Accadeva Oggi

20 luglio

    20 LUGLIO L'INTERVENTO TURCO A CIPRO Non lontano da Girne, lungo la costa nord di Cipro che guarda a destra in direzione di Anamur e a sinistra verso Silifke,  si può notare a ridosso della spiaggia una enorme stele che ricorda come lì, il 20 luglio 1974, sbarcarono i militari turchi inviati da Ankara in aiuto della comunità turco-cipriota dopo che qualche giorno prima un colpo di stato greco contro l'Arcivescovo Makarios a Nicosia non lasciava più dubbi sull'intenzione di Atene di annettersi l'intera isola. L'  "invasione" - a cui contribuì anche un reparto speciale di paracadutisti e che si fermò sul 35° parallelo - era stata concordata telefonicamente tra il premier turco Bulent Ecevit ed il Primo Ministro inglese Harold Wilson, quali rappresentanti di due delle tre potenze protettrici dell'isola che in base al Trattato di Garanzia del 15 agosto 1960 avevano mandato per intervenire a Cipro qualora una delle parti non avesse rispettato il trattato. E la Grecia non l'aveva rispettato in quanto, dietro all'Eoka B del colonnello Nicos Samson, si muoveva di fatto il Governo ellenico. Affermare quindi - come hanno sempre sostenuto gli storici - che quella invasione sia stato un atto proditorio di guerra è decisamente fuorviante.
Dal 20 luglio 1974 l'isola di Venere - così chiamata perché la mitologia vuole sia nata la dea dell'amore - è spaccata in due dalla "buffer zone" ma si spera - visti anche i passi di conciliazione operati ultimamente dal turco-cipriota Mehmet Talat e dal greco-cipriota Demetris Christofias - che quanto prima si possa arrivare ad una riconciliazione tra le due comunità, magari riprendendo in mano quel piano Annan che prevedeva una Repubblica unita retta da un Governo federale e composta da due Stati costituenti.A quanti obiettano che Cipro abbia origini greche, vale la pena rispondere che non è assolutamente vero. I primi abitanti che nel 7.000 a. C. formarono le antiche città provenivano infatti dalla Siria e dall'Anatolia. E se è vero che intorno al 1.600 a. C l'isola fu influenzata dalla civiltà micenea proveniente dalla Grecia, è altrettanto vero che subito dopo fu assoggettata dai Fenici, dagli Assiri, da Alessandro Magno fino a che divenne parte integrante di Roma (58 a. C./33O d.C.). Il resto è tutto un avvicendamento di conquiste, tanto che Cipro - per un certo periodo provincia dell'Impero romano d'Oriente - subirà l'influenza prima del Regno latino, quindi dei Templari, degli eredi di Guido di Lusignano, dei genovesi, dei veneziani e da ultimo degli ottomani. Questi ultimi l'amministrarono dal dal 1571 al 1878 per 407 anni. Che non sono pochi, a ben vedere. Ci si chiede quindi dove erano i greci in questo periodo. Anche dopo, quando l'Impero ottomano dette in affitto l'isola alla Gran Bretagna che se la prese definitivamente nel 1923 con il trattato di Losanna, non vi era nulla che potesse considerarsi un diritto della Grecia a considerare l'isola sua parte integrante. Eppure Atene, già dal Congresso di Berlino del 1878 aveva cominciato a rivendicarla sulla spinta di un nazionalismo fatto di attentati e di terrorismo nonché camuffato da democrazie ed indipendenza.La parola enosis fece la sua comparsa al termine della 2° Guerra Mondiale e più in particolare nel 1951 allorché l'Arcivescovo Makarios dichiarò la sua intenzione di unire Cipro alla "madre Grecia". Se il capo della Chiesa greco-ortodossa poteva essere condiderato la mente, il braccio amato fu il colonnello George Grivas che passò ad azioni di fatto per la lotta armata. Nasceva l'Eoka (organizzazione Nazionale dei Combattenti Ciprioti) responsabile per lungo tempo di una campagna militare terroristica contro le truppe britanniche e contro i villaggi dei turco-ciprioti. Centinaia e centinaia le vittime alle quali se ne aggiunsero altre dal momento che, per difendersi, anche i turco-ciprioti dovettero affidarsi per tutelare la propria incolumità ed i propri interessi ad una propria organizzazione di resistenza chiamata Tmt.
Fu a quel punto che Londra si rese conto di essere arrivata al traguardo. La decisione di dare l'indipendenza all'isola non fu però preceduta dalla elaborazione di un piano che salvaguardasse la nuova Repubblica da sussulti nazionalistici e da ulteriori rivendicazione. Londra voleva solo togliersi di mezzo lasciando i problemi agli altri. In quanto agli Stati Uniti la loro linea politica fu la quintessenza dell'ambiguità anche quando una giunta militare, quella dei colonnelli,  prese il potere in Grecia. Erano troppo interessati a mantenere le basi militari in Turchia e in Grecia e quindi a non perdere l'alleanza militare con Ankara ed Atene, ma soprattutto ad installarne di nuove. L'unica cosa che preoccupava Washington era il fatto che Makarios si mostrava troppo attivo nel "Movimento dei non Allineati "(comunisti) e quindi non poteva permettersi di vedere l''Arcivescovo diventare "il Fidel Castro del Mediterraneo". La paura che Cipro diventasse "comunista" diede l'avvio ai tentativi di golpe e dell'eliminazione fisica di Makarios. Il compito fu affidato a George Grivas, comandante dell'Eoka B, che - per sostenere la lotta nell'isola - pare avesse preso contatti anche con la destra eversiva italiana. Riporta in proposito www.storiain.net: "Secondo gli atti del Sismi relativi all'organizzazione terrorista Eoka B, emerge che alla fine degli anni Sessanta un emissario del generale Grivas si era recato in Italia per valutare la possibilità di acquistare nel nostro Paese armi per l'organizzazione. Un corposo arsenale bellico appartenuto a fuoriusciti della X-Mas ("Gruppo Sigfried") passò dai magazzini veneti di Pian del consiglio sull'isola di Cipro". 
Le cose - tra attentati, attentati, uccisioni e rappresaglie dove a rimetterci furono soprattutto i turco-ciprioti - arrivarono a quel fatidico 20 luglio 1974. Stanco di vedere i suoi (diciamo così) "connazionali" presi come tiro al bersaglio dagli uomini del colonnello Grivas, il Primo Ministro turco Bulent Ecevit ordinò l'attacco. Era l'inizio dell'operazione "Attila". (Veronica Incagliati)
(1) nella foto donne turco-cipriote in fuga dopo un attentato