Accadeva Oggi

16 agosto

    16 AGOSTO

SAN GIOVANNI BOSCO Don Giovanni Bosco. E' una delle figure della Chiesa che più rappresenta i meriti dell'apostolato presso i giovani per educare i quali  - diceva - tre devono essere i  principi fondamentali: la ragione, la religione e l'amorevolezza. Nato il 16 agosto 1815 in una piccola frazione di Castenuovo d'Asti, il santo - del quale ricordiamo la bella interpretazione di Ben Gazzarra nel film di Leandro Castellani (1988) - consacrò tutta la sua vita per salvare dalla sofferenza e dalla miseria, intesa questa nel senso più esteso della parola, quanti più ragazzi poteva. La profezia di quello che avrebbe dovuto fare la ebbe in sogno quando aveva nove anni e da allora il suo obiettivo - oltre a quello di studiare e di diventare sacerdote - fu costantemente raccogliere i "barabotti" - così li chiamava - dalla strada per insegnare loro un mestiere. Torino, nella prima metà dell'Ottocento - nonostante fosse la capitale di un piccolo Regno che godeva di una certa prosperità rispetto a tante altre - era già il punto di riferimento degli immigrati che vedevano in quella regione del Nord più aperta alla "rivoluzione industriale" il rimedio per sopravvivere a condizioni disperate. Il flusso era enorme, ma allora come oggi, a risentirne maggiormente erano le periferie per il degrado in cui erano costretti a vivere soprattutto i ragazzini. Eppure erano proprio questi che creavano quel "mercato delle braccia" che ruotava attorno a Porta Castello e che erano impiegati di volta in volta come merciai ambulanti, spacciatori di fogliettini, venditori di zolfanelli, lustrascarpe, spazzacamini, mozzi di strada. Fu lì che Don Bosco cominciò la sua opera di redenzione; fu lì che il futuro santo cominciò a raccogliere le le loro confessioni fatte di drammi familiari, di soprusi, di angherie, di bastonate; fu lì che si rese conto come nelle fabbriche a quel tempo fossero impiegati 7184 fanciulli al di sotto dei dieci anni, sfruttati oltre il verosimile dai datori di lavoro e con ricompense da fame. 
Strada come sinonimo dell'orrore, orrore come sinonimo di prigione. La visita di una di queste fu sconvolgente. Sarà lui stesso a lasciarne testimonianza nelle sue "Memorie": Vedere un numero grande di giovanetti, dai 12 ai 18 anni, tutti sani, robusti, d'ingegno sveglio, vederli là inoperosi, rosicchiati dagli insetti, stentare di pane spirituale e materiale, fu cosa che mi fece orrore. Uscendo, aveva preso la sua decisione: avrebbe impedito ad ogni costo che i ragazzi finissero in quel posto, avrebbe creato un oratorio che non si esaurisse però la domenica con il catechismo ma servisse per dare ai tanti sbandati, che dormivano la notte nei dormitori pubblici o sotto i ponti, un rifugio perpetuo ed un mestiere da imparare. Dapprima fu un locale strettissimo ma non importava. Quello che contava era mettere qualcosa in tavola per quei ragazzi che - se nel 1852 erano 32 - nel 1861 erano diventati ottocento. Nasceva la Congregazione salesiana, nascevano le Regole, iniziavano le Missioni in Sud America, il tutto approvato dal Pontefice Pio IX che non solo apprezzò sempre Don Bosco ma lo  appoggiò senza riserve. Se non proprio ostili, ma di fatto mai accondiscendenti, i due arcivescovi di Torino, Ottaviano Riccardi di Netro e Lorenzo Gastaldi. Del tutto avversa poi la stampa locale - a cominciare dalla <Gazzetta del Popolo> alla <Gazzetta piemontese> (l'odierna <La Stampa>) - che non comprese, o  non volle comprendere, la preziosa opera di promozione sociale di Don Bosco che fin dall'inizio del suo sacerdozio si era preoccupato a che i giovani apprendisti ( calzolai, sarti, legatori, falegnami, tipografi, meccanici) godessero del riposo festivo e delle ferie annuali.
"Ciò che ho fatto - disse prima di morire nel 1888 - l'ho fatto per il Signore. Si sarebbe potuto fare di più....". (Veronica Incagliati)