Accadeva Oggi

12 ottobre

    12 OTTOBRE LA SCOPERTA DELL'AMERICA Non era stato facile convincere la regina Isabel de Castilla a sganciare i soldoni per una impresa alla quale in fondo non credeva nessuno tranne lui, Cristoforo Colombo, ma alla fine ci si erano di messi di mezzo un vescovo ed un francescano che -  sapendo quanto la sovrana fosse bigottona - avevano fatto leva sulla fede facendole credere che  - se il genovese avesse veramente trovato nuove terre - chissà quanti indigeni avrebbe potuto convertire al cristianesimo. Il momento non era dei più favorevoli. E' vero che le forze riunite di Isabel e del marito Ferdinando II re di Aragona avevano cacciato i Mori dalla Spagna con la conquista il 2 gennaio 1492 di Granada, ma era altrettanto vero che la nuova minaccia proveniente da est si era già concretizzata nel 1453 con la presa di Costantinopoli da parte dei turchi che puntavano ad estendere il loro dominio sull'intero Mediterraneo e sui territori a nord-ovest. D'altra parte il progetto - se si poteva chiamare tale - non veniva a costare più di tanto: qualche legno per solcare i mari (tre, pensò la regina, potevano anche bastare), una ciurma raccogliticcia alla quale far credere che sarebbe stata ricompensata abbondantemente con l'oro che si fosse trovato, qualche onorificenza al genovese. Un ammiragliato non si nega mai. Lui però avrebbe dovuto contribuire ad una parte delle spese.
E così all'alba del 3 agosto 1492 ecco la partenza dal porto di Palos de la Frontera per la grande avventura, il salto nel buio. Il molo e la spiaggia adiacente formicolante di gente, tutti curiosi di vedere le tre caravelle (La "Santa Maria", la "Pinta" e la "Nina") scomparire all'orizzonte verso l'ignoto. Perché era l'ignoto quello a cui andava incontro Cristoforo Colombo convinto di poter raggiungere le Indie da Occidente così come alcuni secoli prima Marco Polo era riuscito da Oriente.
Ora convincere l'equipaggio ad avere fiducia in lui, specie quando passano i giorni ed i giorni diventano mesi, non era facile. Possiamo solo immaginare in quale situazione si fosse trovato il nostro genovese - che sarà stato pur sicuro di non sbagliare - ma che di fronte alle facce scure dei suoi marinai avrà avuto qualche attimo di tentennamento.
Poi finalmente alle h. 2:00 del mattino del 12 ottobre quel grido dall'alto del pennone: "Terra, terra". Eh, sì! Aveva visto giusto, dunque! In realtà aveva anche sbagliato giacché involontariamente aveva scoperto il nuovo mondo, quello che lui non poteva certo sapere. Davanti a sé aveva un'isola, Guanahai, ribattezzata San Salvator. Poi se ne scopriranno altre, Cuba, Haiti. I viaggi di Colombo diventeranno due, tre, quattro. In poco tempo si capirà che quel nuovo mondo era un continente al quale verrà dato il nome di Americhe diventato l'eldorado anche altre nazioni attratte dalla magica parola di "oro" e desiderose di accaparrarsi un posto al sole.
Con la scoperta dell'America - nonostante che la recente storiografia cattolica cerchi di sminuire le atrocità commesse dai conquistadores sugli indios sostenendo che le popolazioni locali furono decimate più dalle malattie che dalle spade - grandissime civiltà come quelle degli Atzechi, Incas e Maya cessarono di esistere. Hernan Cotez e Francisco Pizarro non andarono tanto per il sottile quando si trattò di uccidere, saccheggiare e portarsi vie tutte le ricchezze possibili di quelle povere popolazioni. Per loro sarebbe stato meglio se il nuovo mondo fosse rimasto solo una utopica illusione di Colombo. Il quale, attratto più dalle bellezze dei Caraibi e magari da qualche bella indigena, trascurò di puntare più a nord. Lì ci pensarono comunque i francesi, seguiti dagli olandesi e dagli inglesi che non tardarono a fare la conoscenza dei pellerossa dando inizio ad una sorta di soluzione finale. (Veronica Incagliati)