Accadeva Oggi

18 novembre

    18 NOVEMBRE GUGLIELMO TELL Le leggende sono belle perché stimolano la fantasia. Uno si immagina chissà che cosa e ci lavora sopra. Leggenda, certamente, fu quella che ruota attorno alla figura di Gugliemo Tell l'eroe svizzero che con il suo coraggio seppe ribellarsi alla prepotenza del tiranno asburgico e dando inizio ai prodromi della indipendenza elvetica. Ma anche Guglielmo Tell e la sua balestra sarebbero rimasti nel dimenticatoio se lo scrittore e poeta tedesco Friedrich Schiller non avesse descritto le sue gesta nell'omonima opera teatrale e soprattutto se di queste gesta non si fosse impossessato Gioachino Rossini che nel 1829 a Parigi fece rappresentare una delle sue composizioni più imponenti e stupende che la storia musicale ricordi.
Sia esistito o meno Guglielmo Tell, come vogliono farci credere gli svizzeri che con il racconto della mela spaccata in due dall'intrepido balestriere hanno imbastito un bel business, non vi è dubbio che dietro alla sollevazione degli elvetici contro l'Austria (siamo nel XIV secolo)  ci deve essere stato comunque qualcuno che li ha guidati verso la libertà agognata. Le cronache parlano di una battaglia risolutiva avvenuta nel 1315 a Morgaten nel corso della quale i Confederati cacciarono definitivamente gli Asburgo dai loro territori e dando vita alla Repubblica svizzera. Il popolo ad ogni modo aveva dato prova della sua insofferenza nei confronti del governatore austriaco già nel 1308 quando era sceso nelle strade, aveva assediato i castelli e cacciati per sempre i balivi. Guglielmo Tell si inserisce in questo spaccato storico.
Pare che fosse nativo di Burglen non lontano dal lago di Lucerna, quindi nel Cantone dei Grigioni. Un uomo schivo, dedito alla caccia con la sua inseparabile balestra, alla pesca e buon padre di famiglia. Non sappiamo nulla di una moglie, probabilmente morta, ma sappiamo di Gualtierino il figlioletto sul quale poi è stata imbastita tutta la leggenda della mela rossa posta sul suo capo dagli scherani del duca Gesssler, governatore di tutte le terre elevetiche in nome e per conto di Alberto I di Asburgo. Tra Guglielmo Tell e il tiranno con correva buon sangue e proprio per questo motivo il primo preferiva rimanere sui monti. Solo che qualche volta doveva pur scendere ad Altdorf che era il capoluogo regionale; se non altro per rifornirsi dei generi di prima necessità e poi per gironzolare per il mercato. Lo fece anche il 18 novembre 1307 assieme al figlio. Solo che non sapeva la novità, o se la sapeva, fece finta di niente. Il duca aveva fatto issare nella pubblica piazza un palo piuttosto alto in cima al quale aveva fatto issare il cappello degli Asburgo, simbolo dell'autorità imperiale. Chiunque vi fosse passato davanti avrebbe dovuto dovuto togliersi il suo di cappello, per rispetto. Chiunque non lo avesse fatto avrebbe rischiato la confisca dei beni e addirittura la morte. Guglielmo Tell non lo fece. Arrestato dai soldati e portato davanti a Gessler, questi - che era a conoscenza della bravura del cacciatore con la balestra - gli impose la prova che tutti conosciamo, se voleva salva la sua vita e quella del figlio. Il ragazzino fu legato ad un palo, gli fu posta la famosa mela sulla testa e si ordinò al padre di scoccare la freccia ad una distanza di cento passi.
Niente paura: Guglielmo Tell - una sorta di alter ego di Robin Hood (solo che questi tirava con l'arco) - centrò il bersaglio spaccando il frutto in due parti. Il fatto però che avesse preso due frecce dalla faretra e che avesse confessato candidamente al tiranno che una era destinata a lui se avesse ucciso il figlio, fu motivo più che sufficiente perché Gessler lo facesse arrestare dai soldati imponendo a questi di richiuderlo nella tetra fortezza di Kussnacht in attesa di farlo giustiziare. La strada per arrivarci era quella del lago, quindi l'unico mezzo utile era un barcone. A mezza via tra Altdorf e Brunnen si levò improvvisamente un forte vento che ben presto si trasformò in tempesta. Nell'impossibilità di controllare il natante, sapendo che Guglielmo era un bravo marinaio, i soldati lo misero al timone. Poi, non si sa come, il prigioniero riuscì a scappare e a riparare nei boschi. Il giorno 21 novembre, appostato dietro un albero, il cacciatore compì la sua vendetta uccidendo Gessler. Era l'inizio della rivolta degli svizzeri.
Sempre secondo la leggenda, Guegliemo Tell sarebbe morto nel 1354 sacrificando la sua vita per aiutare un bambino che era caduto nel torrente Schachen. (Veronica Incagliati)