Accadeva Oggi

12 giugno

    12 GIUGNO COSIMO DE' MEDICI Si dice che fosse stato molto crudele e per la verità i fatti accreditano questa storia. Basti pensare che Cosimo de' Medici, nato a Firenze il 12 giugno 1519, impiegò parte della sua vita per cercare in tutta Europa il fuggiasco Lorenzino de' Medici e poi, una volta trovatolo, dare incarico di farlo  uccidere da tal Giovanni Francesco Lottini che, per non sapere né leggere né scrivere, assoldò a sua volta due sicari. Il Lorenzino era dovuto scappare nel 1537 da Firenze per avere ordito il complotto contro di duca Alessandro, suo lontano cugino. Non essendoci sulla piazza un altro de' Medici che ne ereditasse i diritti di successione, si fece avanti Cosimo appartenente ad un ramo secondario. Era, sì,  figlio di Giovanni delle Bande Nere ma aveva appena 17 anni, amante della caccia e delle belle donne, per cui i fiorentini pensarono bene che - se lo avessero fatto capo del Governo - avrebbero potuto manipolarlo a proprio piacimento lasciando al consiglio dei Quarantotto tutto il potere. Ed invece sbagliarono in quanto Cosimo, che nelle vene aveva lo spirito battagliero della nonna Caterina Sforza, si fece subito sentire per quello che valeva. Una volta investito del potere cominciò ad escludere con un decreto Lorenzino dal diritto di successione, quindi tenne lontano i consiglieri da qualsiasi decisione ed infine assunse l'assoluta autorità sulla città e sull'intera regione. I Medici avrebbero governato fino al 1737 ma la struttura impostata da Cosimo avrebbe durato fino alla proclamazione del Regno d'Italia.
Cosimo fu certamente, con Lorenzo il Magnifico, il più grande personaggio fiorentino. Non solo e non tanto perché seppe muoversi benissimo politicamente, scegliendo sempre bene le sue alleanze e garantendo ai suoi cittadini una notevole tranquillità nonostante le guerre ora con l'uno ora con l'altro, quanto perché fu un ottimo amministratore dello Stato. A lui si devono la costruzione di nuove strade e di porti, opere di prosciugamento delle campagne paludose, il rinnovamento della giustizia, l'emanazione di un nuovo codice criminale, il potenziamento degli organici di polizia e della magistratura, la messa in funzione di carceri a prova di evasione, il miglioramento della flotta, il recupero di antiche lavorazioni come quella nelle cave di marmo, l'esautorazione delle famiglie aristocratiche dal controllo della Tesoreria, l'incremento del commercio. Da buon mediceo, non trascurò neppure le arti in questo assomigliando in tutto all'avo Lorenzo. Ecco allora vedere la luce, sotto di lui, gli Uffizi, Palazzo Pitti, il giardino di Boboli; permettendosi, il duca, di poter ricevere a Corte ingegni come Benvenuto Cellili, Giorgio Vasari ed Angelo Bronzino.
Padre di 13 figli - undici dei quali avuti da Eleonora di Toledo,  due dall'amante Eleonora degli Albizi ed una dalla moglie morganatica Camilla Martelli - Cosimo come genitore non fu molto fortunato in quanto una parte perì per varie malattie. Il suo carattere scontroso e duro lo misero poi in disacordo con gli altri. Morì per un ictus nel 1574,
La sua più grande soddisfazione - se si eccettuano le vittorie ottenute in una serie di guerre - fu quella di avere ottenuto il titolo regale di granduca. A concederglielo, nel 1570, Papa Pio V che emanò una Bolla ad hoc. (Veronica Incagliati)