Accadeva Oggi

24 giugno

      24 GIUGNO BLOCCO DI BERLINO "E' difficile dire cosa stia accadendo, ma in generale i russi stanno agendo meglio degli assassini. Hanno spazzato via tutta la liquidità. Le tessere per il cibo non vengono rilasciate ai tedeschi, che sono costretti a viaggiare a piedi nella zona russa, spesso più morti che vivi. Una cortina di ferro è discesa sul destino di queste genti ed è molto probabile che le loro condizioni siano veramente terribili". Nel pronunciare queste parole a proposito della Germania, in un discorso tenuto nel dicembre 1945, l'allora capo dell'Oss americano Allen Dulles aveva visto giusto circa la sfera di influenza sovietica che ormai si stava allargando a mezza Europa. Gli alleati avevano appena liberato il vecchio continente dal nazismo che si manifestava prepotente l'ombra minacciosa di una dittatura ugualmente feroce. La guerra fredda era ormai un dato di fatto ed il mondo si stava avviando verso due blocchi contrapposti. Per tre anni Washington e Mosca andarono avanti tra sospetti e diffidenze reciproci poi quest'ultima nel 1948 decise di rompere gli indugi con una prova di forza su Berlino. Lo spunto venne da un paio di informazioni giunte al Kremlino. La prima riguardava l'intenzione da parte dell'Occidente di creare la Nato, ovvero un deterrente militare tutto in chiave antisovietico, la seconda era il ricorso ad una riforma monetaria nelle zone di competenza alleate con il Marco tedesco in sostituzione della valuta di occupazione. Cosa che i russi vedevano come il fumo negli occhi.
A prendere per primo l'iniziativa fu Giuseppe Stalin che già da tempo pensava di isolare la parte occidentale di Berlino in modo da bloccare qualsiasi collegamento tra la capitale tedesca e l'Occidente. Le prime misure furono attuate nel marzo del 1948 giustificandole come interruzioni temporanee dovute a lavori di riparazione ma fu il 24 giugno che l'Urss fece partire l'ordine esplicito di bloccare i tre settori di Berlino, occupati da americani, inglesi e francesi e che giocoforza attraversavano la parte della Germania sotto controllo sovietico. La crisi entrava nel vivo. Per la città un vero e proprio incubo in quanto la parte ovest fu scollegata co la rete elettrica senza contare che le riserve di cibo non avrebbero potuto durare per più di 36 giorni. Per uscirne fuori c'erano solo due possibilità: o spezzare il blocco come aveva proposto il generale Usa Lucius D. Clay  (proposta che il presidente Harry S. Truman bloccò perché avrebbe potuto portare ad un terzo conflitto mondiale) o ricorrere ad un gigantesco ponte aereo. Si optò per la seconda soluzione. A Mosca frattantosi pensava, a cominciare dal "piccolo padre", che qualsiasi opzione fosse stata scelta non tutte le potenze occidentali sarebbero state d'accordo senza contare che in aiuto dei russi alla fine sarebbe arrivato un amico fidato: il generale inverno. I russi non avevano fretta.Le cose andarono invece diversamente. Il ponte ebbe inizio il 25 giugno e durò 462 giorni. Scrive Ferruccio Gattuso: "Solo le cifre possono spiegare quella che può ben essere definita una impresa titanica. Nel mese di dicembre il ponte aereo riforniva 4.500 tonnellate di merci al giorno: 500 in più di quelle inizialmente necessarie per la città. L'inverno dovette inchinarsi agli uomini: ogni novanta secondi c'era un aereo che decollava e atterrava da e per gli aeroporti berlinesi di Tempelhof, Gatow e Tegel. In primavera raggiunsero così il record di 8.000 tonnellate al giorno: la stessa quantità, sommata, che arrivava prima del blocco per terra e per ferrovia". Gli aeromobili vennero forniti e volarono dagli Statu Uniti, dal Regno Unito e dalla Francia ma gli equipaggi furono forniti dall'Australia, dal Sud Africa e dalla Nuova Zelanda. Furono effettuati 278.228 voli. L'Unione Sovietica tolse il blocco il 12 maggio 1949. Il ponte aereo fu però mantenuto fino a settembre.
Dalla crisi gli occidentali uscirono più forti. Come disse il generale Clay: "Il blocco è stata la mossa strategica più sciocca che i russi potessero fare". Dodici anni dopo, per impedire che migliaia di cittadini berlinesi lasciassero la parte est per quella ovest, fu costruito il famigerato muro. Ce ne vorranno circa 29 perché quel muro venisse smantellato. (Veronica Incagliati)