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7 settembre

      7 SETTEMBRE LA REGINA VERGINE Non siamo eccessivamente entusiasti di occuparci di Elisabetta I d'Inghilterra, una regina che - oltre ad essere stata antipatica e brutta - tanto disse e tanto fece che alla fine riuscì a mandare al patibolo la cugina Maria Stuard, lei protestante e quest'ultima cattolica. Non si può disconoscere però che Elisabetta I - nata a Greenwich il 7 settembre 1533 - sia stata, dopo Enrico VIII, (te lo raccomando anche questo!) il più grande sovrano che mai abbia avuto il Regno Unito. E quando uno è grande e riesce a fare del suo Paese una nazione importante, ci si può tranquillamente infischiare dei difetti. Figlia del suddetto Enrico VIII e di Anna Bolena, che il re aveva sposato di nascosto ma che poi stanco di lei la fece decapitare accusandola di incesto e di stregoneria, Elisabetta governò per circa quarant'anni con mano decisa e con una notevole dose di crudeltà necessaria comunque in un'epoca in cui, se non uccidevi tu, ti uccidevano gli altri. Il carattere poi era quello del padre per cui non meraviglia affatto che fosse, a volte collerica al punto che era preferibile in quei momenti girarle alla larga, a volte disposta ad ascoltare i consigli degli altri e a metterli in pratica. A volte, perché in molti casi fece di testa sua come quando se ne infischiò del diktat della Camera dei Comuni che l'aveva minacciata di trattenerle i fondi se non si fosse spossata. E qui l'interrogativo è d'obbligo, sui motivi cioè per i quali Elisabetta non volle mai convolare a nozze tanto da sentirsi affibbiare l'appellativo di "Regina Vergine". Forse perché era brutta. Per quanto ricca e potente, difficilmente avrebbe trovato infatti un pretendente capace di sopportare una moglie tra l'altro sfigurata sul volto a causa del vaiolo. O forse....ma l'ipotesi è troppo assurda per essere presa in  considerazione. Secondo una studiosa, tale Antonia Thynne, Elisabetta sarebbe morta in tenerissima età nel palazzo di Hatfield dove era stata messa allorché - dopo che la madre era stata giustiziata - era stata dichiarata illegittima e quindi aveva perduto il titolo di principessa. Il padre però un giorno volle andare a vedere come cresceva la piccola. Per timore delle ire del re, una allevatrice di Corte non sapendo cosa fare e temendo di dire la verità prese un bambino che assomigliava vagamente ad Elisabetta e lo spacciò per femmina sicura che il sovrano non sarebbe andato a guardare sotto le vesti. L'inganno - a detta della Thynne -  sarebbe riuscito tant'è che la sovrana (o il sovrano) avrebbe governato fino alla morte. Quel giorno - era il 23 marzo del 1603 - Elisabetta si trovava nel palazzo di Richmond. Sentì che la fine era prossima. Fece così chiamare un prete per confessarsi, cosa che si disse richiese del tempo prima che ella si svuotasse di tutti i peccati, quindi ordinò di essere sepolta assieme alla sorellastra Maria. Da non confondersi con Maria Stuard. 
Era questa una accesa cattolica, cresciuta alla Corte francese e moglie del re di Francia Francesco II oltre ad essere lei stessa regina di Scozia. Qui la storia si ingarbuglia non poco. La madre di Maria Stuard, Maria di Guisa, aveva governato la Scozia come reggente tentando di aumentare l'influenza francese nel Regno Unito. Non ci riuscì perché anzi fu deposta. Il progetto ad ogni modo fu ripreso dalla figlia che nel 1559 volle proclamarsi regina d'Inghilterra avvalendosi della controversa legittimità di Elisabetta. Era il periodo delle Guerre di Religione. Da una parte Maria Stuard che complottava per riportare il Regno Unito sotto l'influenza cattolica, dall'altra Elisabetta che aiutava protestanti ed Ugonotti perché avessero il sopravvento sulla Chiesa cattolica in Francia. A subire la peggio ad ogni modo fu la prima che dovette abdicare anche da regina scozzese e chiedere protezione alla cugina. Elisabetta nel dilemma se consegnarla agli scozzesi protestanti o agli ugonotti francesi, la confinò per diciotto anni nel castello di Sheffield affidandola alla custodia del conte di Shrewsbury, George Talbot. Poi, prendendo la scusa che nel complotto di Babington del 1587 ci fosse anche lei, pensò bene di farle tagliare la testa nel castello di Fotheringhay. Un altro che passò per le mani del boia fu il conte di Essex, Robet Devereux, già Lord Luogotenente d'Irlanda e cospiratore a vario titolo.
Non si pensi però che Elisabetta I sia stata una regina dedita solo a mandare al patibolo avversari e nemici. Il suo regno è ricordato infatti sia per avere creato una flotta navale mercantile e militare talmente forte da infliggere più volte pesanti sconfitte agli spagnoli, sia per avere fatto della Corte un fiorente centro di aggregazione culturale. La sua epoca, denominata "età elisabettiana", annovera infatti nomi  come William Shakespeare, Christopher Marlowe e Francesco Bacone. (Veronica Incagliati)