Accadeva Oggi

4 novembre

    4 NOVEMBRE


L'ARMISTIZIO ITALO-AUSTRIACO
La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di s-M il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 24 mesi, è vinta...
Così iniziava il bollettino, firmato dal generale Armando Diaz, che il 4 novembre 1918 annunciava agli italiani la fine del conflitto tra le nostre armate e quelle dell'imperatore austriaco. Una vittoria sofferta, costata centinaia di migliaia di morti, lutti, sacrifici, disoccupazione nel Paese, rivolte operaie che saranno poi il preludio alla rivoluzione fascista e all'avvento di Benito Mussolini. E' di questi giorni la polemica -  aperta da <Liberazione>, organo di Rifondazione Comunista - di farla finita con le commemorazioni di guerra, e proprio quando il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha lanciato l'idea di riportare il 4 novembre a festività. Noi francamente non vediamo la necessità di fare altre vacanze per ricordare un avvenimento come l'armistizio italo-austriaco di ottanta anni fa, se ne fanno già troppe in una Italia dove la voglia di lavorare è già poca. Per non parlare dei ponti. In quanto alle menate di <Liberazione>, lasciamo perdere. Il 4 novembre è una giornata che non si può e non si deve dimenticare. Non lo devono dimenticare soprattutto i giovani che non sanno neppure cosa sia la patria e cosa sia stata l'abnegazione dei nostri soldati per arrivare alla vittoria specie dopo la disfatta di Caporetto. Se poi si vuole discutere sulla utilità per il nostro Paese di entrare in guerra a fianco degli Alleati questo è un altro discorso. I risultati ottenuti si potevano ottenere infatti anche rimanendo neutrali. Anzi, se non fossimo stati interventisti probabilmente gli Stati centrali - vale a dire la Germania e l'Austria - forse avrebbero vinto la guerra, gli imperi germanico ed asburgico non si sarebbero dissolti, Hitler ed il nazismo non sarebbero andati al potere. Senza contare i milioni di morti che si sarebbero potuti evitare sui vari fronti, eccetera eccetera. Senonché la storia - l'abbiamo sottolineato in altre occasioni - non si fa con i se. Rimanendo quindi in tema v'è da dire che l'armistizio di Villa Glori - pur infliggendo all'Austria la perdita di territori vitali quali la Dalmazia, il Sudtirolo, la Venezia Giulia - non ci compensava affatto per il contributo di vite umane dato a questa guerra. E poi, nel contesto generale, gli Alleati tradirono le nostre aspettative, colpa in particolare di quel presidente Usa Thomas Woodrow Wilson  che a Versailles volle mettere bocca su tutto, sebbene gli Stati Uniti fossero entrati nel conflitto nel '17 ed avessero avuto poche perdite rispetto ai francesi e agli italiani. Ma questa è un'altra storia. (Veronica Incagliati)