Accadeva Oggi

27 giugno

      27 GIUGNO   LA 1° CENTRALE NUCLOTERMOELETTRICA Recentemente (23 maggio u.s) il Governo Berlusconi ha annunciato ha ripresa del piano nucleare, interrotto da due decenni, con l'impegno ad avviare la costruzione di una centrale entro il 2013. Ebbene, noi siano contrari a questo tipo di politica energetica. Siamo convinti infatti che il nucleare sia superato e che non sia l'ultima chance per sopravvivere alla carenza di petrolio. Non va dimenticato poi che - a parte la sicurezza (l'Italia è un Paese fortemente sismico ed anche gli accorgimenti più moderni potrebbero rivelarsi inutili) - c'è sempre il problema delle scorie radioattive che non si potranno in eterno "regalare" alle cosiddette nazioni sottosviluppate. Oggi, in realtà, ci sono altri mezzi ben più efficaci che possono sostituire al meglio l'utilizzo delle centrali nucleari. Ne sa qualcosa il Portogallo che nella Piana di Alantejo sta costruendo la centrale solare più grande del mondo. Si tratta di un impianto di 2.520 pannelli fotovoltaici giganti, posti a 45 gradi e pronti a catturare l'energia del sole per tutto il giorno. Entro la fine dell'anno dovrebbe fornire energia a 30 mila famiglie. Ora se si attinge energia dal sole , in pratica è come usufruire di un servizio senza pagarlo. Conclusione: se il Portogallo ha messo in atto la sua "rivoluzione verde" (nel nord del Paese lusitano è già attiva una centrale eolica con più di 130 turbine ed un'altra è in costruzione nei pressi di Oporto), non si vede perché l'Italia non debba seguire un identico programma considerato che il nostro è Il Paese del sole, del vento e del mare. Sulla stessa lunghezza d'onde si potrebbe mettere anche la Turchia il cui Governo invece ha dato il placet per tirare su una centrale nucleare nei pressi di Mersin (l'antica Tarso di San Paolo) nota per le violente scosse di terremoto.
Il nostro preambolo non ci deve comunque fare uscire dal seminato per dire cosa ricorra nella data del 27 giugno. Come oggi, nel 1954, entrò in funzione la prima centrale nuclotermoelettrica ad Obnisk, nell'ex Urss. Produceva circa 5 MW di potenza, quindi molto poco rispetto agli impianti odierni. Nonostante che l'allora presidente Usa Dwight Eisenhower, in un discorso sul tema "Atomi per la pace", avesse enfatizzato l'uso dell'atomo per scopo civili sostenendo un piano politico per porre in primo piano gli Stati Uniti in un'ottica di sviluppo internazionale del nucleare, era stata Mosca a battere sul tempo i rivali. Ci vorranno due anni prima che anche l'Occidente potesse avere una sua centrale termoelettrica costruita a Sellafied in Inghilterra. Gli Usa arrivarono buon i terzi con la costruzione del reattore di Shippingport, in Pennsylvania. Era il 1957, anno in cui a Ginevra veniva lanciato l'Euratom.
Attualmente nel mondo di centrali termoelettriche ce ne sono diverse decine. I Paese più attivi sono Cina, India, Corea del Nord e del Sud, Giappone e Finlandia. Stati Uniti ed Ucraina sono invece fermi, dopo gli incidenti avvenuti rispettivamente di Three Mile Islan (1979) e di Chernobil (1986). Ferma anche la Germania  mentre la Francia continua attivamente i suoi programmi. Ci si interroga, a questo proposito, cosa ci dovremo attendere, se cioè il mondo sarà proiettato verso il nucleare o meno, e quali saranno le conseguenze. I pericoli, in altri termini. Se è vero che lo scienziato Carlo Rubbia se ne è uscito fuori sostenendo che "Non esiste un nucleare sicuro, o a bassa produzione di scorie", è altrettanto vero che Umberto Veronesi, oncologo di fama mondiale, ha voluto dire la sua. "Purtroppo - questa la sua tesi - la parola nucleare spaventa più degli incidenti che potrebbe causare. Fobie popolari, timori irrazionali e retaggi storici fanno ancora di più dell'allarme cancro ed i suoi morti causati dai derivati del petrolio. Allora io dico: basta con il panico da primitivi spaventati dal fuoco".
A chi dar retta? E' indubbio che le centrali nucleari a fissione seguono uno standard si sicurezza molto elevato, producendo altresì maggiori quantità di energia, però un pensierino in più sulle parole di Rubbia andrebbero fatte. Così, per scaramanzia! (Veronica Incagliati)