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16 maggio

    16 MAGGIO

LE NOZZE DI MARIA ANTONIETTA Povera Maria Antonietta! Doppiamente sfigata (permetteteci per una volta questa parola poco corretta ma che calza bene); perché fu costretta dalla madre, l'imperatrice d'Austria, a sposare il Delfino di Francia e perché, se inizialmente era stato stabilito che fosse sua sorella Elisabetta ad entrare nella Corte di Francia convolando a nozze con il re Luigi XV, questo matrimonio non si fece più. Ma, si poteva forse dare ad un sovrano importante come quello d'Oltralpe una ragazza la cui avvenenza era stata deturpata dal vaiolo? Ecco allora il ripiego su Maria Antonietta, appena dodicenne. La ragion di Stato, che imponeva più buoni rapporti tra Vienna e Parigi, se ne infischiava infatti dell'età. Il 16 maggio 1770, la futura regina di Francia, veniva impalmata dal giovane Luigi nella reggia di Versailles. Non aveva ancora compiuto i 15 anni. Se non ci fosse stato l'inconveniente capitato alla sorella e se la madre non le avesse imposto di unirsi al Delfino, probabilmente il destino di Maria Antonietta sarebbe stato un altro e sarebbe morta con la testa sulle spalle. Ma la storia - lo sappiamo - non si fa con i se.
Quindicesima di sedici figli che Maria Teresa ebbe da Francesco I di Lorena, Marie Antoine visse la sua infanzia tra il castello di Hofburg e quello di Schnbrunn un po' abbandonata ai maestri di Corte anche perché il rapporto con la madre era improntato più al timore e alla riverenza che non all'affetto vero e proprio. "Amo l'imperatrice - soleva dire - ma la temo anche a distanza. Pure quando le scrivo non mi sento perfettamente a mio agio". Più portata al ricamo, alla danza e alla musica (ebbe come insegnanti Pietro Metastasio e Christoph Willibald Gluck) che non alla cultura tanto che non sapeva scrivere correttamente neppure in tedesco, la fanciulla si può dire che fosse strappata al suo mondo dorato fatto di sogni e, perché no, anche di illusioni. Quando la madre le comunicò l'intenzione di farla impalmare dal Delfino, probabilmente Maria Antonietta non sapeva nemmeno chi fosse. Pure obbedì ugualmente. Fisicamente era molto minuta per non dire acerba. Il pastellista Joseph Ducreux ce la mostra piccola di statura, un viso perfettamente incorniciato in un ovale dotato di un incarnato di porcellana bianco-rosato, occhi azzurri, capelli biondo-cinerini, naso diritto. Nell'insieme però graziosa. Bella lo sarebbe diventata con il trascorrere degli anni, con il seno più pronunciato e ben più alta.
Il contratto di matrimonio prevedeva una dote di 200 mila corone ed un medesimo valore in gioielli. Gli accordi - che andarono avanti per mesi - prevedevano ad ogni modo mille altri codicilli che furono attentamente sottoscritti dai rispettivi ministri di Stato. Le nozze per procura furono celebrate il 19 aprile 1770 nella Chiesa degli Agostiniani a Vienna. Dopo di che Maria Antonietta - già diventata Delfina - fu consegnata ai francesi come fosse un pacco postale e presa in consegna dal conte e la contessa di Noailles. Era il 7 maggio. Una settimana dopo, nella foresta di Compiègne, avvenne l'incontro con il Delfino ed con Luigi XV. Quest'ultimo, confidandosi con il Duca di Choiseul, annotò che la nuora aveva un seno poco pronunciato ma che era ben fatta. Il giudizio del sovrano tutto sommato era positivo. Il placet apriva la strada definitivamente alla seconda celebrazione nunziale del 16 maggio. Matrimonio rato ma non consumato, l'unione per sette anni non dette figli. Poi ne vennero alla luce uno dietro l'altro.La storia di Maria Antonietta, dal momento in cui mise piede in terra francese al giorno in cui fu ghigliottinata, è la storia di una donna che non seppe farsi amare dai francesi, pur essendo stata dipinta per quello che non era. Purtroppo il momento non era più quello delle grandi Corti, degli sfarzi e degli sperperi. La rivoluzione, figlia dell'illuminismo, era dietro alla porta. Il re e la regina avrebbero dovuto capire in tempo che l'aria stava cambiando e mettere un freno alla rovinosa condotta di una nobiltà che ormai non aveva più nulla da dire. Le cose andarono diversamente ed il Terrore prese prima la mano e poi le teste. Quella di Maria Antonietta cadeva nella cesta il 16 ottobre 1793 tra le urla di gioia del popolo parigino. Erano le h. 12:15. Di quella morte disse napoleone: "Vi è in ciò qualcosa di peggio del regicidio". Ma lei seppe affrontarla con molto coraggio: "Muoio nella religione cattolica, apostolica e romana, in quella dei miei padri, in quella in cui sono stata educata e che ho sempre professata....". Aveva appena trent' otto anni. (Veronica Incagliati)