Accadeva Oggi

25 maggio

    25 MAGGIO LA TRAGEDIA DEL DIRIGIBILE "ITALIA" Tempo addietro ci capitò tra le mani una copia sbiadita di un film diretto nell 1969 dal russo Mikhail Kalatozov dove comparivano tra gli altri attori Sean Connery e Claudia Cardinale. Il titolo era la "Tenda rossa". Ci fece ricordare la tragedia del dirigibile "Italia" avvenuta alle H. 10:33 del 25 maggio 1928 al Polo Nord mentre era in rotta verso le isole Svalbard. Ricorrendo proprio oggi questa data, ci pare opportuno buttare giù due righe nella speranza che - specie se tra i nostri pochi lettori c'è anche qualche ragazzo digiuno di episodi che videro protagonista il nostro Paese - di fare cosa gradita.
Prima però di parlare di questa impresa, finita come detto in tragedia, è opportuno parlare del suo principale protagonista, Umberto Nobile, uno dei pionieri e tra le personalità più elevate dell'Areonautica italiana.Ordinario di Costruzioni aeronatiche all'Università di Napoli, progettista del primo paracadute italiano e promotore assieme all'ing. Gianni Caproni del primo velivolo italiano tutto in metallo, Nobile è universalmente noto per la costruzione dei dirigibili ai quali lavorò negli Stati Uniti sia presso <Goodyear Corporation> di Akron sia per la Marina Militare. Proprio quest'ultima gli acquistò nel 1920 un dirigibile semirigido da 34. 000 mc. Il suo nome divenne comunque famoso dopo l'impresa al Polo Nord compiuta nel 1926  con l'esploratore norvegese Roal Amundsen che già aveva conquistato il Polo Sud. I due si erano incontrati ad Oslo. Fu in quella occasione che Nobile propose ad Amundsen una spedizione con un dirigibile del tipo N1, adeguatamente rinforzato per potere affrontare le tempeste polari. Raggiunto l'accordo e trovato pure uno sponsor nella persona dell'americano Lincoln Ellsworth, il dirigibile ribattezzato "Norge" alle H.9:30 del 10 aprile 1926 partiva dallo scalo di Ciampino a Roma per dirigersi alla volta del Polo Nord dove vi arrivava - dopo numerose soste ed una traversata di 5.300 km - il 12 maggio. L'atterraggio avvenne a Teller in Alaska il giorno 14. L'avvenimento, seguito in tutto il mondo, fu salutato come una impresa senza precedenti. Nobile tornò in Italia da eroe e fu promosso da Mussolini generale dell'Aeronautica. Ma se il Duce era, sotto sotto, orgoglioso di quanto era stato fatto, ad ostacolare i futuri programmi di Nobile fu invece Italo Balbo che ricopriva la carica di Segretario di Stato per la Regia Aeronautica e che era contrario a nuovi investimenti nel settore dei dirigibili preferendo buttare le risorse nella progettazione dei caccia. Fu così che quando Nobile propose al Governo una seconda impresa al Polo Nord, ma tutta italiana e con il dirigibile N-5 tre volte superiore come capacità di gas al "Norge" nonché più perfezionato dal punto di vista tecnico, questi rispose con un secco rifiuto.
Il volo si fece comunque, ripiegando però su un dirigibile N-4 gemello del "Norge". L'Italia - escluso il fascismo - era tutto con Nobile che prima di partire ebbe anche la benedizione del Pontefice Achille Ratti.
L'impresa - alla quale presero parte Aldo Pontremoli (fondatore del Dipartimento di fisica dell'Università di Milano), Finn Malmgren (meteorologo, docente presso l'università di Upsala) , Frantisek Benounek (fisico, direttore dell'Istituto Radio di Praga) e che era composta da un equipaggio di 13 persone più due giornalisti - ebbe inizio il 15 aprile 1928. Tutto sommato il dirigibile, al quale era stato dato il nome di "Italia", aveva una struttura buona, migliorata tra l'altro da una serie di modifiche che offrivano una superiore capacità di sollevamento. In quanto alla copertura di stoffa, era stata rinforzata da un doppio rivestimento per proteggere il telaio a traliccio dai cosiddetti proiettili di ghiaccio, ovvero da quei piccoli agglomerati di neve e ghiaccio che si formavano sulla copertura del dirigibile.
Insomma c'erano tutte le premesse perché ogni cosa andasse per il verso giusto. Ma il destino era in agguato.
La cronologia degli avvenimenti vide il dirigibile "Italia" prendere il volo da Baggio, nei pressi di Milano. A bordo vi era anche la cagnetta Titina, mascotte della spedizione. Il 6 maggio l'aeronave era alla baia del Re. Dopo alcuni voli di ricognizione e più a carattere scientifico, il Polo Nord fu raggiunto attraverso la Groelandia il 24 maggio. L'impossibilità di atterrare a causa di una fitta nebbia, convinse Nobile della necessità di iniziare la fase del rientro non prima di avere lanciato sul polo la bandiera italiana, il gonfalone della città di Milano, un medaglione della Vergine del Fuoco di Forli ed una croce linea che il Papa aveva donato a Nobile. Senonché le condizioni del tempo peggiorarono, contrariamente alle previsioni del meteorologo Malgren. Il blocco del timone di quota e la decisione di far risalire l'aeronave oltre le nubi, provocando il riscaldamento dell'intero involucro, con conseguenze espansione dell'idrogeno che aumentò la pressione, fece perdere la stabilità al dirigibile che andò a schiantarsi su un pack a 100 km dalle Svalbard. Dieci uomini, tra cui Nobile, furono sbalzati fuori. Il resto dell'equipaggio - che nel frattempo si era attivato per scaricare cibo, una radio e la famosa tenda rossa, purtroppo non fece in tempo a sbarcare in quanto nel frattempo l'aeronave, alleggerita di peso, aveva ripreso quota portandoseli via per sempre.
L'agonia dei superstiti durò 49 giorni, sette settimane nel corso delle quali furono numerosi i tentativi di soccorso da parte della Svezia, della Norvegia, della Russia e di altri Paesi che si attivarono con una serie di spedizione alla ricerca degli scomparsi. Ne fece le spese l'esploratore Amundsen che scomparve in mare mentre volava su quelle gelide isole.
La tragedia dell' "Italia" ebbe una vasta eco internazionale ed appannò la fama di Nobile. L'accusa principale che gli rivolse anche  il Governo fascista fu quella di essere salito per primo sull'aereo di salvataggio lasciando gli altri ancora per molti giorni nella tenda rossa. In realtà Nobile non voleva essere salvato ma il pilota svedese aveva avuto ordini precisi e fu irremovibile nell'ordinare al generale di essere salvato per primo. Fatto sta che Nobile fu lasciato solo al suo destino ed in mezzo alla polemiche. Tanto Mussolini che Balbo gli voltarono la schiena così che nel 1931 il generale, amareggiato, si dimise dalla Regia Aeronautica andando in esilio dapprima nell'Urss e poi negli Usa dove le sue capacità di progettista vennero ampiamente utilizzate. Rientrato in italia nel 1943 e riabilitato nel grado di generale, Nobile fu deputato dell'Assemblea Costituente dal 1946 al 1948. Morì nel 1978 a Roma. (Veronica Incagliati)