Accadeva Oggi

10 ottobre

    10 OTTOBRE   LA BATTAGLIA DI POITIERS Sia gloria eterna a Carlo Martello. Se non fosse stato per lui il mondo da tredici secoli sarebbe tutto islamizzato. Eh sì, cari amici. Fu proprio grazie a questo grande condottiero della razza germana dei Franchi che il 10 ottobre del 732 d. C, fu fermata l'avanzata dei musulmani omayyadi che ormai - dopo avere conquistato tutta la Spagna - puntavano verso Tours per arrivare chissà dove ancora. Quando parliamo di un mondo islamizzato non facciamo della demagogia casareccia. In appena un secolo i seguaci di Maometto erano riusciti a convertire alla loro fede - forse più per la spada che per convinzione - tutta l'Africa del Nord, compresi quei popoli fieri che erano i Berberi ed i Mori. Non sarebbe stato difficile, avanzando sempre più in Europa, fare altrettanto con quello che restava degli Alemanni, Visigoti, Sassoni e Bavari. Un gioco poi puntare in alto verso l'Inghilterra e scendere al tempo stesso in Italia. Addio cristiani!
Dalla morte del profeta nel 632, i soldati dell'Islam  - nonostante dure sconfitte - erano riusciti ad avere ragione di tutti gli avversari. La loro era una jihad, la guerra santa, e al grido di questa uno dietro l'altro erano caduti tutti regni che si paravano loro davanti. L'ultimo fu quello del Visigoti di Spagna. Re Roderigo nel 711 - in una battaglia epocale - fu sconfitto dai Berberi di Tarik a Guadalete e lui stesso perse la vita. Le porte della penisola erano aperte ai nuovi dominatori che si riversarono in massa in cerca di gloria e ricchezze. Nel 720 erano arrivati addirittura a Narbona, si impossessavano di una base importante dei Pirenei, attaccavano Tolosa, prendevano Carcassonne e Nimes, raggiungevano Autun in Borgogna.
Nel 732 a comandare i musulmani era l'emiro Abd er Rahaman, un condottiero che si era reso famoso in una serie di scontri con i cristiani l'ultimo dei quali l'aveva visto vittorioso contro Eudes nella battaglia di Bordeaux. Il successo fece credere all'emiro che da quel momento tutto fosse più facile per aprirsi una strada ancora più a  nord, verso la Loira, verso il santuario di Sant'Ilario a Poitiers o magari verso quello Martino di Tours ricco di tesori. Peccò di presunzione e quella fu la salvezza del mondo cristiano. Abd er Rahaman non aveva fatto i conti con Carlo Martello, maggiordomo di palazzo dei re merovingi, il quale non tardò molto a comprendere che se non sbarrava subito la strada ai musulmani sarebbe stata la fine per tutti. Senza dover ricorrere alla mobilitazione generale radunò in breve tempo un esercito di 60 mila uomini sapendo però che in caso di mala parata poteva contare su altri 340 mila effettivi. Più che sui soldati Carlo Martello ragionò da stratega, come avrebbe fatto un Giulio Cesare redivivo. Invece di attendere il nemico in una unica formazione, dispose che una parte della possente fanteria si posizionasse al centro per subire la carica della cavalleria musulmana mentre un'altra si disponesse a destra e a sinistra dei fiumi Clain e Vienne. Sempre a sinistra dello schieramento, ben arretrato e nascosto, fece mettere Oddone I d'Aquitania con la sua cavalleria. Gli arabi invece si posizionarono nella classica formazione della mezzaluna con i fanti e gli arcieri. Vi era poi lo schieramento della cavalleria e dei cammelli.Come accennato, Abd er Rahaman in battaglia ci sapeva fare. Ma Martello non era da meno. Quest'ultimo sapeva ad esempio che non avrebbe mai dovuto cadere nella trappola dell'avversario consistente nell'attaccare e nel ritirarsi subito dopo per invitare il nemico all'inseguimento e così coglierlo di sorpresa con i temibili Berberi.
Ad attaccare per primo furono gli arabi la cui cavalleria si infranse però quasi subito davanti al "muro di ghiaccio" della fanteria dei Franchi; poi la battaglia proseguì per ore. Una carneficina durata fino a tarda sera e nel corso della quale venne lo stesso emiro venne ucciso da Carlo Martello con un colpo d'ascia. Quando si sparse la notizia, i sopravvissuti tra i musulmani si dileguarono rapidamente.
La vittoria di Poitiers non dileguò immediatamente il pericolo islamico. Se ci fu una controffensiva di Carlo nella Valle del Rodano e in Septimania, nel 734 gli arabi conquistavano Avignone e nel 735 Arles. Poi però Carlo nel 737 si ripigliava Avignone, ricacciava i musulmani oltre il fiume Berre e riconquistava la Septimania. Nel 739 Pipino il Breve entrava a Narbonne. Le conseguenze furono la fine della dinastia omayyade. Gli arabi - ma sarebbe meglio chiamarli Mori - si ritirarono in Spagna facendo di Cordova il loro centro e dando inizio ad un epoca straordinaria di civiltà soprattutto nel campo delle arti e delle scienze. In quanto a Carlo Martello la vittoria di Poitiers gli permise di gettare le basi per la costituzione del Sacro Romano Impero portato a compimento dal nipote Carlo Magno. (Veronica Incagliati)