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15 settembre

      15 SETTEMBRE AGATHA CHRISTIE Appassionati cultori della lettura di romanzi "gialli" (ci pare di averlo confessato in altra occasione), tra i tanti scrittori che ci allietano nei momenti di relax e che preferiamo a quanti non sanno che offrire opere ermetiche dove una pagina va letta e riletta prima di comprendere cosa si vuole dire, Agatha Christie è senz'altro la nostra beniamina.
Accusata di barare, di confondere cioè il lettore seminando false piste e raccontando i fatti sotto una luce errata ed una angolazione distorta - cosa che noi francamente importa poco - amiamo la Christie non solo e non tanto per l'intreccio dove la caratteristica dominante è sempre quella della debolezza umana  quanto e soprattutto perché ci offre uno spaccato della vita inglese negli anni in cui il Regno Unito non era stato ancora intaccato completamente dalle smanie e dalle volgarità americane come già anticipava Oscar Wilde nel suo incantevole "Il fantasma dei Canterville". Quella vita fatta di campagne piene di verde, di villette appartate, di villaggi, pettegolezzi, donnette curiose, curati bonaccioni, sovrintendenti apatici. Un ambiente come quello, ad esempio, di St. Mary Mead dove, da un lato emerge l'intelligenza tranquilla di Miss Jane Marble che sa risolvere - solo standosene seduta in poltrona mentre sferruglia a maglia - i misteri più complicati; dall'altro è sempre il vanaglorioso e puntiglioso Hercule Poirot ad essere l'alter ego di Sherlock Holmes e di Arsenio Lupin, meglio di loro, più di loro.
Nata il 15 settembre 1890 a Torquay, una stazione balneare del Devonshire, da Fred Miller un agente di cambio americano più interessato al cricket che non alla famiglia e da Clara Boehmer una signora della buona società inglese, Agatha fu allevata dalla nonna che la inizierà agli studi classici e alla musica secondo le abitudini del tempo. A sedici anni era già in Francia per studiare canto (voleva infatti diventare un'artista) ma la giovane comprese ben presto che quella non era la sua strada. Non ne aveva la stoffa. Non si sa bene invece quale sia stata la molla che l'abbia spinta a scrivere. Per alcuni forse il fatto di ritrovarsi durante la 1° Guerra mondiale in un ospedale dove svolgeva le mansioni di infermiera e dove ebbe modo di impratichirsi su medicinali e veleni. In particolare su questi ultimi. Una scommessa con la sorella - che sarebbe diventata cioè una scrittrice di detective story - sarebbe stata poi determinante per dare alle stampa il suo primo romanzo dove comparve il personaggio dell'investigatore belga con la testa ad uovo, i baffetti all'insù e le ghette. Poirot, per l'appunto. Nel frattempo Agatha Miller si era sposata con un colonnello della Royal Flying Corps dal quale avrà una figlia, Rosalid, e dal quale divorzierà nel 1926. Aveva scoperto infatti che il marito se la intendeva con la sua segretaria. Un'altra moglie ci sarebbe passata oltre ma non la giovane scrittrice che volle però conservare il cognome d'arte del fedifrago anche quando convolò a nuove nozze con un archeologo più giovane di lui, sir Max Mallowan. Dirà di quest'ultimo: "Sono stata fortunata ad avere sposato l'unico genere di uomo che più invecchi e più ti trova interessante". Certo il suo Malowan doveva essere una brava persona, nessuno lo mette in dubbio, ma anche dolcezza e bontà d'animo - unite ad una buona dose di romanticismo - furono le caratteristiche della Christie la cui lunga e fortunata carriera è stata costellata da un successo letterario dietro l'altro a cominciare da "Assassinio sull'Orient Express" fino a "Trappola per topi" (commedia che è in scena ininterrottamente dal 1952), a "Dieci piccoli indiani". Ricordate? "Dieci poveri negretti se ne andarono a mangiar: uno fece indigestione, solo nove ne restar/Nove poveri negretti....".
Il suo ultimo romanzo, "Sipario". Vi fece morire Poirot. La vecchia miss Marble l'aveva già fatta fuori. Non ne poteva più, né dell'una né dell'altra. Non aveva fatto i conti però con la nemesi. Cesserà di vivere di lì a poco, nel gennaio 1976. Aveva ottantasei anni. (Veronica Incagliati)