Accadeva Oggi

12 agosto

    12 AGOSTO

   FRANCESCO CRISPI La sua morte, il 12 agosto 1901, passò inosservata. Sulla tomba la solita frase: "Qui giace Francesco Crispi nato il 4 ottobre 1819 etc, etc...". L'Italietta non sapeva ancora perdonargli la disfatta di Adua di cinque anni prima e l'avventura coloniale in Africa. Eppure Ciccio, con tutti i difetti che aveva, era stato uno dei più prestigiosi statisti che il nostro Paese avesse avuto dall'unificazione in poi. Nessuno poteva dimenticare che fu grazie a lui se prese corpo la spedizione dei Mille nel 1860, fu grazie a lui se fu varato il nuovo codice penale di Giuseppe Zanardelli che introduceva importanti novità in senso progressista come l'abolizione della pena di morte e la libertà di associazione e di sciopero (era la prima volta in Europa), fu grazie a lui se l'Italia dette impulso all'industria promovendo maggiormente in virtù di una politica protezionistica la metallurgia e la siderurgia.
Massone, repubblicano della prima ora e poi monarchico (sua la celebre frase "La monarchia di unisce, la repubblica ci divide"), Crispi vide i natali a Ribera, un paesino della Sicilia di cinquemila abitanti. Era un vivace ragazzino che amava giocare e soprattutto percorrere ogni giorno decine di chilometri pur di dare sfogo alla sua esuberanza. Laureatosi in giurisprudenza, giornalista per sopravvivere, in esilio prima in Piemonte e poi a Malta a causa delle sue idee rivoluzionarie e antiborboniche, il futuro presidente del Consiglio fece una rapida carriera politica dapprima come candidato dell'estrema sinistra alla Camera dei Deputati nel collegio di Castelvetrano quindi, con il trascorrere degli anni, come presidente della stessa Camera (1876). Ministro dell'Interno nel Governo di Agostino Depretis, gli succedette nel 1887 nell'incarico che tenne fino al 1991 affidandolo ad Antonio di Rudinì. Lo riprese da Giovanni Giolitti impegolato nello scandalo della Banca Romana. Fu durante questa gestione che, non solo fece reprimere con severità i disordini operai tra i cui i Fasci siciliani, ma ordinò lo scioglimento nel 1894 del Partito socialista. In politica estera fu un ammiratore del Cancelliere tedesco Otto von Bismark avviando una intesa con la Germania.
Da ricordare un incidente di percorso nella sua brillante carriera. Nel 1877 il suo oppositore Giovanni Nicotera  portò le prove di un suo matrimonio con la garibaldina Rosalia Montmasson, sua compagna per molti anni, che aveva poi abbandonato per sposarsi con la giovane Lina Barbagallo. Scoppiò uno scandalo e Crispi fu processato per bigamia. Anche se assolto dalla magistratura, non venne mai perdonato dagli amici della Sinistra che avevano sempre ammirato la Montmasson per la sua partecipazione all'impresa dei Mille. (Veronica Incagliati)