Accadeva Oggi

26 ottobre

    26 OTTOBRE TRIESTE ALL'ITALIA   A proposito di manifestazioni studentesche contro la riforma della scuola. Nostro padre ci raccontava che anche lui, quando era ragazzetto, in più di una occasione si era trovato a manifestare scendendo in piazza con quelli più grandi. Più che altro per solidarietà. Una volta però - così ci diceva - era stato diverso perché c'erano stati dei morti, morti italiani. Sei persone alle quali la polizia militare inglese aveva sparato contro durante la sollevazione di Trieste del novembre 1953 quale protesta perché il generale  John Winterton, capo del Governo militare alleato, nei giorni precedenti aveva impedito fosse innalzata la bandiera italiana sul municipio della città. Quelle vittime innocenti, che provocarono sdegno e commozione in tutta Europa, servirono però per sbloccare una situazione che si andava incancrenendo e che riguardava la restituzione di Trieste all'Italia. Cosa che avvenne all'incirca un anno dopo, e per l'esattezza il 26 ottobre 1954 allorquando gli inglesi finalmente se ne andarono ed i nostri soldati entrarono in città accolti da una popolazione in festa dove tutto gridavano "Viva l'Italia" e dove odii, rancori e divergenze politiche furono superati dal comune amore per la propria patria.
Quel giorno - come scrisse lo storico ed intellettuale Galliano Fogar - pioveva a dirotto e Trieste era spazzata da un vento di bora che portava via tutto: "Tutta la città si era radunata da Barcola alle Rive per salutare l'Italia che tornava dopo nove anni. Ogni protocollo saltò. I triestini ruppero i cordoni dei carabinieri e della polizia e si mescolarono alle truppe del generale De Renzi. Ci furono scene di gioia e di commozione per le quali le parole non potevano bastare. Bisognava essere là e vedere ombrelli e fiori volare via insieme mentre le ragazze si aggrappavano ai bersaglieri stringendoli in un abbraccio che voleva finire mai.....". Qualche giorno dopo, il 4 novembre, sarebbe giunto il presidente della Repubblica Luigi Einandi "a suggellare ufficialmente - così ancora Fogar - il ricongiungimento della città all'Italia. La zona B restava alla Jugoslavia e l'arcivescovo Antonio Santin subito dopo avere abbracciato il Capo dello Stato gli sussurrò: di due sorelle, una ritorna alla vita, l'altra giace nella morte".
La storia drammatica di Trieste bisogna farla risalire al 30 aprile 1945 terminata la seconda Guerra Mondiale. Gli jugoslavi non aspettarono un giorno per far occupare dal IX Corpo d'Armata la città, pronti ad inglobarsi anche Gorizia. Per gli italiani di quelle terre fu l'inizio di un calvario, fatto di violenze, deportazioni, uccisioni e foibe fino a che gli Alleati non compresero che il Maresciallo Tito era manovrato apertamente da Mosca e che indugiare ancora avrebbe significato correre il rischio di aprire molto più di una breccia nelle mire espansionistiche dell'Unione Sovietica. Fatto si è che la prospettiva di un totalitarismo bolscevico fu determinante perché gli anglo-americani facessero la voce grossa con Belgrado costringendo Tito a lasciare il 12 giugno Trieste che - come territorio libero in forza del Trattato di pace di Parigi del 10 febbraio 1947 - d'ora in poi sarà amministrata da Governo Militare Alleato. In quanto alla zona B passerà definitivamente alla Jugoslavia. 
La restituzione di Trieste all'Italia nel '54 chiudeva definitivamente la complessa vicenda del confine orientale lasciando però aperte molte ferite con un costo umano - l'esodo degli istriani e le foibe - non cancellabile. (Veronica Incagliati)