Accadeva Oggi

9 giugno

    9 GIUGNO

"QUACK, MI CHIAMO PAPERINO" Quack!
Quack, quack! eccomi qua".
Quack, sono Donald Duck. Ma voi chiamatemi Paolino Paperino, più confidenzialmente Paperino.."
Quack! Sono nato il 9 giugno 1934 dalla matita di Al Taliaferro. I miei genitori sono Ortensia de Paperoni e Quackmore Duck. Adesso ho un bel po' d'anni ma me li porto molto bene. Sembro ancora un ragazzino. Mi chiederete se ho fatto il patto con il Diavolo. No, niente del genere. Non ho ho preso neppure del Gerovital. La verità è che ho saputo sempre amministrare bene la vita. E poi ho uno slogan: non affaticarsi più del necessario. Questo vale anche per il lavoro, quel tanto che basta. Quack, quack! Vivo ancora a Paperopoli assieme ai miei tre nipotini Qui, Quo, Qua. Dove potrei andare altrimenti? Con i tempi che corrono e le spese sempre più forti, è molto che lo zio Paperone ci faccia abitare ancora nella sua villetta poco fuori la città. E' decrepita, lo so bene, ma ci siamo affezionati. Lo zio, per quanto avaraccio, non mi fa pagare neppure l'affitto. Certo, ogni tanto mi costringe a lunghi viaggi avventurosi da una parte all'altra del mondo in cerca di tesori che lui solo riesce a scovare, ma è il minimo che possa fare per sdebitarmi. Naturalmente quando devo andare con lui, faccio arrabbiare Paperina che non sopporta questa mia sudditanza nei confronti dello zio e che mi vorrebbe più uomo, pardon, più papero. Paperina alcune volte non la capisco proprio, specie quando si fa fare la corte da quel cicisbeo di Gastone. Lui è fortunato, mentre io....quack!
Quack! Quando sono nato mi hanno messo subito a giocare con Topolino e Pippo ma poi alla Walt Disney si sono accorti che potevo camminare con le mie gambe. Oddio, all'inizio! E poi mettermi addosso quel vestito blu alla marinara, con i bottoni dorati e quel buffo cappellino. Confesso che mi vergognavo. Stavo dicendo? Ah, si. Con il tempo mi sono messo in proprio. Solo nelle grandi occasioni, tipo Natale, mi rivedo con Topolino e la sua banda (a proposito, non sopporto Gambadilegno e la sua Trudy anche se in fondo credo che non siano cattivi). Facciamo tutti festa insieme, poi però ciascuno a casa propria.
Quack! Come accennavo, a farmi nascere è stato Al Taliaferro ma ad aprirmi la strada verso il successo sono stati Floyd Gottfredson e Carl Barks, soprattutto quest'ultimo che mi ha anche ripulito parecchio. Nel senso figurativo, intendo. Nonostante questo....beh, voglio farvi una confessione: agli americani non piaccio, preferiscono Topolino e la sua antipatica Minnie. Dicono che ho un sacco di difetti, che sono pasticcione, combina guai, dispettoso, irascibile, testardo, pigro, fifone, che mi metto ogni volta nei guai ed in particolare che non ho voglia di lavorare. Per carità, di difetti ne ho tanti. Lo riconosco. Ma che non abbia voglia di lavorare, poi! E che, qualche volta, mi piace cambiare impiego. Come lo chiamate voi oggi? Riconversione? Proprio così, amo riconvertirmi. La verità è che i miei connazionali hanno le loro idee. Preferisco di gran lunga l'Italia e gli italiani. In questo Paese mi sono trovato a mio agio. Sono stato subito bene accetto, tanto dai ragazzini che dalle persone adulte le quali non si vergognano di leggere le mie storie. I cartoonist - da Guido Martina a Rodolfo Cimino - me ne hanno cucite tante, a cominciare da quelle con la banda Bassotti. Io però sono piuttosto affezionato ad Elisa Penna che un giorno nel 1969 mi ha voluto trasformare in Paperinik, un sorta di supereroe tipo Batman e cose del genere. Roba da scompisciarsi dalle risate. Comunque il personaggio alla fine mi è piaciuto. Mi ci sono ben calato dentro anche se ho dovuto nascondere ai miei nipotini cosa faccio la notte nella cantina segreta trasformata in una sorta di officina da 007. Non sanno neppure che la mia decrepita cabriolet rossa targata 313 si può mettere a volare. Che avventure, ragazzi! E che fatica! Per fortuna che poi, durante il giorno, torno ad essere quello che sono e posso riposarmi nella mia adorata amaca in giardino.
Che altro volete che vi racconti? Spero solo che la salute mi conservi bene e che viva altri anni senza acciacchi. Ah, se ripenso ai Carioca quando andavano a ballare a Bahia!
Quack, ora vi saluto. E grazie della vostra amicizia, Paperino. (Veronica Incagliati)