo storico.
Antonio Annarumma veniva immolato quel giorno alla canea rossa. Di simili sacrifici ce ne sarebbero stati a decine. Il terrorismo aveva preso il sopravvento. Il Commissario Luigi Calabresi sarà una delle tante vittime. (Veronica Incagliati)