Accadeva Oggi

16 ottobre

    16 OTTOBRE IL RASTRELLAMENTO DEGLI EBREI Ricordiamolo questo 16 ottobre. Ricordiamolo se non altro perché chi non sa, come le giovanissime generazioni, possa non dimenticare cosa successe quella mattina di sessantacinque anni fa quando le SS del tenente colonnello Herbert kappler circondarono all'alba il Ghetto di Roma (era un sabato) per strappare dalle loro abitazioni tutti gli ebrei che vi abitavano, compresi donne, vecchi e bambini. Era il primo atto della "soluzione finale" che per gli israeliti della "Città eterna" si sarebbe concluso tragicamente ad Auschwitz.
La decisione di liquidare gli ebrei era stata presa a Berlino poco meno di un mese prima, il 24 settembre. Era stato deciso che l'operazione -  chiamata in tedesco Judenoperation - avrebbe dovuta essere compiuta con una azione tipo blitz.  Gli ebrei pertanto furono colti di sorpresa. Non li aveva messi in allarme neppure il fatto che il 26 settembre Kappler si era fatto consegnare dalla comunità del Ghetto 50 chili d'oro, pena la deportazione di duecento persone. Sì, è vero! avevano avuto la parola che a nessuno di loro sarebbe stato torto un capello. Ma come credere a quelle parole? La guerra buttava male per i tedeschi, e tanto il Fuhrer come i suoi accoliti avevano il dente avvelenato per il tradimento dell'8 settembre allorché l'Italia si sganciò dall'Asse per buttarsi mani e piedi con gli alleati. Quasi certamente se il Re Vittorio Emanuele III ed il suo degno compare gen. Pietro Badoglio avessero riflettuto sulle pericolose conseguenze del loro voltagabbana nei confronti di Berlino - mobilitando tra l'altro una migliore difesa di quella di Porta San Paolo - né Kappler nè tanti altri loro compari avrebbero potuto compiere i misfatti che invece purtroppo videro quali vittime soprattutto gli ebrei. Senonché la storia prese la piega che conosciamo trascinandosi dietro migliaia di innocenti.
Il rastrellamento del Ghetto ebbe inizio attorno alle h. 5:00. Era il terzo giorno della festa della Capanne (Succot), una delle ricorrenze ebraiche più importanti. Le SS bussarono alle porte ordinando agli abitanti di radunarsi in uno spiazzo nei pressi del Teatro Marcello. Le porte che non si aprirono furono sfondate con calci dei fucili mitragliatori. Nel giro di poche ore tutti gli abitanti - 1024 per l'esattezza - furono caricati su alcuni camion e trasportati al Collegio Militare dove li avrebbero raggiunti altri ebrei che vivevano fuori del Ghetto in diverse zone della città. Dall'Ufficio Demografia e Razza del ministero dell'Interno Kappler si era fatto dare i nominativi degli ebrei residenti nella capitale quindi le SS durante il loro rastrellamento andarono a colpo sicuro.
Qualcuno di quei poveretti si chiedeva dove li avrebbero portati, pensavano ad un campo di concentramento normale in attesa della guerra, altri tacevano prevedendo il peggio. Ed il peggio arrivò all'alba del lunedì successivo allorché furono condotti alla Stazione Tiburtina e rinchiusi in 18 vagoni piombati. Il treno si mosse alle h. 14:00. Di quei 1024 ebrei ne tornarono solo sedici di cui una sola donna (Settimia Spizzichino).
Dopo il 16 ottobre le SS catturarono altri ebrei, molti riuscirono a mettersi in salvo trovando rifugio nei conventi e nelle chiese. Il Vaticano aveva dato disposizione infatti di aiutare in tutti i modi la comunità perseguitata. Quanta differenza con le disposizioni emanate dal potere temporale ecclesiastico nel corso dei secoli! Il Ghetto era stato voluto da Paolo IV (è il più antico del mondo dopo quello di Venezia) nel 1555. Fu chiamato il "serraglio degli ebrei". Questi dovevano vivere al suo interno, portare un segno di riconoscimento addosso ed era loro vietato esercitarsi in qualunque commercio tranne che in quello degli stracci. Le porte (dapprima solo due e alla fine otto) venivano aperte al mattino e chiuse la sera. 
Nel 1586 Sisto V revocò alcune di queste restrizioni che furono comunque ripristinate da altri Pontefici per essere nuovamente abolite durante la Prima Repubblica Romana nel 1798. Il ritorno nel 1814 di Pio VII riportò le cose allo status quo ante senonché con l'avvento di Pio IX nel 1848 il muro che circondava il Ghetto venne abolito. Era l'inizio di una graduale riforma che nel 1870 - dopo la Breccia di Porta Pia - vide finalmente gli ebrei paragonati agli altri cittadini.
Il Ghetto che ormai non si poteva più definire tale rientrò in un nuovo piano regolatore con lo sventramento delle antiche stradine e dei vecchi edifici. Scompariva un mondo ricco di ricordi, ne sorgeva uno nuovo con la costruzione della Sinagoga inaugurata nel 1904 su progetto degli architetti Osvaldo Armanni e Vincenzo Costa. Il tempio, ispirato a motivi assiro-babilonesi, è uno dei più belli tra quanti si possono ammirare. (Veronica Incagliati)