Accadeva Oggi

5 novembre

    5 NOVEMBRE GUNPOWDER PLOT
 (O "LA CONGIURA DELLE POLVERI")
Il secolo scorso ci ha abituati agli attentati, tanto a quelli contro le istituzioni tanto a quelli contro persone che rappresentavano queste istituzioni, buone o cattive che fossero. Volendoli ricordare alcuni si potrebbe cominciare dall'attentato contro Hitler, compiuto nel luglio del 1944 senza peraltro riuscire nell'intento di uccidere il Fuhrer. Quindi i numerosi attentati dell'Ira nell'Irlanda del Nord ed a Londra. Gli altrettanti numerosi attentati dell'Eta in Spagna, per non parlare poi di quelli messi a segno in Italia con conseguenti stragi di innocenti. Vedi gli attentati di piazza Fontana a Milano e  di piazzale della Loggia a Brescia, gli attentati sul treno Italicus e alla stazione di Bologna, quelli contro i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ce ne è uno però che li precedette tutti, o meglio: ce ne sarebbe stato uno, dato che fu scoperto il 5 novembre 1605 appena in tempo prima che il Re Giacomo d'Inghilterra con tutti i membri del Parlamento inglese saltassero in aria cambiando probabilmente il corso della storia protestante di questo Paese. Ancora oggi questo avvenimento si festeggia in Gran Bretagna e in Nuova Zelanda nella cosiddetta Guy Fawker Night dal nome del capo dei congiurati giustiziato il 31 gennaio 1606. Dice una ballata;

Ricorda, ricorda,
il cinque novembre,
polvere da sparo, tradimento e complotto
Non vedo alcuna ragione
per cui la congiura delle polveri
dovrebbe essere mai dimenticata

La "Congiura delle Polveri" (Gunpowder Plot) era stata progettata proprio da Guy Fawker, all'epoca trentacinquenne. Era nato a Stonegate non lontano da York e a 16 anni si era convertito al cattolicesimo. Dopo avere dissipato il patrimonio di famiglia, aveva abbracciato la  carriera militare andando a combattere dapprima nelle fila dell'Arciduca Alberto d'Austria contro i protestanti e successivamente a Calais contro gli inglesi. Fin da giovane pare avesse avuto un tarlo fisso: cacciare dal trono inglese la stirpe protestante. L'occasione di realizzare questo progetto gli si presentò nel 1604 allorché si rese conto che le sue idee collimavano con quelle di Robert Catesby, altro cattolico portato a gesta estreme. Insieme, e con la collaborazione di altri congiurati quali Thomas Percy, John Wright e Thomas Wintour, decisero che era giunto il momento di farla finita con il sovrano, con tutta l'aristocrazia protestante e naturalmente con i membri del Parlamento. L'unico modo era fare saltare quest'ultimo durante la cerimonia dello State Opening.
Per portare a termine il piano per prima cosa nel marzo del 1605 fu affittata una cantina che si trovava proprio sotto il palazzo in questione. Qui furono convogliati un po' alla volta, per non dare nell'occhio, ben 2500 chili di polvere contenuti in 36 barili. Se l'attentato fosse stato realizzato non solo sarebbe saltato in aria l'intero Parlamento ma l'esplosione avrebbe ridotto in un mucchio di macerie il complesso di Westminster con l'adiacente Abbey e gli edifici circostanti nel raggio di un miglio. Un bel botto! Le cose - fortunatamente per i protestanti, sfortunatamente per i cattolici - non andarono però così. Proprio quando si stava avvicinando il giorno fatidico, una soffiata alle guardie del Re fece scattare l'allarme. Fu ordinata in tutti gli edifici una accurata ispezione che alla fine dette i suoi risultati. Guy  Farkes fu colto - così diremmo in un aula di giustizia - in fragranza di reato, accanto ai barili di polvere e con una torcia in mano. Non avrebbe potuto di certo negare il fatto ma non erano comunque queste le intenzioni di Farkes, che in primo momento si qualificò per tale John Johnson ma che ugualmente tenne un atteggiamento di aperta sfida; anche quando fu condotto nel pieno della notte davanti a Re Giacomo. A lui disse apertamente che voleva ucciderlo e cacciare tutti gli scozzesi dall'Inghilterra. Ce n'era a sufficienza per farlo rinchiudere nella Torre di Londra pronto per la tortura. Per la verità questa era proibita ma al sovrano, che era padrone della vita e della morte dei suoi sudditi, questo non importava più di tanto. L'editto era chiaro: "Che lievi torture vengano inizialmente utiizzate su di lui, et sic per gradus ad maiora tenditur, e che Dio possa affrettare il vostro buon lavoro". Un buon lavoro davvero giacché in breve tempo Fawkes, stremato dalla ruota, cominciò a "cantare" facendo i nomi anche degli altri cospiratori. Furono rinviati tutti a giudizio e affidati al boia per essere alcuni impiccati ed altri decapitali e squartati. Tra i condannati anche un prete gesuita. (Veronica Incagliati)