Accadeva Oggi

24 ottobre

    24 OTTOBRE CAPORETTO Un bel tonfo quello di oggi 24 ottobre alla Borsa di Milano, quasi un 5% sotto. Soprattutto per i piccoli risparmiatori una Caporetto che, proprio nella data odierna ci ricorda quella che per noi fu una drammatica giornata sul fronte dell'Isonzo nella I° Guerra Mondiale: 20 mila morti, novemila feriti, 300 mila prigionieri, 400 mila tra disertori e sbandati senza contare tutto l'armamento (canoni, mitragliatrici e fucili) caduto in mano del nemico. Solo la bravura del generale Armando Diaz, al quale venne affidato immediatamente in quelle ore il comando del nostro esercito togliendolo quindi all'inetto Luigi Cadorna, impedì la catastrofe con l'avanzata degli austro-tedeschi oltre il Piave. Caporetto ad ogni modo segnò l'inizio di quel sentimento di rivolta nei confronti del Governo che non molto tempo dopo avrebbe portato, con il nazionalismo, all'avvento al potere di Mussolini e del Fascismo.
La sconfitta dei nostri soldati non aveva origini  lontane. Andava ricercata nel fatto che dal 1915 al 1917 tutte le battaglie erano state imperniate in una strategia di attacco e va detto a nostro merito che l'esercito italiano si era comportato molto bene infliggendo ai crucchi numerose perdite. Questi per parte loro compresero che, andando avanti di quel passo, avrebbero perduto la guerra sul fronte italiano per cui decisero che era giunto il momento di dar luogo ad una offensiva in grande stile tale da cogliere impreparato il nostro esercito. Determinante per il Comando austriaco fu la collaborazione avuta dai tedeschi che presero in mano le operazioni stabilendo come, dove e quando portare l'attacco finale. A capo delle Armate fu messo il generale Otto von Below alle dirette dipendenze di Konrad Krafft von Dellmensigen. Il fuoco fu aperto alle 2:00 di notte del 24 ottobre. Un inferno. Stordite dal bombardamento e avvelenate dai gas tossici (in una sola grotta - riporta <Wikipedia> - morirono tremila soldati italiani), le nostre truppe furono travolte quasi subito e quasi subito furono in preda al panico perché non sapevano cosa fare per mancanza di ordini superiori. Gli austro-tedeschi dilagaroro come un fiume in piena, dapprima conquistando i monti Stol, Mataiur, Hum, San Martino, Kolovrat, Kuk, Punta Maggiore e successivamente occupando i ponti del Tagliamento per puntare sulle Alpi Giulie e Carniche.
Questa in poche parole Caporetto, la cui pagina peggiore fu quello che ne seguì per la mancanza di coordinamento con soldati che non sapevano dove andare e soprattutto cosa fare. Un groviglio di migliaia e migliaia di uomini disperati in fuga, senza diposizioni precise perché né Cadorna né gli altri generali ( Pietro Badoglio e Luigi Capello) furono in grado di darle.
Su questa battaglia, la 12° dell'Isonzo, sono stati scritti decine di saggi senza contare romanzi famosi come quell' "Addio alle armi" di Ernest Hemingway, non è quindi il caso di stare a ripetere cose ormai note. Possiamo solo aggiungere che i sacrifici di vite umane costati all'Italia con l'entrate in guerra a fianco degli Alleati non furono assolutamente ricompensati da questi ultimi a Versailles dove anzi fummo trattati in maniera indegna. Con il senno del poi sarebbe stato meglio se avessimo seguito la politica dei non interventisti i quali avevano capito come sarebbe stato molto meglio accettare quello che ci offriva Vienna solo se ci fossimo mantenuti neutrali. Vale a dire quelle terre a cui aspiravano e che ci costarono milioni di morti. (Veronica Incagliati)