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9 novembre

    9 NOVEMBRE   LA REPUBBLICA DI WEIMAR 9 novembre 1918, caduta dell'Impero germanico e proclamazione della Repubblica. Prenderà il nome di Weimar perché l'Assemblea Nazionale due mesi dopo si sarebbe riunita nella cittadina della Turingia che prendeva questo nome. Sarebbe durata quindici anni, anche troppo visto e  considerato in quale era stato era stata ridotta la Germania dopo la 1° Guerra Mondiale, tra scioperi dei lavoratori, ammutinamento di vari reparti dell'esercito, una crisi economica insanabile. La sua fine, il 23 marzo 1933, con l'approvazione dei pieni poteri (Ermachtigungsgesetz) ad Adolf Hitler, avrebbe portato lo Stato tedesco verso la catastrofe del secondo conflitto.
Gli storici si sono sbizarriti, spaccando il capello in quattro come è loro compito, per spiegare le ragioni che portarono alla proclamazione della Repubblica di Weimar. Nonostante che buona parte del popolo fosse legato all'idea dell'Impero guglielmino che gli ricordava i fasti e la potenza di quel Sacro e Romano fondato da Carlo Magno, pure i segni delle disfatte sui fronti francesi ed italiano subite dalle armate austro-tedesche, erano più che evidenti nell'uomo della strada al quale cominciavano a mancare le materie prime, come i generi alimentari, e per questo maggiormente sensibili ai semi della rivoluzione operaia che aveva così trionfalmente vinto nella Russia degli Zar. Problemi questi che comunque avrebbero potuti anche essere risolti se non fosse stato che il Comando Supremo dell'Esercito (Oberste Heereleitung, Ohl) si vide costretto a fare i conti con i resti delle proprie armate e con i soldati fisicamente e psicologicamente feriti. Il malessero ben presto si trasformò in una aperta rivolta contro il Governo e giacché i corsi ed i ricorsi storici avvengono anche a breve scadenza, quello che era capitato nel 1905 ad Odessa con la flotta russa - i cui marinai si erano ammutinati all'imperatore Nicola 2° ("La corazzata Potemki" del regista Sergej Ejzentejn ce ne offrì un quadro) - si verificò pure a Wilhelmshaven in Germania con la sollevazione dell'equipaggio di due navi da guerra. Furono arrestati mille marinai e questo non fece altro che esasperare ancor più gli animi. La ribellione diventò generale coinvolgendo tutta la bassa classe militare, gli operai dei cantieri e gli studenti. Il 7 novembre 1918 Ludwing III di Baviera pensava bene di tagliare la corda lasciando la piazza e quel che restava del Parlamento ai Social Democratici Indipendenti (Uspd) e ai Social Democratici Maggioritari (Mspd). Questi ultimi fecero valere meglio sul popolo le loro ragioni riuscendo anche ad imporsi sull'imperatore Guglielmo 2° e farlo abdicare. Il 9 novembre il capo dell'Uspd Philipp Scheidemann proclamava la Repubblica nel palazzo del Reichstag di Berlino.
Noi potremmo fermarci qui. Ma due righe ancora forse non guastano per spiegare come, da quel momento, la Germania si avviasse al disfacimento totale; colpa dei vincitori che a Versailles avevano voluto infierire sui vinti capovolgendo di fatto le regole imposte nel Congresso di Vienna del 1815; colpa dei francesi che non perdonavano ai tedeschi la resa di Sedan del 1870; colpa soprattutto del presidente statunitense Woodrow Wilson che si arrogò il diritto di comandare su tutti e di imporre delle regole che se andavano bene per gli Usa non andavano bene per la vecchia Europa. La conseguenza fu quella di un Paese in preda all'anarchia, vittima degli estremismi di destra e di sinistra con putsch uno dietro l'altro (quello di Wolgang Kapp data 13 marzo 1923, quello di Hitler qualche mese dopo), il blocco della Ruhr, il Papiermark crollato a tal punto che sempre a fine 1923 un dollaro valeva 4.200.000.000 marchi. E' vero comunque che quando prese le redini dell'economia Gustav Stresemann, che era stato anche Cancelliere, la Repubblica di Weimar segnò un periodo particolarmente buono ma poi la grande depressione del 1929 ebbe i suoi effetti negativi anche sulla Germania e si ricominciò con l'instabilità e con il deficit. Solo che ormai all'orizzonte si era affacciato prepotentemente il Partito Nazionalista Operaio (Nsdap) meglio conosciuto come Partito Nazista. La Germania si trovò ad un certo punto di fronte alla guerra civile. Per evitare il peggio alla fine il presidente Paul von Hindemburg offrì nel 1933 la Cancelleria ad Hitler.Un errore imperdonabile, suo e di chi lo consigliò in tal senso, vale a dire Franz von Papen. Hitler ricambierà questo favore salvando a quest'ultimo la vita nel 1934 durante la "Notte dei lunghi coltelli" quando già Heinrich Himmler lo aveva inserito nella liste delle persone da eliminare. (Veronica Incagliati)