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15 maggio

    15 MAGGIO

LA CALZA DI NYLON Jessica Rabbit, la protagonista del cartoon <Roger Rabbit>, con il provocante spacco del suo lungo abito rosso, era quanto di meglio per mettere in mostra la sinuosità di una gamba avvolta in una calza di nylon. Seducente quanto mai, anche se eroina di cartone, dovette negli anni <novanta> cedere il passo però ad una realtà in carne ed ossa: a quella Kim Bassinger - bionda di "Nove settimane e mezzo" - che per il suo conturbante gesto di avvinghiarsi a Mickey Rourke - fece impazzire  uomini di tutte le età per quella gamba che parlava da sola. Anche questa messa in risalto da una calza di nylon. Si farebbe però un torto a Laura Antonelli se non la ricordassimo in "Malizia" là dove la provocante attrice offrì il meglio dei suoi arti inferiori evidenziati da calze, sempre di nylon, sorrette da giarrettiere.
Nylon, famiglia di polimeri sintetici del petrolio, il cui capostipite fu il nylon 6.6 formula bruta C12 H22 N2 O2. Parliamone un po', o meglio parliamo di calze. Poche donne sanno infatti  - se non quelle che si sono documentate - che le prime calze di nylon furono messe in commercio negli Stati Uniti il 15 maggio 1940. Fu allora una vera e propria rivoluzione che calamitò in pochi giorni nei negozi e nei grandi magazzini delle città americane milioni di rappresentanti del gentil sesso attratte da una novità tanto sconvolgente per l'abbigliamento femminile. Basti pensare che in un anno ne furono vendute 64 milioni di paia. Lo slogan era quanto mai persuasivo: "Resistente come l'acciaio e delicata come una ragnatela".
La fibra era stata inventata da William Carothers, un chimico che nel 1928 era entrato nell'industria <DuPont> dopo che questa aveva accettato le sue condizioni di poter condurre le ricerche in piena indipendenza e libertà. Carothers - che poi morirà suicida per una crisi depressionale - si buttò nel campo delle macromolecole arrivando ben preso alla scoperta, prima del neoprene, ed in seguito del nylon che fu brevettato nel 1936. Due anni dopo la <DuPont> annunciava al mondo intero la scoperta di questo filo sintetico che venne poi presentato come nuova fibra alla Esposizione Universale di New York nel 1938. La vendita delle calze avrebbe dovuto aspettare ancora molti mesi, a quel 15 maggio appena accennato. Il baco da seta poteva anche mettersi in pensione.La storia della calza è lunga. Già nelle tombe dei faraoni furono trovati frammenti di calze lavorate a maglia. Ma anche i cinesi, fin dall'antichità - ritenendo sconveniente mostrare i piedi nudi in pubblico - fasciavano accuratamente le proprie estremità. In quanto ai greci, qualcosa che assomigliava a calze serviva unicamente per tenere al caldo i piedi. Allo stesso modo si comportarono i romani. Nel 1300 le donne cominciarono ad indossare sotto le vesti calze di panno e di seta lunghe fino al ginocchio. Un secolo dopo le dame veneziane si servivano invece di una sorta di calzamaglia arricchita da trine e merletti. Ma la prima, vera calza fu ideata nel 1589 dall'inglese William Lee che ideò addirittura un telaio per produrle in serie. Con i telai meccanici si andò ancora più avanti. Solo che l'indumento era di seta, ed anche se aveva trovato ormai un posto fisso nei capi di vestiario femminile, era sempre un lusso destinato a poche donne. La massa doveva ancora accontentarsi di calze di lana o di cotone come ci hanno lasciato testimonianza Toulouse Lautrec e Vincent Van Gogh nei loro stupendi quadri. Una piccola rivoluzione arrivò agli inizi degli anni Venti con l'invenzione del rylon, sorta di seta artificiale. Le calze diventarono così un prodotto di più largo consumo e soprattutto più accessibili ad una più larga fascia di popolazione femminile. L'unico inconveniente era che si rompevano facilmente. Tutto questo fino alla scoperta del nylon. Era la seconda rivoluzione. La terza si ebbe con l'arrivo, negli anni sessanta, della lycra. E fu in trionfo, sia per André Courrèges che se ne assunse la paternità, sia per Mary Quant che - lanciando la moda della minigonna - impose forzatamente alle gambe di essere belle, slanciate e vogliose. Via quindi la giarrettiera e avanti con il collant e le autoreggenti. La seduzione passava per le gambe. Vedi Valeria Mazza mentre balla il tango argentino con Antonio banderas.
L'ultima provocazione è il collant infradito solo che.... Sì, c'è un però. Con l'aria che tira oggi, tutti di fretta, tutti che corrono, tutti in jeans, il trendy - come lo chiamano - ma sarebbe meglio dire il fascino o il glamour, va a farsi benedire. La sciatteria infatti regna sovrana con buona pace di Renato Guttuso che in "Donna in piedi con giarrettiera e con calze bianche" ci ha lasciato uno degli esempi più armoniosi della seduzione. (Veronica Incagliati)