Accadeva Oggi

11 ottobre

    11 OTTOBRE   IL CONCILIO VATICANO II Ci vollero tre anni di preparazione, lavori interminabili che non finivano mai anche perché gli argomenti da trattare erano tanti, poi finalmente la Commissione addetta annunciò a Giovanni XXIII che - se voleva - poteva anche aprire il Concilio ecumenico. Il Pontefice lo ufficializzò l'11 ottobre 1962. Dall'ultimo - che sotto Pio IX aveva sancito l'infallibilità del Papa - erano trascorsi 92 anni.
Chiamato anche Concilio Vaticano II per distinguerlo da quello precedente, la Grande Assemblea - che raccolse cardinali, vescovi e patriarchi da tutto il mondo - era cronologicamente la ventiduesima da quando nel 325 d. C. i rappresentanti della Chiesa cristiana si erano riuniti a Nicea (oggi Iznik in Turchia) per condannare l'arianesimo.
Se dovessimo dire la verità - ma questa è una nostra opinione che ciascuno può tranquillamente confutare - il Vaticano II, nato dalla buona fede di Papa Roncalli che aveva voluto il Concilio a tutti i costi, ha fatto più danni che altro. Ma ora per carità, non ci tirate adesso la croce addosso. E' una opinione e basta. Fatto si è che, se dovessimo spulciare lo spulciabile, è lampante come la promulgazione di alcuni tra Decreti, Costituzioni e Dichiarazioni, fosse talmente rivoluzionaria da essere interpretata da buona parte del clero ad usum delphini. In fondo la carenza sacerdotale di cui si lamenta attualmente la Chiesa ha le sue origini proprio nel Concilio Vaticano II che - aprendosi troppo repentinamente al mondo con una ventata innovativa - lasciava ai singoli sacerdoti la facoltà di fare e disfare dei testi sacri a loro piacimento. Nascevano teologie nuove, in tutto od in parte simili alla dottrina protestante, che ancora adesso - camuffate da comunità - cercano di spaccare in quattro i dogmi; se sembrano per fortuna un ricordo i "preti operai", non si può negare che specie nell'America Latina il detto fascista "Libro e moschetto" più di una volta viene tradotto in "Mitra e Vangelo". Tutto questo mentre l'integralismo musulmano fa passi da gigante, come una metastasi cancerogena, perché - se non lo si sapesse - non è con il permissivismo che si fanno proseliti. Ne consegue che mentre i templi cattolici sono ormai vuoti, le moschee sono piene di fedeli. Come lo sono, d'altra parte, anche le Chiese ortodosse.
Oh! intendiamoci bene. Non è mica che tutto il Concilio Vaticano II sia da buttar via. Nemmeno per sogno. La valorizzazione del laicati (Apostolicam Actuisitatem), come cristianesimo inteso nelle forme più pragmatiche di dedizione alla carità e all'apostolato puro e semplice, è stata senz'altro una riscoperta di quelle che una volta erano le opere pie delle confraternite e delle S. Vincenzo de Paoli. Qualche riserva invece sull'uso della Messa nella lingua nazionale e nell'abolizione quindi della sua celebrazione in latino. Nei dettami del Concilio solo alcune parti della liturgia si sarebbero dovute cambiare trasformandole nella lingua nazionale; fatto sta che la Commissione liturgica andò invece oltre, eliminando anche tutto quello che era ritenuto fondamentale per la Chiesa, così come confermato nel Sacrosanctum Concilium.
Dal Vaticano II - siglato da Paolo VI che dopo la morte di Giovanni XXIII aveva fatto propria la volontà del suo predecessore di "aprire le finestre per fare entrare aria nuova nella Chiesa" - sono trascorsi un bel po' d'anni. Di aria nuova ne è entrata tanta, forse troppa; tant'è che l'attuale Pontefice sta cercando di correre ai ripari. Naturalmente senza rinnegare niente dell'ultimo Concilio ma quel tanto per fare piccole correzioni di rotta. (Veronica Incagliati)