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31 agosto

    31 AGOSTO JACK LO SQUARTATORE Età: tra i 25 ed i 35 anni.
Altezza, un metro e 68 circa.
Corporatura robusta.
Capelli scuri e baffi, mascella larga, faccia tirata.
Questo in sintesi l'identikit ricostruito da un team di criminologi, detective e medici di Jack lo Squartatore, il serial killer che terrorizzò Londra tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno del 1888. A distanza di oltre un secolo si cerca ancora di dare un volto a questo "mostro" che provava piacere e soddisfazione sessuale nell'uccidere e mutilare le donne, quasi tutte prostitute che vivevano nel quartiere di Whitechapel e nei distretti degradati della capitale inglese. Su Jack lo Squartatore sono state scritte migliaia e migliaia di pagine (ci ha provato persino la famosa giallista americana Patricia Corwell), si è detto anche - attraverso l'esame della saliva sul retro di uno dei francobolli delle lettere inviate a Scotland Yard dal serial killer - che a squarciare la gola delle sventurate fosse stata una donna (tale Mary Parcey, finita sulla forca nel 1890 per avere fatto fuori l'amante del marito con le stesse modalità di Kack lo Squartatore), si sono indicati presunti colpevoli quali ad esempio lo scrittore Lewis Carrol, il poeta e drammaturgo Oscar Wilde, il principe Albert Victor  ed il medico della Casa Reale Sir John Williams. Addirittura si è avanzata l'ipotesi che Jack fosse un framassone al quale era stato dato l'incarico dal Grande Oriente di distrarre l'opinione pubblica con una serie di efferati delitti al fine di coprire il matrimonio cattolico di un nipote delle regina Vittoria con una prostituta. La fantasia a quanto pare non ha limiti e non saranno certo le moderne attrezzature di laboratorio a stabilire chi si celasse dietro quella belva umana che comunque, per sezionare così perfettamente i corpi delle sue vittime, doveva avere una notevole esperienza in fatto di anatomia. 
La prima donna a trovarsi faccia a faccia con il suo assassino fu Mary Ann Nichols, una prostituta di 45 anni che svolgeva il suo lavoro in Buck's Row. Probabilmente avrà cercato di accalappiare il suo cliente tirando su le vesti non sapendo che quello sarebbe stato il suo ultimo gesto. Fu trovata morta la mattina alle 4:00 del 31 agosto, la testa decapitata quasi da parte a parte, il ventre squarciato, alcune parti fuori dall'intestino. Uno spettacolo orrendo che però fece vendere ai giornali molte più copie del solito. A questa macabra scoperta ne seguirono altre perché a fare la fine della Nichols furono nell'ordine Annie Chapman, Elisabeth Stride, Catherine Eddowes, Mary Jane Kelly.
Come sempre in questi casi, le indagini della polizia non approdarono a nulla salvo andare a trovare il colpevole negli ambienti degli immigrati e degli ebrei. Uno di questi, John Pizer, se la passò davvero brutta. Era un macellaio di quartiere incolpato di essere il proprietario di un grembiule di cuoio che era stato lavato e messo ad asciugare perché macchiato di sangue. Ci volle del bello e del buono per convincere gli inquirenti di Scotland Yard che lui, con quel grembiule (leather Apron), non c'entrava nulla; poi il mistero fu risolto, ma intanto - solo perché era un ebreo - Pizer rischiò di essere linciato dalla folla inferocita. E così tanti altri presunti colpevoli, alcuni dei quali sempre ebrei come il parrucchiere Aaron Kosminski, altri polacchi e russi ma tutti con turbe mentali. Tanto per non trascurare tutte le piste, l'attenzione del capo della polizia, Sir Melville Macnaghten, ad un certo punto si appuntò anche sul figlio di un noto medico londinese. Si chiamava Montagne John Druitt ed era di professione avvocato. A quell'epoca aveva 31 anni. Si toglierà la vita nel dicembre di quello stesso anno.
Un fatto è certo: il caso è tuttora aperto e, secondo noi, lo resterà per sempre. Disinformazione a parte, cinematografia e narrativa potranno così pescare nel torbido con tutta una serie di nuove ipotesi. Noi siamo qui, pronti ad accoglierle. (Veronica Incagliati)