Accadeva Oggi

25 ottobre

    25 OTTOBRE JOHANN STRAUSS JR. "Vogliamo fare un giro di valzer?"
- Il vazer? E che dè?
"Scusi, ma lei con conosce Johann Strauss...?
- Boh!
Merengue, lambade, bossa nova, tango argentino, rock di quelli duri che più duri non si può, rap. I giovani ballano di tutto, ma del valzer non sanno nulla. Magari si buttano ancora sulla mazurka e sulla polka, sul liscio, ma dobbiamo essere in Romagna e zone limitrofe. Il valzer non rientra nei programmi, roba vecchia. Eppure ancora negli anni settanta non c'era luogo - case private e  luoghi pubblici (per lo più dancing) dove non si alzassero improvvisamente le note di questa musica che fece felici almeno tre generazioni. Tutto merito di quel Johann Strauus jr, da non confondersi con Johan Baptist Strauus suo padre e autore della famosa "Marcia di Radetzy" e neppure con Richard Strauss notissimo compositore tedesco. Perché il nostro Johann jr. era austriaco puro sangue, nato in quel di Neubau (settimo distretto di Vienna) il 25 ottobre 1825. Il padre avrebbe voluto farne un contabile di banca, forse perché - notando le sue inclinazioni musicali che aveva fin da piccolo - era geloso che potesse insidiargli notorietà e fama. Per fortuna però che c'era la madre Anna che gli fece prendere di nascosto lezioni di violino e di armonia. I due genitori non andavano d'accordo e quando Johann Strauss senior se ne andò di casa per andare a vivere con la sua giovane amante, il figlio potette finalmente tirare un sospiro di sollievo e fare e disfare quello che più gli piaceva. In primo luogo formare una piccola orchestra per esibirsi, dapprima in una taverna e poi nientemeno che al Casino Dommayer di Hietzing. Al ritmo delle sue musiche tutta Vienna impazzì per questo giovane che a diciannove anni salì trionfalmente alla ribalta tanto da essere osannato da tutti i giornali dell'epoca.
Strauss jr. era un ambizioso. Il suo desiderio era diventare direttore dei balli alla Corte imperiale asburgica, cosa però che gli venne rifiutata per due volte. Come diceva quel tale che faceva la pubblicità alla brillantina "Linetti", anche lui aveva commesso uno sbaglio. Durante la rivoluzione del 1848 aveva infatti manifestato apertamente le sue simpatie per il vento di rinnovamento schierandosi con gli studenti e con quanti anelavano alla libertà. Dal punto di vista creativo comunque anche in questa situazione Strauss jr. dimostrò quanto valesse come compositore. Non c'era Paese e città che non facesse a gara per poter godere della sua musica per cui le tournée si succedevano alle tournée, in Polonia, in Germania, in Russia, in Inghilterra, persino negli Stati Uniti dove un concerto a Boston davanti a 100 mila persone si trasformò in una vera e propria ovazione da parte del pubblico. A consigliarlo la prima moglie, Jetty Trefft, che Strauss jr. aveva sposato nonostante che lei fosse più anziana di sette anni. Un matrimonio tutto sommato felice, nonostante che alla morte di questa, si risposasse dopo appena un mese e mezzo dalla sua scomparsa. Questa unione invece fu un fallimento per cui la separazione fu inevitabile. Per ottenere il divorzio che la cattolica Austria non poteva certo concedergli, il musicista prese la cittadinanza tedesca e convolò a nuove nozze con Adele Deusch vedova di un banchiere ebreo che portava anche lui il nome di Strauss. Nel frattempo la Corte viennese gli aveva permesso di diventare direttore dei balli e la Società degli Amici della Musica lo aveva ammesso nella cerchia dei grandi compositori quali Johannes Brahmes, Anton Bruckner, Franz Liszt, Giuseppe Verdi e richard Wagner tutti soggiogati da quel "Sul bel Danubio Blu" che aveva fatto impazzzire mezzo mondo..
Strauss jr. fu certamente il maestro in assoluto del valzer, il re per antonomasia, benché ad insidiargli questo primato furono in tanti a cominciare da Jacques Offenbach e Franz Lehar. Questi però erano più che altro compositori di operette, un genere sul quale volle cimentarsi anche il nostro senza però emergere come avrebbe desiderato; forse a causa di libretti scadenti e poco efficaci. Forse, o pewrché non ne era proprio portato(Veronica Incagliati)