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26 maggio

    26 MAGGIO

  DRACULA Una raccomandazione. Evitate la sera di mangiare troppi gamberetti. Potreste avere degli incubi come li ebbe lo scrittore Bram Stoker che ne aveva fatto una scorpacciata in casa dello storico ungherese Armin Vàmbéry. Incubi, tutti a base di orrendi pipistrelli, che volle raccontare il giorno dopo all'amico il quale ci rise su e gli disse che in realtà poteva anche avere visto un vampiro in carne ed ossa e che forse era il caso di guardarsi allo specchio per verificare se portava dei segni sul collo.  Poi, chissà come, il discorso andò a finire ad un particolare dell'estate 1816 quando a Villa Diodati sul lago di Ginevra, ospiti di Lord Byron, si trovavano il poeta Percy Bysshe Shelley, la futura moglie Mary Wollstonecraft Godwin ed John William Polidori medico personale del Byron. Costretti a starsene chiusi a causa di un maltempo che non accennava a diminuire, il gruppo decise di offrire un saggio della propria fantasia mettendosi a scrivere racconti fatti di mostri e quant'altro. Dei quattro, solo la Wollstonecraf e Polidori tennero fede all'impegno; la prima buttando giù di getto il suo "Frankenstein", il secondo partorendo il "Vampire". In quanto agli altri due preferirono chiacchierare in attesa che tempo volgesse al meglio.
Non sappiamo cosa rispondesse Stoker a Vàmbéry di questo flash back, fatto si è che lo scrittore ne rimase impressionato al punto che cominciò a documentarsi su tutto quello che fino ad allora si sapeva sui vampiri a cominciare proprio da Polidori (il tema era stato affrontato persino da Wolfgang Ghoethe). Dopo essersi fatto una ricca cultura anche in fatto di aneddoti ed essersi recato più di una volta in Transilvania, Stoker il 26 maggio 1897 diede alle stampa il suo "Dracula" che riprese il mito del vampiro esasperandolo con racconti a scatole cinesi dove però gli interpreti erano sempre gli stessi. Un crescendo rossiniano di emozioni - annota l'enciclopedia <Wikipedia> - che conduce alla scoperta e alla sconfitta finale dell'orrore rappresentato per l'appunto dal vampiro.
Il personaggio del conte, che dal suo tetro castello porta il terrore in Inghilterra, seminando di cadaveri o di morti viventi la strada dove passa, è stato oggetto nel corso del XIX secolo di tutta una serie di trasposizioni cinematografiche a cominciare dalla prima  che ne fece nel 1922 Friedrich Wilhelm Murnau con "Nosferatu il vampiro". Una delle versioni più celebri rimane "Dracula", diretto nel 1931 da Tod Browning ed interpretato da Bela Lugosi. Non vanno comunque dimenticati "Nosferatu, principe della notte" con Klaus Kinski ed un adattamento del romanzo realizzato da Francis Ford Coppola. Per la cronaca sono 160 i film in cui compare il vampiro ideato da Stoker.
Per la cronaca, il vampiro si identifica con la figura di Vlad III, un principe dell'antica Valacchia - corrispondente oggi ad un territorio della Romania - che visse dal 1431 al1476. Vlad III apparteneva come il padre all'Ordine del Dragone. Di qui Dracul per Vlad II e Draculea per Vlad III. Draculea significa anche figlio del diavolo. E un diavolo era veramente Vlad III  tanto che fu chiamato l'impalatore. Ne sapevano qualcosa i suoi nemici che ebbero la sventura di cadere nelle sue mani. La tecnica di questa crudele tortura Vlad III l'aveva appresa dai turchi presso i quali era stato prigioniero in tenera età per sei anni. Quando fu liberato nel 1662 aveva 16 anni, abbastanza per comprendere che all'inizio doveva tenersi buono il suo ex padrone, Pascià Mustafa Hassan. Ciò al fine di riprendersi il trono di Valacchia che nel frattempo gli era stato usurpato da Vladislav II; in seguito però divenne un acerrimo nemico dei turchi, specie di  di Mehmet II il conquistatore le cui truppe si erano spinte fino a Targoviste. Fu una durissima campagna nel corso della quale alla fine nel 1462 venne tradito dal re di Ungheria Mattia Corvino e fatto prigioniero Non si sa bene se gli fosse stato inflitto il supplizio dell'impalamento ma è probabile. (Veronica I Incagliati)