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19 agosto

        19 AGOSTO COCO CHANEL Quante volte, entrando in una profumeria, abbiamo sentito chiedere da qualche cliente uno Chanel n° 5. Ottimo parfum, assolutamente gradevole e adatto a donne di classe. Poche però identificano questa essenza ad una delle delle più famose stiliste del secolo passato, protagonista della storia e del costume del '900, Coco Chanel per l'appunto. L'aveva realizzato nel 1921 in collaborazione con il chimico Ernest Beaux al quale aveva chiesto un profumo che non avesse il solito olezzo di rose e di mughetto ma che fosse il risultato di ottanta ingredienti differenti, tra i quali il gelsomino. Un profumo elaborato, come lei stessa lo definì. E così venne fuori il celebre Chanel n° 5, per via che la scelta cadde dopo aver annusato la quinta boccetta di prova. Due sole gocce e diventi la più grande ammaliatrice (così pensava per il suo amante Igor Stravinkij), due sole gocce e Marilyn Monroe poteva andare a letto anche nuda.
Chanel come Coco, quindi.
Coco era nata nel 1883 a Saumur nel dipartimento di Maine-et-Loira. Morirà ad 88 anni a Parigi il 19 agosto 1971 nel suo lussuoso appartamento dell'Hotel Ritz. Una intera vita consacrata alla creazione della bellezza, intesa come donna pratica ed elegante. Figlia di venditori ambulanti senza soldi e presto orfana, aveva cominciato a cucire dalle suore dove già aveva dato prova di sé  per le sue straordinarie capacità intuitive in fatto di moda. Uscita dal collegio "Notre-Dame" di Moulins, ebbe la fortuna di conoscere - mentre faceva la commessa presso un negozio di stoffe (la Maison Grampayre) - l'erede di una dinastia di industrie tessili. Per Etienne Balsan, questo il suo nome, il colpo di fulmine. Coco non era certo una bellezza travolgente, ma era qualche cosa di più. Aveva quel tanto di charme che è innato in poche donne e che nulla ha a che fare con il sexy. Diventata amante di Balsan, la venticinquenne Coco comprese che quello era il momento da sfruttare e che il treno non sarebbe passato una seconda volta. L'ambiente che frequentava l'industriale era dei più influenti. Coco prese a farsi vedere in giro con deliziosi capellini che disegnava e creava lei stessa. Era l'inizio di una attività che la porterà ad aprire una serie di maison, prima a Deuville, poi a Biarritz ed infine a Parigi, in rue Camon.
La filosofia di Coco Chanel era semplice: occorreva rivoluzionare la moda ancora intrisa di romanticismo e di dipendenza dagli uomini. La donna, pur mantenendo la sua femminilità, doveva essere libera e moderna ma per questo doveva indossare abiti che la rendessero tale. Via allora tutto quello che ricordava le nonne, le crinoline, le sottogonne, i corpetti. Via tutto. Al suo posto il comfort e la sportività. Ecco così nascere il celebre tailleur che si impose all'attenzione del pubblico per l'assoluta semplicità della linea, l'accuratezza del taglio, l'impiego di stoffe morbide e cadenti come il gabardine, il cheviot, la vigogna, il tweed, il jersey proposto in una combinazione di non colori come il beige, il grigio e il blu navy.
Ma l'abito è nudo se non è ornato. Allo strepitoso successo del tailleur seguirà nel 1934 quello della bigiotteria e degli accessori (la famosa borsetta trapuntata con tracolla a catena) con la inaugurazione di un speciale atelieur dove l'estro del conte de Beaumonr e del duca Fulco di Ventura con le loro creazioni le daranno una ulteriore fama. Avere alle proprie dipendenze 4000 operaie e vendere 25 mila modelli non era del resto cosa da tutti.
Poi il colpo di arresto, gli scioperi determinati da una crisi economica internazionale, la concorrenza dell'eterna rivale Elsa Schiapparelli, la vendita della maison nel 1939, la seconda Guerra Mondiale, il ritiro a Vischy. Quando tornò nel mondo della moda, nel 1954, Coco Chanel aveva 71 anni. Tanti, pochi. Quanti bastavano comunque per riprendere in mano la situazione, per presentare una nuova collezione, per proiettarsi ancora una volta nel futuro con le sue creazioni, per risalire sulla cresta dell'onda, per gridare al mondo che lei era l'unica, la grande. Morirà di domenica dopo avere assicurato che la sua Casa fosse in buone mani.
Amica e mecenate dell'avanguardia artistica e culturale parigina - da Pablo Picasso a Sergej Pavlovic Djagilev, da Jean Cocteau a Sidonie-Gabrielle Colette - Coco ebbe uno stuolo di ammiratori. Tra questi il premier inglese Winston Churchill, il granduca Dmitrij Romanov nipote dello zar, il duca di Westminster cugino del re di Inghilterra, il poeta surrealista Pierre Reversy. (Veronica Incagliati)