Accadeva Oggi

9 luglio

    9 LUGLIO   SANTA VERONICA GIULIANI Ci dovrete scusare se oggi, 9 luglio, entriamo nel personale volendo trattare  un personaggio che direttamente ci riguarda: Santa Veronica Giuliani. Vi siete mai chiesti perché a firmare ogni qualvolta a fondo pagina gli articoletti c'è sempre il nome di Veronica? Perché questo ci fu dato al momento della nascita. S.Veronica è infatti la nostra santa di famiglia. Un ramo collaterale, per la precisione. Ciò non toglie che in casa, da sempre, si sia molto devoti alla nostra ava. Non ne avremmo però parlato se, S. Veronica Giuliani - Orsola alla nascita - non venga considerata dalla Chiesa una delle più grandi mistiche della storia. In proposito vale la pena citare quello che riporta Piero Bargellini che - oltre ad essere stato uno dei sindaci più significativi della città di Firenze - è stato anche uno scrittore cattolico molto apprezzato: "La parola 'mistica' ha avuto nella nostra epoca un'estensione impropria. Basti pensare alle infelici espressioni di 'mistica della razza', 'mistica del superuomo'. Nel senso proprio e primario la mistica è il campo dei fenomeni vissuti da taluni spiriti privilegiat, uniti allo spirito divino da un legame d'amore ineffabile. Di essi, noi comuni mortali conosciamo soltanto il lato spettacolare, il cosiddetto meraviglioso mistico, come il miracolo e la profezia, il dominio sui fenomeni della natura, le stesse manifestazioni diaboliche, le visioni, le estasi, gli incendi interiori, le stimmate".
Continua Bargellini: "Ogni epoca ha avuto i suoi mistici. Una di questi è Orsola Giuliani, nata a Mercatello nel 1660, settima figlia dei coniugi Francesco Giuliani e Benedetta Mancini, che all'età di 17 anni entrò tra le suore clarisse di Città di Castello, assumendo alla professione religiosa il nome di Veronica. Nulla sarebbe trapelato dalle austere mura di quel convento (dove visse mezzo secolo, ndr) della straordinaria esperienza mistica di sorella Veronica, se il suo confessore non le avesse ordinato di trascrivere sul suo diario, con l'imposizione di non rileggere nulla di quanto andava tracciando, le confidenze del Redentore, di cui riviveva puntualmente le sofferenze della passione. L'anno 1697 - leggiamo nel suo diario - il venerdì santo, la mattina vicino al giorno, trovandomi in orazione...Iddio fece penetrare nell'anima mia la grazia col darmi i segni e i doliri che il Verbo divino aveva sofferti per la mia redenzione. io sentivo nel mio cuore una pena di morte".
Ovvio che gli agnostici, e i  non credenti in senso lato, hanno tutti i motivi per non credere a queste cose. Per credere bisogna avere fede e non stare a spaccare il capello in quattro. Questo vale del resto per tutto ciò che riguarda Dio, Cristo e la Chiesa. Non possiamo pretendere di comprendere ogni cosa, non lo possono neppure i teologi più sapienti che - se si proponessero di farlo - cadrebbero facilmente in quelle deviazioni tipiche del protestantesimo.Ma ritornando a S. Veronica, la tradizione agiografica le attribuisce diversi episodi soprannaturali, stigmate a parte. Alla sua morte avvenuta nel 1727 il vescovo di Città di Castello, Alessandro Codebò, dispose l'esecuzione di una verifica sul corpo ai medici Giovanni Francesco Bordiga e Giovanni Francsco Gentili; verifica che si svolse alla presenza dell'alto prelato, di alcuni canonici della cattedrale, del confessore di Veronica e di altri sacerdoti che poi firmarono una relazione. Il cuore - si attestava - risultava "trafitto da parte a parte" e sulle pareti dei ventricoli furono erani chiri i segni da lei tratteggiati in un disegno.
Canonizzata nel 1839, S. Veronica viene festeggiata a Città di Castello e a Mercatello nella giornata di oggi. Una volta per la verità veniva ricordata anche nella Basilica dei SS. Cosma e Damiano, nel palazzo della Cancelleria in Roma, dove nella cappella del Santissimo si trova un stupendo affresco della santa. Ma sono anni che la ricorrenza è stata dimenticata, da quando un parroco si rifiutò di  far dire messa in suo onore adducendo che erano solo superstizioni.
Si dice che Veronica fosse bellissima e che avesse avuto più di una richiesta di matrimonio. Avrebbe fatto felice il padre Francesco che fece di tutto per dissuaderla dall'entrare in convento. Inutilmente. (Veronica Incagliati)