Accadeva Oggi

26 agosto

      26 AGOSTO IL PAPA DEL SORRISO, ALBINO LUCIANI Fantasia, dietrologia. La prima è frutto dell'immaginazione, tanto più ricca quanto più la fa volare la persona che si diverte a creare. E' innocua. La seconda è il frutto di conclusioni dettate alle volte dall' egocentrismo di chi vuole fare valere le proprie ragioni. Può essere pericolosa se non la si frena a tempo, specie se a ricorrervi sono i rappresentanti della stampa quando si presentano loro casi apparentemente misteriosi. Badate bene all'avverbio: apparentemente. Di misterioso, infatti, nella morte di Papa Giovanni Paolo I avvenuta dopo solo 33 giorni di pontificato non c'era nulla. Ed invece attorno alla prematura scomparsa di Albino Luciani, quel 28 settembre di trent'anni fa, giornalisti e scrittori ci hanno ricamato talmente su da da farla diventare un vero e proprio romanzo. Non a caso secondo certe voci il successore di Paolo VI sarebbe stato eliminato con una tisana. Si cominciò intanto ad arzigogolare sul fatto che il numero 33 richiamava alla massoneria e che a 33 anni era spirato Gesù Cristo; quindi si tirò fuori tutta una serie di argomentazioni relative all'ora della morte e a quello che stava leggendo prima di chiudere definitivamente gli occhi. E giacchè le versioni fornite dalla polizia pontificia discordavano di volta in volta, questo contribuì notevolmente ad arricchire il "giallo". Infine si giocò molto sulla negata autopsia che - si sosteneva allora - se fosse stata accordata certamente avrebbe rivelato tracce di veleno. A mettere giù un carico da undici fu comunque un giornalista britannico, David Yallop, che in un best seller dal titolo "In nome di Dio" chiamò in causa - nel commiato dal mondo di Papa Luciani - due cardinali, un banchiere e un Maestro Venerabile tutti desiderosi per problemi loro di togliersi dai piedi un Papa eccessivamente scomodo. Quando invece la dipartita del medesimo fu cosa molto più semplice essendo stato accertato che Giovanni Paolo I morì per embolia.
Nato nel 1912, Luciani era diventato il 263° vescovo di Roma il 26 agosto 1978 dopo appena quattro votazioni nella stessa giornata. Pare che ad indicarlo quale suo successore fosse stato lo stesso Paolo VI con il gesto diventato famoso - durante una visita fatta a Venezia del 1972 - di togliersi al termine della Santa Messa la stola papale per metterla sulle spalle dell'allora patriarca Luciani. Al contrario non è assolutamente dimostrato - come si disse a suo tempo - che di ritorno nel 1977 da un incontro a Coimbra con Suor Lucia (all'epoca ultima superstite dell'apparizione della Vergine a Fatima)  - questa gli avesse predetto l'elezione al soglio pontificio e la morte. Vero si è che il futuro Pontefice rientrò quella volta in sede molto silenzioso ed assorto nei pensieri ma probabilmente per quanto la suora gli avrebbe rivelato circa il Terzo Segreto.
Ribatezzato "Il Papa del sorriso", Albino Luciani era figlio della terra e di umili origini. Forse per tale ragione nel corso della sua esistenza cercò sempre di tenersi lontano da tutto quello che non sapesse di modestia e riservatezza. Ciò non tolse che fece valere sempre le sue ragioni allorquando ne capitò l'occasione. Il carattere infatti era fermo e deciso e lo dimostrò, sia lanciando l'interdetto contro la parrocchia di Montaner i cui fedeli non volevano riconoscere un sacerdote designato dalle autorità ecclesiastiche, sia sciogliendo la sezione veneziana della Fuci (Federazione degli universitari cattolici) che per il referendum sul divorzio avevano mostrato un atteggiamento contrario alle indicazioni della Curia.
Luciani fu il primo a celebrare la Messa non il latino. (Veronica Incagliati)