Accadeva Oggi

2 agosto

    2 AGOSTO LA STRAGE DI BOLOGNA Ventitrè chili di esplosivo tra tritolo, T4 e nitroglicerina. Tanti ne erano contenuti in una valigetta collocata in un portabagagli della stazione di Bologna. Gli effetti dell'esplosione si sarebbero fatti sentire alle H. 10:25 di quel maledetto 2 agosto 1980 quando una intera ala del terminal saltò in aria seppellendo poi nel crollo dei detriti centinaia di persone che attendevano nella sala di aspetto di 2° classe. Il bilancio fu di 85 morti e di oltre 200 feriti, il più alto pagato da vittime innocenti nel corso di un attentato. Lo ricordiamo bene quel giorno pur essendo ancora molto piccoli. Come ogni anno in quel periodo eravamo a Pesaro in vacanza e sentimmo la notizia alla radio. Nostro padre, un giornalista che si occupava di cronaca giudiziaria, fu richiamato in servizio e mandato immediatamente a Bologna per seguire assieme ad altri colleghi gli sviluppi delle indagini. Le quali inizialmente seguirono la pista mediorientale. Sembrava quella buona poi però i magistrati della Procura imboccarono un'altra strada seguendo quella logica della strategia della tensione che da piazza Fontana, all'Italicus, a piazzale della loggia aveva visto sempre nelle stragi la matrice nera o di marca neofascista.
A quell'epoca il Governo era presieduto da Francesco Cossica, un capo di Esecutivo costretto ogni giorno a rincorrere notizie drammatiche per fatti di sangue firmati ora da estremisti di sinistra ora da quelli di destra. Cossiga era convinto che dietro alla bomba del 2 agosto ci fossero i palestinesi che avevano rotto quel pactum sceleris firmato alcuni anni prima tra le autorità italiane ed il fronte di al Fatah secondo il quale il nostro Paese - dopo l'attentato all'aeroporto di Fiumicino nel 1973 - non avrebbe dovuto più essere interessato da atti terroristici in cambio di una politica più favorevole nei confronti del Fnp. Nell'occasione qualcuno azzardò anche che quella valigetta fosse in transito e che fosse scoppiata accidentalmente. Certo che - tra la strage di Ustica del 27 giugno 1980, l'attentato alla sinagoga di Roma nell' 82, l'assalto al terminal del Leonardo da Vinci nell' '85 ed i morti dell' "Achille Lauro" sempre nell' '85 -  l'Italia non ebbe più un attimo di pace. Vittime a parte. Ritornando a quelle di Bologna, come detto l'inchiesta puntò alla fine sui militanti neri che, in quanto alla efferatezza dei delitti, non erano da meno dei rossi. Dei 28 ordini di cattura, emessi il 26 di quello stesso mese, a pagare per tutti furono Valerio Fioravanti e Francesco Mambro condannati all'ergastolo con sentenza passata in giudicato. Altre condanne furono in seguito emesse - ma questa volta per depistaggio - anche nei confronti di Massimo Carminati, Federico Mannucci Benincasa e Ivano Bongiovanni.
Tanto Fioravanti che la Mambro si sono dichiarati sempre innocenti sostenendo di non avere nulla da perdere in quanto riconosciuti colpevoli di altri assassinii e per questi già condannati all'ergastolo. Noi pensiamo che forse con quella strage non avessero nulla a che fare e crediamo altresì che la veda così anche il senatore Cossiga il quale più volte è ritornato a parlare di pista palestinese. Nessuno però sembra intenzionato a caldeggiare una revisione del processo, se non da destra questo è ovvio. Vedremo cosa succederà. Ci siano permesse comunque un paio di riflessioni, molto brevi. La prima: non rende giustizia alla memoria dei caduti e ai famigliari delle vittime l'indegna gazzarra che ogni anno puntualmente si scatena durante le celebrazioni del 2 agosto ad opera di frange dell'estrema sinistra che colgono l'occasione di questo avvenimento per contestare Governo e giunta comunale di Bologna.
La seconda: fermo restando che, almeno per ora, i colpevoli dell'attentato rimangono Mambro e Fioravanti, vederli semiliberi girare per l'Italia ci crea un enorme disagio. Certo non tutti sono come quel fra Cristoforo dei "Promessi Sposi" che, solo per avere ucciso un rivale in duello, per rimorso entrò poi in convento; ma un po' di riservatezza da parte di questi ex terroristi non guasterebbe. Invece che essere tali, danno l'impressione di essere stati degli eroi. (Veronica Incagliati)