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8 ottobre

    8 OTTOBRE LA CATTURA DEL CHE GUEVARA L'aneddoto è riportato da Roberto Gervasio nella rubrica "Peste e corna" del <Tg4>: pare che Indro Montanelli - a chi gli chiedeva cosa pensasse del Che Guevara conosciuto nel corso di una intervista - rispondesse che era qualcosa...... beh, meglio non ripetere
Ora ci sfugge il motivo per il  quale ragione il grande giornalista avesse una considerazione così bassa di colui che fu il mito in assoluto della rivoluzione culturale anni '70; noi pensiamo però che il Che - come comunemente veniva chiamato da giovani e meno giovani - sia stato tutto sommato un romantico infarcito di teorie maoiste che voleva guarire il mondo dalle ingiustizie e dalla povertà portando la rivoluzione là dove maggiormente riteneva fosse più facile convincere le popolazioni locali alla causa comune del bolscevismo. Probabilmente si rese conto di avere sbagliato tutto, solo quando si trovò a pochi secondi dalla morte nel momento in cui un sergente dell'esercito boliviano premeva ripetutamente il grilletto della sua pistola colpendolo alle gambe e alla gola. La tragica fine del Che (le sue ultime parole furono: "So che sei per uccidermi. Spara dunque, codardo, stai solo uccidendo un uomo") seguiva di poco meno di 24 ore la sua cattura avvenuta l'8 ottobre 1967 nella quebrada del Yuro, a pochi chilometri dal villaggio de La Higuera, in Bolivia. Ad indicare il nascondiglio del guerrigliero e dei suoi compagni era stato un contadino, certo Honorato Rojas. Era stato quindi facile per le Forze governative, in collaborazione con agenti della Cia americana, circondare il luogo ed avere ragione degli assediati. Una volta finito nelle mani dei soldati il Che non ebbe più alcuna speranza di uscirne vivo anche perché a decretare la sua condanna era stato lo stesso presidente della Bolivia, René Barrientos Ortuno,  il quale non poteva permettersi il lusso di graziare una persona che - solo per il fascino che esercitava tra la classi sociali più diseredate - anche in prigione poteva rappresentare un pericolo per il Governo. L'ordine fu pertanto quello di farlo fuori, offrendo però alla stampa la versione che era deceduto nel corso di un conflitto armato. Appena ucciso, il cadavere fu poi legato ai pattini di un elicottero e trasportato a Vallegrande per esporlo ai giornalisti e ai fotografi.
Che Guevara, argentino di nascita, vide la luce a Rosario nel giugno del 1928 da famiglia  benestante. Fin da ragazzo si fece notare per le simpatie verso la sinistra; né poteva essere altrimenti data l'aria che aveva respirato accanto ai genitori. Laureatosi in medicina, cominciò a viaggiare in lungo ed in largo per l'America del Sud e per quella Centrale spingendosi fino in Florida. Poi finalmente a Cuba dove nel 1956 si sposò con Hilda Gadea, una socialista peruviana che lo aveva introdotto nel giro dei popolari rivoluzionari e che gli darà un figlio. Hilda non sarà l'unica donna del Che il quale quattro anni dopo divorzierà da lei per unirsi con Aleida March dalla quale avrà tre maschi ed una femmina. Il 1960 sarà anche l'anno in cui Guevara - dopo aver preso parte con Fidel Castro all'invasione della Sierra Maestra all'Avana e alla battaglia di Santa Clara - diventerà cittadino cubano per "diritto di nascita" ed entrerà a far parte del Governo rivoluzionario come ministro dell'Industria. La sua visuale economica fu comunque un fallimento, né andò meglio quando rivestì l'incarico di dirigente dell'Istituto Nazionale per la Riforma agraria. In poco tempo Cuba si era ritrovatainfatti ad essere dipendente in tutto e per tutto dall'Urss che naturalmente chiese la contropartita con l'installazione nell'isola di missili a testata nucleare; il che portò il mondo ad un passo dalla terza Guerra Mondiale.
Tutto sommato Guevara è stato un insofferente, mai contento di come andavano le cose; fors'anche in disaccordo con lo stesso Castro, più incline quest'ultimo a seguire il marxismo pragmatico di Mosca che non la rivoluzione maoista. Costretto a lasciare Cuba e la cittadinanza - si dice su invito di Castro reso diffidente dalla popolarità del suo secondo - il Che puntò sul Congo per portare la rivoluzione cubana anche in quella terra, oltre al suo sostegno al movimento marxista dei Simba. A quell'epoca aveva 37 anni. Il proposito si rivelò però un fallimento. La rivolta sperata rimase nel cassetto. Rientrato all'Avana nel marzo 1965, dopo qualche mese se ne ripartiva con un gruppo di fedelissimi alla volta della Bolivia per servire ancora una volta la causa della rivoluzione. Vi credeva ciecamente e al tempo stesso era convinto l'America Latina fosse pronta al grande salto cone lo lo era stata Cuba. 
In Bolivia sembra che contasse sull'appoggio di un'ex operativa della Stasi, Haydèe TamaraBunke Bider, meglio conosciuta coma Tana. Solo che la morte della donna fece saltare tutti i piani. Un diario trovato accanto al suo cadavere permise anzi alle forze di polizia di mettersi sulle tracce dei movimenti dei guerriglieri, in tutto 50 combattenti facenti parte dell'Ejèrcito de Liberacion Nacional de Bolivia. Male armato e poco appoggiato l'ELN era destinato ad avere vita breve. E così fu.
Che Chevara, quello che noi meno conosciamo, è stato un fine letterato nonché amante dei classici e dei testi filosofi. Va ricordato quale autore di saggi e di poesie molto belle.
Tra le passioni, il gioco degli scacchi insegnatogli dal padre. (Veronica Incagliati)