Accadeva Oggi

22 ottobre

    22 OTTOBRE IL GIORNO NERO DELLA <KNICKERBOCKER TRUST COMPANY>   Adesso vi facciamo un po' di lezione di alta finanza. Terra, terra perché non siamo economisti e della Borsa conosciamo solo quella che serve per fare la spesa. Però qualche consiglio ve lo possiamo dare. Quando investite i vostri soldi, controllate bene dove fanno a finire perché i crack sono sempre la conseguenza di speculazioni. Quando meno ve lo aspettate la cosiddetta "bolla", frutto di eccessi speculativi basati su una economia virtuale dove a circolare non è mai il denaro sonante, alla fine scoppia e il minimo che vi possa capitare è ritrovarvi in mutande. Così è stato recentemente negli Stati Uniti con quell'effetto domino che poi ha colpito tutte le piazze del mondo, così fu nel 1929, così fu nel 1907. Corsi e ricorsi storici, come direbbe il buon Gianbattista Vico.
Soffermiamoci proprio sul 1907, a quel 22 ottobre giorno in cui il fallimento della <Knickerbocker Company> segnò l'apice di un disastro economico che si ripercosse in tutti gli Stati Uniti allargandosi in brevissimo tempo al vecchio Continente. Come già nel 1792, all'epoca di George Washington, era successo che i guadagni ottenuti dalle banche private nel concedere prestiti con garanzie molte basse senza disporre di capitali adeguati erano improvvisamente venuti a mancare tanto che ad un certo punto gli istituti di credito cominciarono a pretendere la restituzione del proprio grano. La tempesta coinvolse la <Knickerbocker Trust Company> considerata un vero e proprio colosso il cui presidente era una sorta di Grande Gatsby, vale a dire Charles Tracy Barny che rappresentava il meglio della sicurezza per i risparmiatori. Ragion per cui erano tantissime le persone del ceto medio che varcavano la sede della prestigiosa società finanziaria abilissima nell'investire i soldi dei suoi piccoli risparmiatori. Poi si sa come vanno a finire queste cose: prima un sussurro, poi una voce, le prime indiscrezioni ed infine la certezza che non tutto andava bene. Il panico di non poter riavere più il proprio denaro spinse la gente (circa 18 mila clienti) ad accorrere in massa davanti agli sportelli della <Knickerbocker Trust Company> che, nella fattispecie, si era trovata in difficoltà per colpa soprattutto di due speculatori (Augustus Heinze e Charles Morse) che avevano tentato la scalata ad una società di estrazione del rame finendo in bancarotta. Il 22 ottobre dalle casseforti della <Knickrbocker> furono prelevati otto milioni di dollari in contanti, il che porterà subito alle dimissioni di Barney ed al suo suicidio il 17 novembre. Con una reazione a catena, la "maledizione" (così fu chiamata) investì Wall Street coinvolgendo altre banche che si erano buttate nel credito facile circa gli investimenti del mercato immobiliare. La crisi ebbe ripercussioni sull'economia reale di un Paese, che era è sì dinamico e moderno, ma che investiva più di quanto risparmiava. Cominciarono a chiudere le fabbriche, si licenziarono migliaia e migliaia di persone, la disoccupazione balzò all'otto per cento. Per venirne fuori dovette correre in soccorso la Banca d'Inghilterra che, se da una parte aveva dato disposizione agli istituti di credito britannici di bloccare i finanziamenti agli speculatori americani, dall'altra concesse allo Stock Exchange un quantitativo di lingotti d'oro mai visto fino a quel momento. Una boccata di ossigeno per salvare l' economia mondiale. Saranno poi J.P. Morgan, gigante della finanza internazionale, proprietario dell'omonima banca, ed il magnate John Rockeller a fare il resto. Prima però che fosse fatta pulizia, milioni di risparmiatori erano finiti sul lastrico mentre a pagarne le spese fu anche l'Europa. La rinascita, al di qua e al di là dell'Atlantico, sarebbe passata attraverso l'industria degli armamenti. Una folla corsa che avrebbe portato alla 1° Guerra Mondiale. La crisi del 1929 sortirà gli stessi effetti, con l'avvento del nazismo ed il secondo conflitto mondiale. (Veronica Incagliati)