Accadeva Oggi

1 giugno

    1 GIUGNO PIENI POTERI A DE GAULLE Come Cincinnato. Nei momenti di difficoltà lo Stato riesce sempre a rivolgersi a qualcuno che può fare al caso. Lo fece con Lucio Quinzio allorquando una delegazione di senatori andò a trovarlo nella sua casetta di campagna ,nei pressi di Prata Quinctia, pregandolo di trarre d'impaccio Roma nella guerra contro gli Equi, e lo fece la Francia richiamando il generale Charles de Gaulle dal suo "esilio" a Colombey-les-deux-Eglises perché - così gli si disse - la nazione aveva bisogno di lui. Dopo la batosta in Indocina, il Paese rischiava infatti di entrare in cul de sac senza ritorno per la questione algerina. La Quarta Repubblica era ormai agonizzante. Il 1 giugno 1958 de Gaulle veniva nominato presidente del Consiglio. Se non ebbe pieni poteri, se li prese certamente. Non subito, magari. Ma se li prese. Intanto decidendo che era giunto il momento di liberarsi dell'Algeria concedendole l'indipendenza anche se questo poi avrebbe scatenato la rabbiosa reazione dei pieds-noirs e del terrorismo Oas; quindi  creando una force de frappe in modo da non essere schiavi dell'egemonia militare Usa. Per non dare l'impressione che le sue decisioni apparissero dittatoriali de Gaulle fece comunque ricorso ogni qualvolta volta alla consultazione popolare con i referendum. Potette pertanto con tranquillità sia dire "no" alla Gran Bretagna che voleva entrare nella CEE (de Gaulle considerava infatti la perfida Albione la longa manus di Washington), sia far votare un emendamento alla Costituzione per consentire l'elezione diretta del presidente della Repubblica.
Figlio di borghesi di Lilla, prigioniero nella 1° Guerra Mondiale, de Gaulle si può considerare la "voce" della Resistenza nel secondo conflitto avendo saputo incarnare nella sua persona la Francia libera di fronte al mondo, e all'Inghilterra in particolare. Già critico della linea politica del Governo francese prima ancora che le divisioni corazzate di Hitler fossero arrivate a Parigi, avendo contestato da subito la inutilità della Linea Maginot senza la difesa dei carri armati e dei caccia, colui che nel 1959 sarebbe andato a ricoprire la carica che era stata di René Coty all'Eliseo seppe fare uscire la madrepatria dall'ignominia dell'armistizio Vichy sottoscritto nel 1940 dall'allora presidente del Consiglio Maresciallo Philippe Pétain. La grandeur francese, ecco l'obiettivo di de Gaulle. E con la grandeur, l'onore. In realtà il generale riscattò quell'onore che sembrava perduto e giustamente così si espresse nei suoi confronti George Pompidou quando, alla notizia della sua morte nel 1970, pronunciò la famosa frase: "La Francia è vedova".
La storia già adesso può tranquillamente ascrivere de Gaulle tra i personaggi più importanti del XX secolo. Anche lui magari qualche errore lo ha commesso (l'accanimento ad esempio contro il Maresciallo Pétain), resta il fatto che non solo ebbe il coraggio di opporsi agli Stati Uniti (non poteva vedere Franklin Roosevelt) condannando l'intervento americano in Vietnam, ma si oppose addirittura ad Israele - dichiarandole l'embargo - quando questa vinse la Guerra dei sei giorni contro l'Egitto. Tali avvenimenti - qualora si volessero ripercorrere alcuni decenni del '900 - sono raccontati con dovizia di particolari, e forse con eccessiva enfasi, nelle Memorie del generale. (Veronica Incagliati)