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20 agosto

    20 AGOSTO L'ATTENTATO A LEV TROTSKY "Lasciai il mio impermeabile sul tavolo, in modo tale che fossi in grado di rimuovere la piccozza che si trovava nella tasca. Decisi di non mancare la meravigliosa opportunità che si presentava. Il momento in cui Trotsky iniziò a leggere l'articolo mi diede la chance, estrassi la piccozza dall'impermeabile, la strinsi in pugno e, con gli occhi chiusi, sferrai un colpo terrificante alla sua testa". A parlare così, durante il processo per l'assassinio di Lev Davidovic Bronstein Trotsky, fu Ramon Mercader già segretario personale del grande leader bolscevico ma in realtà agente stalinista che dal "piccolo Padre" era stato incaricato di far fuori il suo acerrimo nemico. L'occasione - come disse lui stesso - gli si presentò il 20 agosto 1940. Benché ferito a morte, Trotsky spirerà il giorno dopo. Dopo quasi vent'anni Stalin si era finalmente liberato di colui che - specie con la fondazione dell'organizzazione denominata "Quarta Internazionale" - poteva attirare attorno a sé le simpatie di buona parte del mondo comunista.
Dopo l'espulsione dal Partito Sovietico nel 1927 e l'esilio ad Alma Ata (Kazakhistan), Trotsky si era dapprima rifugiato in Turchia e più precisamente nell'Isola dei Principi (Buyukada) al largo di Istanbul, quindi aveva trovato riparo in Francia ed in Norvegia, infine  in Messico dove era stato invitato dal pittore Diego Rivera. Era consapevole comunque che qualcuno, prima o poi, l'avrebbe ucciso. Già nel maggio del '40 killer inviati da Mosca avevano tentato di eliminarlo nella sua casa di Coyoacàn in un raid capitanato da David Alvaro Siqueiros, pittore ma uno dei massimi protagonisti del cambiamento sociale messicano. Non c'erano riusciti ma il repetita iuvant aveva alla fine dato i suoi frutti. Poco prima dell'assassinio, Trotsky aveva scritto il suo testamento. "Quali che siano le circostanze della mia morte - così in suo passaggio del testo - io morirò con una incrollabile fede nel futuro comunista. Questa fede nell'uomo e nel suo futuro mi dà, persino ora, una tale forza di resistenza che nessuna religione potrebbe mai darmi....Posso vedere la verde striscia di erba oltre la finestra ed il cielo limpido oltre il muro, e la luce del sole dappertutto. La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla di ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore".
I natali di Trotsky vengono collocati a Janovka (Ucraina) nel novembre 1879. Ad avvicinarlo agli ambienti rivoluzionari fu l'Università di Odessa dove si era iscritto nel 1898. Primo arresto, cui ne seguirà un altro nel 1900 con relativa condanna a quattro anni di esilio in Siberia dove cambierà il suo cognome da Bronstejn in Trotsky perché così si chiamava il suo carceriere. Inizialmente dalla parte dei Menscevichi e quindi contro la politica rivoluzionaria di Nikolaj Lenin, Trotsky si riavvicinò al capo carismatico bolscevico allo scoppio della Rivoluzione d'Ottobre dell'ottobre 1917. I dissidi ormai erano scomparsi per cui potette entrare nel Comitato Centrale del partito. Se Trotsky era l'azione, Lenin era il pensiero. Diventato Commissario del popolo per gli Affari Esteri (fu lui a condurre i negoziati di pace con la Germania fino alla sigla del trattato di Brest-Litovsk), successivamente passò al Commissariato della Guerra fondando l'Armata Rossa grazie alla quale gli eserciti zaristi subirono una sconfitta dietro l'altra. Trotsky ne fu l'idolo tanto da diventare agli occhi dei giovani, non solo dei proletari ma della classe borghese, l'unico punto di riferimento per la creazione di una nuova Russia. In fondo era l'idealismo slavo di sempre che aveva solo cambiato il colore della bandiera. Gli obiettivi di Trotsky erano ad ogni modo  diversi da quelli di Lenin, del tutto all'opposto poi da quelli di Stalin che già stava consolidando il proprio controllo sul Partito e sul Governo e che nel 1924 colse il momento della morte del capo per assumere definitivamente i pieni poteri. La pace propugnata da Trotsky diventava un ricordo. Era l'inizio del terrore e della persecuzione. Decine di migliaia di oppositori, ma anche bolscevichi, furono uccis o, nel migliore dei casi, presero la strada dei gulag in Siberia. Come accennato, il benservito per Trotsky arrivò nel 1927. Poi l'omicidio nel 1940. 
Un particolare della sua vita ci viene ricordato da Anatoly Lunacharsky ed in parte ci riguarda: "Poco dopo il Congresso di Copenaghen (1910) organizzammo la nostra seconda scuola di partito a Bologna ed invitammo Trotsky a darci una mano per l'addestramento giornalistico e per tenere una serie di letture su, se non sbaglio, la tattica parlamentare dei socialdemocratici tedeschi ed austriaci e sulla storia del partito socialdemocratico russo. Trotsky accettò questa proposta con cordialità e passò quasi un mese a Bologna.....".
Lo sapevate questo? (Veronica Incagliati)