Accadeva Oggi

19 settembre

    19 SETTEMBRE I FRATELLI MONTGOLFIER Ci aveva provato Icaro rimettendoci le penne. Qualche studio lo fece Leonardo da Vinci, ne è prova una ricca documentazione. Anche il gesuita Francesco Lana ci fece un pensierino, come lo aveva fatto un secolo prima Giovanna Da Fontana,  ma nessuno mai era riuscito a volare. In quanto agli antichissimi peruviani, chissà forse loro nella valle del Rio Nazca qualche buon tentativo erano riusciti a portarlo a termine. Solo che non ci sono le prove. Idem per i cinesi nel Medio Evo. A conti fatti, il merito di avere inventato una macchina per innalzarsi nell'aria va quindi esclusivamente ai fratelli Montgolfier; nella fattispecie Joseph ed Etienne che il 19 settembre 1783 - davanti ad una immensa folla raccolta raccolta nel palazzo reale di Versailles, presenti il Re Luigi XVI e la Regina Maria Antonietta  - riuscirono a far volare per tre chilometri, ad una altezza di 500 metri e per otto minuti una pecora, un gallo ed un'anitra dentro un canestro che era stato legato ad un pallone ad aria calda. Era nato il primo areostato.
Per la verità i due fratelli di esperimenti, nel corso di alcuni mesi, ne avevano fatti tanti altri, uno dei quali - ad Annonay, località dove erano nati i Montgolfier - era riuscito anche meglio, avendo il pallone raggiunto una altezza di duemila metri. Solo che la cesta era vuota, visto e considerato che non era ancora ben chiaro il significato di un editto regio che proibiva pratiche di vario genere sugli animali. E tanto meno sulle persone.
L'idea del pallone era venuta a Joseph, tipica figura dell'inventore che fin da piccolo aveva dimostrato di essere poco portato per la scuola tanto che ne era fuggito due volte. Ben diverso il fratello Etienne, più portato agli affari. Sarà lui infatti - alla morte del primogenito Raymond nel 1772 - a prendere in mano la ricca e solida industria cartaria, una delle più moderne della Francia che aveva fondato il padre Pierre. 
Ma torniamo a Joseph. Un giorno, era il 1777 (aveva quindi 37 anni), se ne stava all'aperto quando - osservando alcuni panni posti ad asciugare su una corda - notò che con il vento si sollevano verso l'alto. Cos'è il caso! "E se volessimo costruire una macchina volante?", si chiese. Detto fatto cominciò a studiarci sopra senza però approdare a nulla di concreto finché la soluzione, sempre per caso, gli venne stando vicino al fuoco mentre rifletteva su come invadere Gibilterra dall'alto dato che gli inglesi l'avevano troppo fortificata per prenderla per mare o via terra. La lampadina gli si accese notando le scintille di un falò che nel camino si innalzano verso l'alto a causa del fumo. Joseph Montgolfier in quel momento pensò ad un gas. Sbagliava, ma intanto aveva capito che quella lievità a cui aveva assistito era l'elemento primo per far volare anche un pallone. Di prove ne fece parecchie, coinvolgendo anche il fratello che tra l'altro dovette mettere mano alla borsa per gli esperimenti, ma alla fine - uno dietro l'altro - si arrivò al primo successo verso la metà del 1782.
Come accennato, il battesimo ufficiale porta la data del 19 settembre dell'anno successivo. I fratelli Montolfier furono portati in trionfo e con essi un noto fabbricante di carta, Jean Baptiste Réveillon, che si era associato a loro. Una sorte di joint venture dell'epoca. Come riconoscimento, il Re li fece membri straordinari dell'Accademia delle Scienze di Parigi mentre il padre Pierre ricevette il titolo nobiliare de Montgolfier.I voli naturalmente non finirono lì. Ci riprovarono i Montgolfier perfezionandoli ulteriormente e ci provò Pilastre de Rozier in ben due occasioni. Nel novembre 1783 montò lui stesso nella cesta come cavia umana. Poi fu volta di tanti altri che - essendo nel frattempo gli aerostati progrediti - cominciarono ad utilizzare come gas l'idrogeno scoperto nel 1766 dallo scienziato inglese Henry Cavendish. La conquista dell'Europa dal cielo era alle porte. Napoleone Bonaparte, qualche anno più tardi, pensò di invadere l'Inghilterra servendosi addirittura di questi mezzi ma non ne fece niente.
In quanto all'Italia il primo volo umano in mongolfiera fu compiuto il 25 febbraio 1784 a Brughesio, nei pressi di Milano, dal conte Paolo Andreani che un mese prima aveva collaborato alla pubblicazione del periodico <Il Giornale Aerostatico>. Il volo riuscì a meraviglia, il periodico molto meno in quanto costretto a chiudere per decisione del governatore austriaco che, poveretto, doveva obbedire agli ordini di Vienna. Giuseppe II non amava infatti simili spettacoli "la cui temerarietà - disse - può avere un fine tragico". (Veronica Incagliati)