Accadeva Oggi

7 novembre

    7 NOVEMBRE LEV NIKOLAEVIC TOLSTOJ   Parlare di Lev Nikolaevic Tolstoj in poco spazio a disposizione non è facile e poi noi non siamo né Natalino Sapegno né Francesco Flora per essere all'altezza al fine di aggiungere qualche cosa in più su uno scrittore così grande e complesso come è stato il russo di Jasnaja Poljana. E' in questo luogo infatti, non molto lontano da Mosca, che nacque nel 1828 Tolstoj figlio di genitori appartenenti ad una più che buona aristocrazia. Orfano della madre a due anni e del padre a nove, affidato ad alcune zie e due istitutori, Tolstoj in tutta la sua vita - conclusasi il 7 novembre 1910 in una piccola stazione (Astapovo) della Russia occidentale - lottò sempre con se stesso e con il mondo alla ricerca di un perfezionismo che fu non solo creativo ma soprattutto morale, quintessenza della insoddisfazione di se stesso e della propria esistenza. 
Dire Tolstoj, lo sappiamo bene, equivale riferirsi a capolavori come "Guerra e pace", "Anna Karenina"  e "Resurrezione" ma chi ama la lettura classica e non si accontenta di quello che ci propinano gli scrittori di oggi, ricchi di prosopopea quanto poveri di idee e di cultura, non dovrebbe trascurare tante altre opere di questo artista. Tanto per cominciare, entrando in libreria, dovrebbe chiedere se è ancora possibile trovare "Infanzia", un romanzo uscito che Tolstoj aveva appena ventiquattro anni e nel quale il giovane talento raggiungeva già una perfezione linguistica ed una potenza espressiva straordinari. E se mai si vorrà trascurare "Confessione", altro pezzo che evidenziava allora la grandezza di questo scrittore, è consigliabile spendere qualche euro e tornarsene a casa con  un tesoro di prim'ordine forti dell'acquisto dei "Racconti di Sebastopoli", "Il taglio del bosco", "La tempesta di neve" e "I due ussari", " I cosacchi", "La morte di Uvan Il'ic", "Sonata a Kreutzer", "Padrone e servo";  tutte opere di eccezionale impatto alcune delle quali misero in cattiva luce Tostoj con la censura e la polizia segreta. La ragione, specie nei "Racconti di Sebastopoli", l'avere descritto la guerra di Crimea del 1853 (lo scrittore vi aveva preso parte come soldato semplice combattendo anche coraggiosamente sul famoso quarto bastione) nella sua realtà più crudele senza romanticismi guerrieri e patriottismi sentimentali ma come avrebbe fatto un cronista di giornale. Giustamente - come l'ha definita <Vikipedia> - una voce nuova anche nella letteratura mondiale.
Sposatosi a 36 anni con Sofia Bers (era figlia di un medico), dalla quale ebbe ben tredici figli, e ritiratosi nella quiete della campagna di Jasnaja Poljana, l'esistenza di Tolstoj fu tutto un conflitto interiore, dal rifiuto della ricchezza e del lusso, alla conversione a forme personali di cristianesimo; al punto che alla fine il rapporto con la moglie cominciò ad incrinarsi fino alla fuga verso un ignoto (la Crimea) dal quale non sarebbe più tornato indietro. Una polmonite durante il viaggio avrebbe posto fine ai suoi tormenti. (Veronica Incagliati)