Accadeva Oggi

11 agosto

    11 AGOSTO LE TERMOPILI Che ne dite di un uomo, un re per l'esattezza, che - avendo fatto costruire un ponte per attraversare l'Ellesponto ed essendo poi questo crollato per l'imperversare di una bufera - fece decapitare gli ingegneri (ma questo è niente) e flagellare il mare colpevole di quella rovina con la scritta: "Onda amara, il tuo signore ti affligge questo castigo perché l'hai offeso, senza avere da lui ricevuta alcuna offesa...."?
Che ne dite di questo uomo? Che con la testa non stava molto a posto, rispondereste. Ed infatti a Serse I - figlio di quel Dario che subì dai greci una sonora sconfitta a Maratona - le rotelline non c'erano tutte. Però fu ugualmente un grande sovrano, citato persino nella Bibbia. L'unico suo grande torto fu quello di riscattare l'onta di Maratona. Anticipando di secoli il pensiero di Amadinejad che farebbe di tutto per dare una lezione all'Occidente, Serse decise un giorno che era venuto il momento di varcare l'Anatolia per mare e per terra ed invadere la Grecia. Per prima cosa ordinò la circoscrizione militare in tutto l'impero. Solo così avrebbe avuto un esercito potente, solo - pensava - avrebbe potuto impressionare il nemico che aveva risposto picche alle sue profferte di creare dei Governi fantoccio sul tipo di quello di Vichy (seconda Guerra Mondiale, ndr). Erodoto - che come giornalista ante-litteram di balle ne ha raccontate parecchie - ci ha lasciato detto che quell'esercito ammontava a 4 milioni e 700 mila uomini e che la flotta era formata da 1. 200 triremi, 3.000 navi da trasporto, più altri 300 vascelli ed altri ancora. Balle per l'appunto, considerato che i generali erano 29 in tutto. Probabilmente Erodoto, accreditando la tesi che i persiani fossero milioni - diventava, agli occhi del mondo contemporaneo a lui, del tutto insignificante la sconfitta che l'alleanza greca subì l'11 agosto 480 a. C . In realtà il suo esercito era poco meno di 300 mila uomini ma ugualmente fortissimo rispetto a quello greco. Ciò non toglie che quest'ultimo, forte di appena 7 mila soldati ma guidato da strateghi del calibro di Leonida e Temistocle, non infliggesse inizialmente un paio di dure batoste ai persiani, prima a Capo Artemisio e poi lungo il sentiero dell'Anopaia. Celebre la frase di un soldato spartano, tale Dienece, che - ad un disertore dell'esercito di Serse il quale aveva detto come i persiani fossero così tanti da oscurare il sole - così rispose: "Bene, allora combatteremo nell'ombra". Senonché i persiani erano veramente tanti. Alle Termopili i greci - meglio sarebbe precisare spartani e tebani - furono massacrati tutti. In battaglia cadde lo stesso Leonida che li guidava. Si salvarono solo due soldati, uno dei quali si uccise per il disonore di essere scampato alla morte mentre il secondo riscattò quella "vergogna" immolandosi in seguito nella battaglia di Platea. Nello scontro delle Termopoli persero la vita anche ventimila soldati persiani, tra i quali due fratelli di Serse, Habrocomomes e Hyperanthes.
Il sacrificio dell'11 agosto 480 a. C, consentì ai greci di riorganizzare le difese e di sconfiggere in autunno il nemico a Salamina. (Veronica Incagliati)