Accadeva Oggi

10 novembre

    10 NOVEMBRE LA BATTAGLIA DI VARNA Dieci anni di pace. Sì, per dieci anni l'Impero ottomano si impegnava a non attaccare nessun Paese cristiano. Non solo, ma avrebbe ceduto la Serbia all'Ungheria. Nero su bianco, firmato dal sultano Murad 2° ad Adrianopoli (l'attuale Edirne) e da una controparte che era formata da papa Eugenio IV, dall'imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo, dal Re di Ungheria Ladislao III e dal Re di Polonia Giovanni Hunyadi. Ci potevano stare tutti; questi ultimi perché Murad 2° si era già impossessato di Tessalonica e prima o poi anche Costantinopoli avrebbe fatto la stessa fine; il primo perché - nonostante tutto - il principe serbo Giorgio Brankoviv aveva inflitto forti perdite alle truppe ottomane arrivando persino a conquistare Sofia e Nissa in Bulgaria. In quanto al Pontefice avrebbe dovuto accontentarsi della avvenuta riunificazione delle Chiese, ortodossa e cristiano romana, e fermarsi lì. Invece Sua Santità, della famiglia veneziana dei Gondulmer, volle strafare e si mise in testa che - proprio a causa di questa riunificazione - era venuto il momento di dare una sonora lezione agli Ottomani. E tanto fece che alla fine riuscì a convincere la Serenissima perché approntasse una potente flotta per fare sbarcare un ancora più potente esercito nei Balcani. Quindi rivolse la sua attenzione verso i Re di Ungheria e di P0lonia nonché verso il principe serbo perché creassero una colazione. Com'è quel detto, il diavolo fa le pentole e non i coperchi? Fatto si è che il sultano venne a conoscenza subito di quello che si stava preparando ai suoi danni e corse così subito ai ripari allestendo a sua volta un esercito ancora più poderoso di quello cristiano. Il 10 novembre 1444 lo scontro avvenne a Varna sul Mar Nero dalla parte Bulgara. Da una parte gli Ottomani forti di 120 mila uomini ben equipaggiati ed armati, dall'altra le forze cristiane guidate da Ladislao. Un esito scontato. La battaglia, nel corso della quale persero la vita i Re di Ungheria e di Polonia, volse in breve tempo a favore dei turchi.
Per castigare gli europei del trattato stracciato, Murad 2° saccheggiò Atene obbligando i cittadini a diventare suoi vassalli e poi puntò l'attenzione sulla Morea conquistandola. Non ce la fece invece con Costantinopoli. Ma a prenderla sarebbe stato il suo erede. (Veronica Incagliati)