Accadeva Oggi

2 novembre

    2 NOVEMBRE LA MORTE DI PIER PAOLO PASOLINI Il ricordo è quello di nostro padre, redattore de <Il Mattino> di Napoli e corrispondente da Roma, svegliato di prima mattina da un informatore che brutalmente gli "intimava" di alzarsi dal letto perché nel corso della notte era stato assassinato Pier Paolo Pasolini. Il corpo era stato ritrovato nella zona di Coccia di Morto, tra Ostia e Fiumicino, alle H. 6:30 del 2 novembre 1975. Dai giornali della sera apprendemmo, se non tutti, almeno molti particolari sulla tragica fine dello scrittore e regista considerato come uno dei maggiori intellettuali del secolo scorso. Sul delitto sono stati scritti fiumi di inchiostro e si è fatta molta dietrologia sostenendo alcuni - e tra questi la giornalista Oriana Fallaci - che Pasolini fosse stato attirato in un tranello da chi aveva interesse ad eliminarlo. L'esca, quel Pino Pelosi - allora diciassettenne - abbordato alla Stazione Termini e portato - dopo una cena in trattoria - sul litorale romano per una rapida quanto squallida prestazione sessuale. Il ragazzo avrebbe dovuto ribellarsi alle richieste dello scrittore che sarebbe stato poi fatto fuori da alcuni sicari. Lo stesso Pelosi, trent'anni dopo, avrebbe accreditato questa versione sostenendo di essersi incolpato dell'omicidio per non mettere a repentaglio la vita della propria famiglia. Mah! Tutto è possibile, beninteso. Rimane comunque pur sempre l'interrogativo sul movente. Quale interesse avrebbero dovuto avere infatti i presunti mandanti ad assassinare una persona che - a parte le sue idee e le sue inclinazioni omosessuali - non dava fastidio ad alcuno e soprattutto non era depositario di alcun segreto di Stato? Le uccisioni di Mauro De Mauro, Enrico Mattei, Mino Pecorelli e tanti altri avevano senz'altro una spiegazione ma Pasolini.....?! No, noi siamo convinti che lo scrittore sia rimasto vittima di quelle circostanze che ruotavano attorno ad un tipo di vita diverso da quello normale. A costargli la vita non furono che le sue inclinazioni. Se non fosse stata quella notte sarebbe stata un'altra e questo perché alla fine avrebbe trovato qualche balordo che gliela avrebbe fatta pagare cara. Come che sia, le cronache del tempo ci inzupparono il pane giacché il delitto riguardava una persona considerata - nel bene e nel male - un intellettuale che aveva trasformato il modo di pensare, offrendo senza falsi pudori agli italiani scritti e film che esulavano dalle abitudini borghesi correnti.
Pasolini era nato a Bologna nel 1922. A causa dei continui spostamenti del padre da una città all'altra ebbe una infanzia per nulla tranquilla. Questo però non gli impedì di farsi valere negli studi, di iscriversi all'università giovanissimo e di laurearsi su una poesia su Giovanni Pascoli. Lui stesso del resto aveva dato prova di essere un fine lirico e ne furono una testimonianza le "Poesie a Casarsa" buttate giù tra il 1941 e il 1942. Spinto da un irrefrenabile desiderio di conoscenza che lo portò alla lettura dei grandi del passato e all'amicizia, sia con altri giovani ingegni (vedi Luciano Serra per tutti) sia con alcuni tra i maggiori intellettuali del suo tempo, Pasolini fu senza dubbio un artista che andava oltre lo stereotipo del letterato-scrittore per riversare la sua genialità in altri campo quali la pittura, la sceneggiatura e la regia. Come uomo forse non era simpatico ma non si possono disconoscere le sue qualità, a nostro avviso uniche, che ne fecero un talento fuori della norma. Romanzi, opere liriche, film ne sono una diretta testimonianza. In quanto ai turbamenti erotici, ai desideri "diversi" che lo additarono alla pubblica opinione come un degenerato, erano cose che rientravano in una sua vita privata. Probilmente per i processi subiti ne soffrì parecchio. Ma di certo soffrì molto di più per la morte del fratello Guido assassinato da una milizia di partigiani filo-comunisti nel 1944. E soffrì anche per non essere stato compreso dai compagni di partito - lui che era un iscritto delle Botteghe Oscure - quando aveva difeso la polizia negli scontri di Valle Giulia con i giovani sessantottini.
Volendo ricordare Pasolini, dovremmo citare i suoi romanzi più famosi ed i suoi film che riscontrarono il maggior successo. Lo evitiamo di proposito. A noi interessava solo non fare passare questo giorno del 2 novembre senza - se non proprio un omaggio - un pensiero a chi, in quanto a versatilità culturale - è stato davvero eccezionale. (Veronica Incagliati)