Accadeva Oggi

1 ottobre

      1 OTTOBRE IL PROCESSO DI NORIMBERGA Ci si interroga ancora se i tribunali internazionali siano qualificati per giudicare imputati colpevoli di crimini contro l'umanità, come quello dell'Aja, o se lo debbano essere i Paesi dove si sono svolti i crimini. Non si è mai chiarito, per cui è rimasto valido il concetto espresso nella Conferenza di Teheran del novembre 1943 nel corso della quale i tre capi della coalizione alleata (Winston Churchill, Franklin Delano Roosevelt e Giuseppe Stalin) - rovesciando quanto era stato stabilito nemmeno un mese prima a Mosca - stabilirono che per qualsiasi delitto, inerente le guerre di aggressioni e che fosse inteso contro la pace e contro l'umanità, fosse competente il solo tribunale internazionale.
Il processo di Norimberga - apertosi il 20 novembre 1945 e terminato il 1 ottobre 1946 con la condanna a morte di 12 imputati su 24 comparsi davanti alla sbarra - sancì de facto questo principio anche se non mancarono voci circa l'illegittimità della Corte essendo venuto a mancare, come disse un avvocato della difesa, ciò che secondo il diritto romano è il "Nullum crimen nulla pena sine praevia lege poenali". E poi, si aggiunse ancora, i vincitori non possono giudicare i vinti. Niente di più assurdo se si pensa a quel "Vae victis" (Guai ai vinti") imposto dal capo dei Galli, Brenna, ai Romani. E' anche vero comunque che lo scienziato e filosofo americano Avram Noam Chomsky, noto come anarco-libertario e per essere stato contrario alle guerra in Vietnam, ebbe a sottolineare che un "giusto processo dovrebbe quanto meno basarsi sull'elementare principio morale dell'universalità: accusatori ed accusati devono essere soggetti agli stessi standard. Per quanto riguarda i tribunali sui crimini di guerra, i precedenti sono discutibili. Anche la Corte di Norimberga utilizzò questa definizione di crimine: Ciò che i tedeschi hanno fatto e gli alleati no".
Fu così. Si sapeva infatti quello che avevano fatto i nazisti ed i capi del Terzo Reich. Gli altri erano i vincitori, solo i primi dovevano essere giudicati per i crimini commessi in base ad atti di accusa ex post facto e per nulla basati sulle leggi di singole nazioni. Tolto Adolf Hitler, che si era dato la morte nel bunker della Cancelleria, rimanevano Martin Borman & compagni. L'elenco comprendeva per l'appunto il segretario del partito nazista condannato a morte, il Grandammiraglio Karl Donitz (10 anni), il Governatore generale Hans Frank (morte), il ministro dell'Interno e responsabile delle leggi razziali Wilhelm Frink (morte), il commentatore radiofonico Hans Fritzsche (assolto), il ministro dell'Economia Walther Funk (ergastolo), il comandante della Luftwaffe Herman Goring (morte), il segretario del partito nazista fino al 1942 Rudolf Hess (ergastolo), il capo dello Staff dell'Okw Alfred Jodl (morte), il capo dell'Rsha  Ernst Kaltenbrunner (morte), il capo dell'Okw Wilhelm Keitel (morte), il capo del Fronte tedesco dei lavoratori Robert Ley (suicida), il Governatore del protettorato di Boemia e Moravia Konstantin von Neurath (ergastolo), l'ambasciatore tedesco in Turchia Franz von Papen (assolto), il Grandammiraglio della Kriegsmarine fino al 1943 Erich Raeder (ergastolo), il ministro degli Esteri Joachim von Ribbentrop (morte), l'ideologo del partito nazista Alfred Rosemberg (morte), il plenipotenziario del programma di sfruttamento del lavoro dei prigionieri Fritz Sauckel (morte), il ministro dell'Economia Hjalmar Schacht (assolto), il capo della Hitlerjugend Baldur von Schirach (20 anni), il Gauleiter in Olanda Arthur Seyss Inquart (morte), il ministro degli Armamenti Albert Speer (20 anni), il direttore del settimanale <De Sturmer> Julius Streicher  (morte).
Da annotare che Goering riuscì a suicidarsi con il cianuro il giorno prima della sua esecuzione. In quanto a Bormann, che era stato condannato in contumacia, il suo corpo fu ritrovato nel 1972 a Berlino da alcuno operai che lavoravano in un cantiere. Funk invece fu rilasciato nel 1957 per motivi di salute. Jodl, la cui pena capitale non fu poi eseguita, fu assolto da una Corte tedesca che lo trovò non colpevole secondo il diritto internazionale. Keitel chiese di essere fucilato da soldato ma fu impiccato come gli altri. Ley si tolse la vita prima dell'inizio del processo. Neurath fu rimesso in libertà nel 1954 anche lui per motivi di salute, idem Raeder. Le ultime parole di Ribbentrop furono: "Dio protegga la Germania", quelle di Sauckel: "Muoio innocente, la mia sentenza è sbagliata. Dio protegga la Germania".  Schacht ammise di avere violato il trattato diVersaille. Schirach e Speer espressero pentimento nel corso del processo. Le ultime parole di Streicher furono: "Questa è la mia celebrazione del Purim 1946. Sto andando da Dio. I bolscevici vi prenderanno tuttiun giorno! Adele, mia cara moglie...Heil Hitler".
Per la cronaca. I sovietici avrebbero voluto che il processo si svolgesse a Berlino. Fu scelta Norimberga per una serie di ragioni, non ultima quella che la città era situata nel settore Usa. Il collegio giudicante era rappresentato da otto persone. Nella fattispecie il britannico Goffrey Lawrence (prsidente), il britannico William Birkett (sostituto presidente), lo statunitense Francis Biddle (accusa), lo statunitense Johm Parker (stituto dell'accusa), il francese Henri de Vabre (accusa), il francese Robert Falco (sostituto dell'accusa), il sovietico Iola Nikitchenko (accisa), il sovietico Alexander Volchkov (sostituto dell'accusa).
Ci fu anche un secondo processo per criminali di guerra inferiori. Entrambi diedero poi il via a movimenti per la costituzione di una Corte penale internazionale che 50 anni dopo porterà all'adozione di uno statuto. (Veronica Incagliati)