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19 luglio

      19 LUGLIO LA GUERRA FRANCO-PRUSSIANA Dicono che l'imperatore di Francia Napoleone III ed il Cancelliere di Prussia Otto von Bismarck fossero ottimi giocatori di scacchi. Entrambi dell'idea che la guerra tra i due Paesi fosse inevitabile -  ma altresì che, per aprire le ostilità, occorreva far ricadere la responsabilità sull'altro e quindi trovare un casus belli convincente - si misero comodamente seduti davanti alla scacchiera europea in attesa che arrivasse l'occasione giusta. Poi si sarebbe visto. E l'occasione arrivò.
Ma facciamo un passo indietro. Nel 1868 era scoppiata in Spagna una rivoluzione in seguito alla quale la regina Isabella era scappata ed era stata di conseguenza deposta. Avendo le Cortes costituenti optato - come riporta René Albrecht Carrié della sua "Storia diplomatica dell'Europa" - per il mantenimento della monarchia, ebbe inizio la ricerca di un candidato che, dopo una serie di rifiuti, portò infine all'offerta della corona al principe Leopoldo di Hohenzollern-Sigmaringen. Non si poteva aspettare che la Francia rimanesse indifferente all'accesso di un Hohenzollern al trono spagnolo. Tuttavia il rifiuto del principe Leopoldo avrebbe chiusa la questione, se Bismarck non l'avesse risuscitata nel maggio 1870, provocando una nuova offerta seguita questa volta seguita da una accettazione. Quando la notizia divenne ufficiale, la reazione francese, espressa da Gramont al Corpo legislativo, di rigida opposizione. La Prussia si trovò quindi di fronte alla scelta tra fare la guerra o subire una sconfitta diplomatica. Con grande disappunto di Bismarck e malgrado la sua opposizione il re preferì cedere ed il 12 luglio venne annunciato il ritiro della candidatura del principe Leopoldo. Annota Albreccht-Carrié: "Ciò avrebbe potuto chiudere facilmente la questione e Napoleone avrebbe potuto accontentarsi. Bismarck era invece deluso che gli fosse sfuggita l'occasione, ma con incredibile e imperdonabile ottusità Napoleone ancora una volta gli venne in aiuto. Nel tentativo di rendere maggiore la vittoria diplomatica francese, vennero inviate istruzioni a Benedetti (Vincent Benedetti ambasciatore di Francia in Prussia, ndr) di richiedere al re Guglielmo I la garanzia che la questione non sarebbe stata ripresa in avvenire. A Ems, dove Guglielmo I si trovava in vacanza, Benedetti dovette praticamente abbordare il re presentandogli la richiesta. Sebbene, senz'altro desideroso di farla finita con questa questione, re Guglielmo nondimeno potè soltanto  opporre u rifiuto ad una richiesta così categorica come quella presentatagli dall'ambasciatore francese. Bismark aveva lasciato Ems il 12 e aveva ricevuto poi la notizia del ritiro della candidatura prussiana al trono spagnolo. Egli rimase assai contrariato di vedersi sfuggire la possiilità di fare la guerra, ma nel resoconto del re del suo ultimo incontro con Benedetti scorse un raggio di speranza. Egli ebbe l'autorizzazione a pubblicare il dispaccio e ciò fece, ma soltanto dopo avere riveduto il documento senza effettivamente falsificarlo, ma cancellando qualche parola".
I risultati furono quali Bismarck si era attesi. Nel documento pubblicato l'opinione della gente, sia in Francia che in Germania, lesse reciproci insulti. La decisione francese fu quella di fare la guerra e Parigi prese l'iniziativa di dichiararla il 19 luglio. Nella partita a scacchi aveva vinto il Cancelliere prussiano
Il conflitto durò sei mesi e ebbe termine quando le truppe prussiane entrarono in Parigi a fine gennaio 1871, ma si può dire che si risolve già nei primi 45 giorni. I francesi furono sconfitti ripetutamente a Wissembourg, a Worth ed infine il 1 settembre a Sedan dove fu fatto prigioniero lo stesso Napoleone III. La vittoria prussiana vide, rispetto a quella dei francesi, una diversa strategia militare merito soprattutto del Capo di Stato Maggiore generale Helmuth Karl Bernhard Graf von Molke che potè contare sulla mobilità rapida delle truppe per mezzo della ferrovia. Si può dire che nei giorni in cui il comando francese dette l'ordine di muovere le truppe, i prussiani si erano già attestati lungo la frontiera dell'Alsazia e della Lorena due regioni che poi con il trattato di Francoforte dovettero essere cedute al nuovo impero tedesco alimentando quel sentimento di revanscismo causa delle due Guerre Mondiali. (Veronica Incagliati)