Accadeva Oggi

3 giugno

    3 giugno LUIGI XIV DI FRANCIA Ventiquattro figli sono tanti anche per un re ma Luigi XIV di Francia si poteva permettere di mantenerli tutti. Ad ogni modo molti di questi morirono al momento della nascita quindi un pensiero di meno per un sovrano poco portato - a quel che ci è stato tramandato - per gli affetti paterni e molto più invece per le questioni di Stato e, naturalmente, per le relazioni extraconiugali. Non per nulla il sovrano - che non ebbe mai un eccessivo trasporto per la moglie Maria Teresa d'Austria quando invece avrebbe voluto impalmare la nipote del cardinal Mazzarino, Maria Mancini - sfogò la sua passione con una serie di amanti le più famose delle quali furono la marchesa de La Vallière (Luisa Francesca de la Baume Le-Blanc), la marchesa di Montespan (François Athénais de Rochechouart), la duchessa di Fontanges (Maria Angelica de Scorailles de Roussille), e tale Claudia de Vons Eillets. Dalla prima ebbe sette figli, nove dalla seconda ed uno ciascuno dalla terza e dalla quarta. La legittima consorte gli dette sei figli. A succedergli nel regno non fu nessuno di questi ma un pronipote e neppure della casata dei Borbone ma dei d'Angiò.
Meglio conosciuto come il Re Sole, Luigi XIX era nato a Saint-Germain-en-Laye nel 1638 dopo 23 anni di matrimonio dei suoi genitori. Un fatto che i veggenti profetizzarono come evento straordinario per la Francia. E fu così in quanto il futuro sovrano, salito al trono all'età di 16 anni il 3 giugno 1654, portò il suo Paese ad uno splendore mai raggiunto prima d'ora. Fino a quella data aveva governato la madre Anna d'Austria sotto la guida del cardinal Mazzarino. Né l'uno né l'altro - che i maligni volevano amanti - seppero inculcare nel ragazzo il rispetto per il proprio corpo tant'è che il futuro re, nel corso della sua vita, fece eccezionalmente un solo bagno per cui è facile immaginare quanto fosse desiderabile per quelle donne che gli stavano vicino. Ma dato che, secondo quel detto, a caval donato non si guarda in bocca, era molto più importante per le favorite di corte andare a riempire di volta in volta l'alcova reale. Come che sia, Luigi XIV riuscì ogni qualvolta a conquistarle, come riuscì a domare la nobiltà recalcitrante che trovava qualsiasi occasione per procurargli dei guai. In modo particolare gli aristocratici dei feudi più lontani dalla corona. Per imbrigliargli e controllarli da vicino decise che era giunto il momento di concentrarli in un un posto e questo poteva essere solo una grande reggia capace di ospitarli tutti. Fece così edificare Versailles, così come la vediamo oggi, e se per costruirla fu necessario spianare un intero bosco poco importò a Luigi XIV desideroso solo di trasformare i nobili riottosi in devoti cortigiani. Come sovrano fu indubbiamente un grande, non c'è dubbio, tanto è vero che la Francia nei 72 anni del suo regno fu incontrastata dominatrice in Europa, ma a differenza dei sovrani inglesi Luigi XIV - monarca assoluto - non seppe guardare oltre il suo naso trascurando di portare avanti una vincente politica coloniale nelle Americhe, trascurando l'economia, osteggiando quei pochi ugonotti che restavano ed aumentando la forbice tra ricchi e poveri, preludio alla Rivoluzione.
In quanto al rapporto con la Chiesa di Roma, non fu dei migliori avendo fatto approvare il principio sulla fallibilità del Pontefice, e non tanto per questioni di dogma, di cui il Re Sole poco sapeva e poco gli importava, quanto per stabilire che nessuno - nemmeno un Papa - poteva metter bocca nelle questioni della Francia. (Veronica Incagliati)