Accadeva Oggi

9 agosto

      9 AGOSTO

  "DEATH TO PIGS" (MORTE AI MAIALI) Per chi ha seguito le cronache dei fatti di sangue, compiuti in provincia di Varese dalle "Bestie di Satana", ed i successivi processi conclusisi con le condanne dei responsabili, non farà molto caso se riandiamo con la memoria alla strage di Cielo Drive (Beverly Hill) nel corso della quale il 9 agosto 1969 alcuni componenti della Manson Family - dopo essere penetrati nella villa del regista Roma Polanski - uccisero la moglie di questi Sharon Tate all'ottavo mese di gravidanza ed altre quattro persone che in quel momento si trovavano con lei. Un eccidio perpetrato senza un motivo apparente ma solo per il gusto di uccidere perché quello che dissero allora i psicologi, e cioé che Charles Manson, il capo, programmò quei  delitti per sfogare le sue frustrazioni, non stava assolutamente in piedi. La realtà a nostro avviso era un'altra. Manson era la personificazione umana del male e questo non deve meravigliare né ci si deve vergognare a confessarlo. Solo chi era infatti posseduto dal male (chiamatelo Satana o in qualche altro modo, ma cambia poco), potette quel giorno ordinare ai suoi adepti di uccidere senza pietà specificando che la ferocia maggiore doveva essere riservata all'attrice. Il regista  non era presente, impegnato in Inghilterra per motivi di lavoro. La cosa strana è che il film che Polanski aveva appena terminato di girare, "Rosemary's Baby", narrava di una setta satanica che si impossessa del corpo di una giovane donna cui fa concepire un bambino che viene donato al diavolo. Ad interpretare quel ruolo avrebbe dovuto essere proprio la Tate che rifiutò all'ultimo minuto, così che fu dato invece a Mia Farrrow allora moglie di Frank Sinatra.
Polanski, come accennato, non era nella villa. Per stare un po' in compagnia, la moglie aveva invitato così degli amici, vale a dire il parrucchiere di questa Jay Sebring, la figlia dell'imprenditore del caffé <Folger>, Abigail Folger, il suo fidanzato Wojiciech Frykowski.
Quando Mason  e la sua banda arrivarono nei dintorni di Cielo Drive, la prima cosa che fecero fu quella di tagliare i fili del telefono quindi scattarono gli ordini. Ciascuno aveva avuto il suo compito da svolgere.  Il comando dell'esecuzione fu affidato a Charles Watson che si portò dietro Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian. Quest'ultima rimase però in retroguardia per coprire una eventuale fuga. Erano tutti armati di coltelli. In più avevano un fucile. Il primo a morire fu un amico del guardiano della villa, tale Stephen Ears Parent, che avendo notato l'intrusione stava per dare l'allarme. Fu subito freddato con un colpo. Il resto si svolse nel giro di pochi minuti. L'ultima a venire assassinata fu la Tate, dapprima percossa, quindi strangolata con un filo di nylon ed accoltellata sedici volte. Con il suo sangue fu scritta sulle pareti la frase "Death to pigs" (morte ai maiali). Altra scritta sullo specchio di un bagno: "Helter Skelter". Il massacro era stato compiuto. Ce ne sarà un altro il giorno dopo con l'assassinio di due coniugi, Leno e Rosemary Labianca. Poi ancora una vittima, Gary Hinman, ed un'altra ancora: Donald Shea colpevole di avere abbandonata l'organizzazione e di avere sposato una donna nera. Ormai la setta - dedita alle rapine, alla droga e agli omicidi - era un tutt'uno con Charles Manson che si considerava la reincarnazione di Gesù Cristo e pretendeva obbedienza dai membri della "Family".  A smascherarla l'ostinazione di una avvocato di origini italiane, Vincent Bugliosi, che dopo due anni di indagini riuscì a risalire a Manson e a collegarlo alle scritte comparse sul luogo degli omicidi. Il processo si aprì nel 1970 e si concluse dopo un anno con la condanna a morte di tutti i componenti della setta. Solo che l'abolizione della pena di morte nello Stato della California nel 1972 permise loro di evitare il  braccio della morte. Manson più volte ha chiesto di ottenere la libertà provvisoria ma gli è stata sempre negata.
Figlio di una ragazza madre (Katleen Maddox) che era scappata di casa a 16 anni per sfuggire ai fanatismi religiosi dei genitori e che aveva affibbiato al pupo il cognome di Manson da Man+son (figlio dell'uomo), fu affidato da piccolo agli zii, personaggi che si possono immaginare solo nei controversi States: lei perfida ed integralista, lui guardone e soddisfatto solo nel vederlo vestito da femminuccia. Il fatto che la madre facesse di tutto per  sbarazzarsi di lui, convinse alla fine Manson - nonostante che avesse solo 12 anni - a prendere il volo. I suoi rifugi d'ora in poi saranno la strada, il riformatorio (dove verrà ripetutamente violentato), la prigione (dove questa volta sarà lui a violentare). Uscirà dal carcere nel 1967 in pieno boom della filosofia dei "figli dei fiori", delle droghe, degli allucinogeni, delle comuni. Ne fonderà una anche lui, la "Manson Family" per l'appunto con sede nel Ranch Squeaky Gromme luogo dove raccolse il suo gruppo di sbandati, dai drogati ai disadattati a vario titolo. Il sogno era quello di diventare un Beatles. Ma rimarrà tale. Appenderà così la chitarra al chiodo. Era arrivato il momento delle carneficine.
L'ex guru attualmente ha 74 anni ed è rinchiuso nel penitenziario di Corcoran (Los Angeles). (Veronica Incagliati)