Accadeva Oggi

3 settembre

    3 SETTEMBRE SAN MARINO Sarà anche piccola ma intanto può vantarsi di essere la Repubblica più antica del mondo. La data di nascita di San Marino si fa risalire infatti al 3 settembre del 301 d. C. Sempre il 3 settembre, di cinque anni dopo, moriva Marino che aveva fondato il primo nucleo di una comunità cristiana sul Monte Titano. Marino era un tagliapietre dell'isola di Arbe in Dalmazia  che l'imperatore Diocleziano aveva inviato ad Arimium (l'attuale Rimini) perché assieme ad alcune squadre di operai lavorasse alla ricostruzione della città distrutta dalle orde di Demostene, re di Liburni. Come tagliapietre Marino era piuttosto bravo e per la verità lo era anche il suo fedele amico Leo che lo aveva accompagnato nel viaggio attraverso l'Adriatico. Ma si può essere provetti artigiani quanto si vuole, se poi manca la materia prima ogni sforzo diventa inutile. La materia era la pietra che invece abbondava a qualche decina di chilometri dal mare, nelle vicine montagne. Marino e Leo furono quindi spediti sulle sommità del Monte Titano per darsi da fare, il che tradotto significava non deludere le aspettative dell'imperatore. Vi rimasero tre anni dopo di che, al termine della "missione", i due amici decisero di dividere le lore strade. Il primo se ne ritornò ad Arimium mentre il secondo si diresse con alcuni compagni sul Monte Feliciano più comunemente conosciuto come Monte Feltro. Ad Arimium, almeno secondo le cronache che ci sono state tramandate, Marino rimase per oltre 12 anni dando prova di se, oltre che per le sue qualità di provetto incisore, anche come persona dedita alle opere di misericordia. In breve la sua fama di sparse in tutta Europa tanto da arrivare - ma qui entriamo nella leggenda - alle orecchie di una donna dalmata che, invaghita a distanza e su istigazione del Maligno, partì alla volta di Arimium per sostenere davanti ad un tribunale romano che Marino era suo marito, quindi pronta a rivendicare i suoi diritti di legittima moglie.... e di amante. Ad ogni buon conto il futuro santo pensò bene di tagliare la corda e di ritornare dalle parti del Monte Titano per cercare rifugio in una grotta chiamata la caverna della Baldasserona. Si dice che la donna in questione abbia fatto più tardi una brutta fine lasciando Marino libero di potersi godere le gioie dello spirito finalmente libero da tentazioni carnali.
La storia della fondazione della Serenissima è legata ad una nobildonna di nome Felicissima, proprietaria del Monte Titano e madre di un ragazzo, Verissimo, che bulleggiava nella città di Arimium. Un giorno questo Verissimo andò da Marino invitandolo in malo modo a sloggiare dalla Baldasserona. Non sapendo che con i santi è sempre meglio non scherzare, in men che non si dica si ritrovò paralizzato e balbuziente. Qualche parola comunque riuscì a spiccicarla tanto da raccontare alla madre che la colpa era tutta di Marino. Felicissima disperata si recò allora subito da quest'ultimo scongiurandolo di ridare la favella al figlio. In cambio gli avrebbe offerto il Monte  Titano e le terre circostanti. Dono estendibile anche ai successori. Nasceva San Marino la cui indipendenza nel corso dei secoli è stata riconosciuta prima dai pontefici, quindi da napoleone Bonaparte nel 1797 e dal Congresso di Vienna nel 1815.
Membro delle Nazioni Unite dal 1992, la Repubblica parlamentare del Titano - una estensione di 61.5 kmq ed una popolazione ufficiale di 30.926 abitanti - è suddivisa in nove amministrazioni locali chiamate Castelli ognuna delle quali porta il nome del proprio capoluogo; amministrazioni peraltro che sono strutturate sulla fattispecie delle municipalità italiane e vengono rette da giunte di Castello. I nove Castelli a loro volta si suddividono in 43 curazie che altro non sono che le nostre frazioni. Gli organi istituzionali sono i Capitani Reggenti, il Consiglio Grande e Generale, il Congresso di Stato, il Consiglio dei XII, il Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme e le Giunte di Castello.
Sulla Serenissima si potrebbero scrivere pagine intere; sulle tre Rocche, ad esempio, e sulla festa che si tiene nella giornata di oggi. Ma noi ci siamo stancati per cui chiudiamo e andiamo a spasso. Con il vostro permesso, beninteso. (Veronica Incagliati)