Accadeva Oggi

14 luglio

    14 LUGLIO IL MIGLIORE Chissà come avrebbe girato il mondo se Giovanni Paolo II fosse morto quando quel pomeriggio del 13 maggio 1981 fu ferito nel corso di un attentato, chissa come sarebbe andata a finire l'Italia se il celebre chirurgo Pietro Valdoni non fosse riuscito a salvare la vita del segretario del Partito Comunista Italiano (Pci) Palmiro Togliatti raggiunto da tre colpi di pistola sparati a distanza ravvicinata la mattina del 14 luglio 1948 dallo studente Antonio Pallante che aveva visto nel "Migliore" la longa manus dell'Unione Sovietica nel nostro Paese. La storia - l'abbiamo scritto più volte in questa rubrica - non si fa con i se ma è un fatto che si deve proprio a Togliatti, pochi istanti dopo essere stato ferito e non appena si svegliò dall'operazione, se l'Italia non precipitò nella guerra civile raccomandando ai suoi di sedare gli animi in rivolta e di frenare l'insurrezione di massa delle organizzazioni militanti comuniste. Ciò nondimeno l'attentato a Togliatti, pochi mesi dopo le elezioni politiche che videro la sconfitta del Fronte Democratico Popolari di fronte alla Dc, provocò gravissimi incidenti in tutta l'Italia, tanto nella capitale come in altre città. Gli operai scesero in piazza, ci furono scontri, si fermarono i treni, si bloccarono le linee telefoniche e per un attimo la gente pensò di essere tornati al periodo precedente l'avvento del fascismo. Quando però alla Fiat fu sequestrato l'amministratore delegato Vittorio Valletta, il ministro degli Interni Mario Scelba comprese che la situazione stava sfuggendo di mano ed allora diede ordine alla polizia di troncare anche con la forza qualunque tipo di manifestazione. Si sparò e ci furono parecchi morti. Fu quello il momento di maggiore tensione temendo il Governo De Gasperi che Giuseppe Stalin da Mosca impartisse disposizioni per dare il via all'insurrezione armata tale da provocare l'intervento dei carri armati sovietici, così come era stato fatto nei Paesi dell'Est. Se ciò non accadde, fu perché il "piccolo padre" comprese come la cosa non sarebbe stata facile dato che in Italia vi erano numerosi contingenti militari Usa. E poi a calmare gli spiriti più bollenti arrivarono le vittorie di Gino Bartali al Tour de France che poi si sarebbe aggiudicato il giro alla grande. Incollati alla radio, come mai sarebbe capitato in avvenire, gli italiani non perdettero una tappa dimenticando per fortuna Togliatti e tutto il resto. L'Italia era salva ed il Paese tornò alla normalità.
Togliatti era nato a Genova il 26 marzo 1893 nel giorno delle Palme, di qui il nome Palmiro. E' stato il leader più famoso del Pci ed uno dei più importanti del Comitern. Interventista durante la I° Guerra Mondiale al pari di Benito Mussolini, partecipò attivamente alla politica staliniana sia quando si trasferì nell'Urss negli "anni trenta" lavorando alla propaganda antifasciata con il nome di Ercole Ercoli sia quando ritornò in Italia per prendere le redini del partito ed imprimere una nuova strategia con la Svolta di Salerno. Uomo colto e preparatissimo, fu sempre un fedele dipendente moscovita tanto da approvare persino - assieme ad altri capi comunisti - la condanna a morte di Imre Nacy che aveva guidato nel 1956 la rivoluzione ungherese contro la soppressione sovietica. Indubbiamente Togliatti - che morirà per un ictus a Yalta nel 1964 - è stato un personaggio carismatico anche se poi sarà il suo delfino Enrico Berlinguer ad ottenere i maggiori successi nelle consultazioni elettorali. Ora non sta a noi riportare più di tanto pregi e difetti di questo statista che - pare - avrebbe avrebbe fatto ben poco per salvare i prigionieri italiani in Russia. Al dirigente comunista Vincenzo Bianco che gli scriveva nel gennaio 1943 perché intervenisse per evitare la morte ai nostri connazionali, così avrebbe risposto. "La nostra posizione di principio rispetto agli eserciti che hanno invaso l'Unione sovietica è stata definita da Stalin, e non vi è niente da fare. Nalle pratica, però, se un buon  numero di prigionieri morirà, in conseguenza delle dure condizioni di fatto, non ci trovo assolutamente niente da ridire. Il fatto che per migliaia per migliaia di famiglie la guerra di Mussolini, e soprattutto la spedizione contro al Russia, si concludano con una tragedia, con un lutto personale, è il migliore ed il più efficace degli antitodi....".
Noi crediamo che basti. (Veronica Incagliati)