Accadeva Oggi

26 giugno

      26 GIUGNO   LA BICICLETTA L'aumento crescente del prezzo del combustibile, che non lascia sperare bene per il futuro, ha rilanciato le biciclette che recentemente hanno visto una sempre più maggiore richiesta nelle vendite. Le notizie che ci vengono dagli Stati Uniti parlano di un vero e proprio boom di questo mezzo di trasporto, comodo e senza spese di sorta. Anche in Europa le fabbriche si stanno tenendo al passo e, come spesso accade quando la domanda supera l'offerta, i prezzi delle due ruote a pedali cominciano a salire. In Italia non abbiano ancora dei dati precisi circa un incremento delle vendite. Sappiamo solo che a circolare sono 25 milioni di bici, dietro solo alla Germania (25 milioni) ma davanti all'Olanda (16 milioni). Affermare quindi che il nostro sia un Paese di ciclisti non è assolutamente fuori luogo. Basti pensare a tutto il centro-nord, dalla Romagna in su, per avere un'idea dell'uso che gli italiani fanno della bicicletta; ciò, nonostante che si sia agli ultimi posti per numero di piste dove poter pedalare senza correre il rischio di venire investiti da qualche automobile.
Oltre che far bene alla salute, servirsi della bicicletta è una occasione per godere della natura e delle sue bellezze, a patto che si esca dalla città e dai suoi fumi inquinanti. Come velocipede del resto, la bici non richiede alcuna manutenzione se non quella, all'occorenza, di riparare una gomma quando buca o accomodare i freni. Non ci sono bolli di circolazione e non si paga neppure l'assicurazione. L'unico handicap riguarda i furti. Le biciclette infatti sono molto richieste, il che ci fa ritornare con la mente a quel bellissimo film di Vittorio De Sica (1948), storia di un operaio alla ricerca assieme al figlio, nella Roma dell'immediato dopoguerra, della bici che gli hanno rubato e che a lui è necessaria per andare a lavorare.L'invenzione della bicicletta si dovrebbe attribuire al barone Karl von Drais nel 1817. Il suo brevetto è però di due anni dopo, e più precisamente il 26 giugno. Abbiamo usato il condizione in quanto un prototipo di bicicletta fu elaborato dal grande Leonardo da Vinci che ne lasciò una illustrazione nel suo Codice Atlantico.  Eravamo allora nel Cinquecento. Ad un veicolo a due ruote aveva lavorato anche il conte Mede de Sivrac nel 1791 il quale poi gli dette il nome di celerifero presentandolo al Palais Royal di Parigi nel corso di una dimostrazione. Il brevetto di von Drais aprì di fatto la strada, dopo il 1860, alla costruzione delle prime bicycle chiamate anche scuotiossa (boneshaker) in quanto  - essendo le strade del tempo formate da ciotoli - si può ben immaginare quale sussulti avesse il corpo usando simili mezzi. Mezzi che vennero comunque perfezionati sempre più arrivando  - attraverso una serie di modifiche (ruota alta davanti e ruota piccola di dietro) - alle nostre antenate. Nel 1885 dalla <Rover> uscivano infatti le primi biciclette con le ruote delle stessa dimensione alle quali in seguito furono collocati i copertoni pneumatici.
Per dirla con <Wikipedia> all'inizio del XX secolo la bicicletta era diventata un importante mezzo di trasporto e specie negli Stati Uniti una forma sempre più popolare di svago.
Oggi ci sono biciclette per tutti i gusti: da quelle da passeggio a quelle da corsa, dalle Mountain bike, alle City bike, da uomo e danno, da poco prezzo a prezzi piuttosto alti, in titanio ed in leghe speciali. Dipende dai gusti e....naturalmente da quanto è gonfio il portafogli. A noi vanno bene quelle classiche con il cestello davanti per appoggiarvi eventualmente il giornale e un po' di spesa. Di quelle, per intenderci, che si vedono girare a Ferrara, la città delle biciclette.
E adesso qualche cenno di cronaca spicciola:
- durante i moti di Milano del 1898 la circolazione delle biciclette fu vietata per motivi di ordine pubblico dal generale Fiorenzo Bava Beccaris;
- i nazifascisti nel 1943 proibirono l'uso della bicicletta perché serviva ai partigiani per portare i dispacci:
 - biciclette off-limits durante le cariche della Celere nel 1946-47.
Nel corso della prima Guerra mondiale fu istituito un Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti dove si arruolarono gli artisti futuristi Umberto Boccioni, Filippo Tommaso Marinetti, Mario Sironi e Antonio San'Elia. (Veronica Incagliati)