Accadeva Oggi

14 maggio

        14 MAGGIO PAOLO CACCIA DOMINIONI Se mai abbiate in mente di fare un viaggio di piacere in Egitto, il  consiglio che possiamo darvi è quello di andarci a fine ottobre e di non trascurare, tra le varie mete, El Alamein dove si svolse una delle più cruente battaglie della 2° Guerra mondiale e dove l'ardimento dei nostri soldati fu pari al sacrificio. Proprio ad ottobre infatti  nei quattro Sacrari militari si ricordano con solenni cerimonie i morti di Quota 33 caduti in terra egizia per la loro patria: italiani, tedeschi, greci e del Commonwealth. I Sacrari sono tutti suggestivi, solenni, ma al tempo stesso isolati in mezzo ad un deserto rotto solo da qualche pista rotabile percorsa ogni tanto da pesanti automezzi di ditte petrolifere. A colpire di più, comunque, per la sua semplicità delle linee architettoniche è il monumento italiano. Vi riposano 5.364 connazionali secondo uno schema  ideato e realizzato dal suo costruttore, Paolo Caccia Dominioni.Il nome di Caccia Dominioni, nato il 14 maggio 1896, è legato non solo a questa struttura di forma ottagonale, rivestita in marmo di Carrara, ed a tante altre opere una più importante dell'altra, ma anche alla sua attività di noto scrittore nonché alle numerose medaglie al valor militare prese per azioni di eroismo durante la guerra. Laureato presso il Regio Politecnico di Milano, volontario nel conflitti 1915-18, inizialmente fascista per distaccarsene quasi subito, socio di uno studio di ingegneria del Cairo per conto del quale progettò edifici in tutto il Medio Oriente, agente segreto quando il nostro Paese si preparava ad attaccare l'Etiopia, coordinatore dapprima della "rete informativa K" e  successivamente 007 del "Servizio S.I.M" e di quello "I", Caccia Dominioni si è sentito sempre un soldato, combattendo ovunque ed in ogni momento in prima linea. Perfettamente a suo agio nelle  lingue tedesca, inglese, francese, egiziana ed araba, un giorno del 1941 fu convocato dal Fedmaresciallo Rommel che gli disse: "Lei è ingegnere. Se sono bene informato, conosce bene il Nilo per avervi vissuto molti anni. Si occuperà quindi del rafforzamento del fiume". Non andò così perché il primo impiego del 31° Guastatori, di cui era comandante, sarebbe stato - nella notte tra il 30 ed il 31 agosto - quello di penetrare per almeno 4 km nello schieramento nemico. Caccia Dominioni si darà tanto da fare da essere decorato dallo stesso Rommel con la Croce di Ferro di 2.a classe. Ma ad ottobre le cose andranno diversamente. La sera del 23 ottobre inizierà infatti l'attacco inglese alle posizioni tenute dall'Armata italo-tedesca che si concluderà con la sconfitta di quest'ultima. Caccia Dominioni riuscì però a sfuggire all'accerchiamento con tutto il suo reparto, unico superstite del X Corpo d'Armata italiano.
Del Sacrario di El Alamein abbiamo detto. Ma vorremmo ancora spendere qualche riga per parlare della costruzione ad Ankara, su disegno di Caccia Dominioni, della nostra ambasciata. E una delle più belle tra le rappresentanze diplomatiche che si trovano nella capitale turca. La prima pietra fu posta nel maggio del 1938 da mons. Angelo Roncalli Nunzio apostolico nel Paese della Mezzaluna e futuro Papa Giovanni XXIII. I lavori andarono avanti tra mille peripezie con diversi alti e bassi, con vari ostacoli burocratici da superare nonché con la preoccupante mancanza di legname che poi arrivò dalla Romania. Scrive in proposito Edmondo Leone in un suo saggio dal titolo "Nato in Turchia": "Sorsero prima la chiesa, gli uffici, le abitazioni dei funzionari e degli impiegati, le autorimesse ed i vari impianti: sette palazzine in tutto. L'ambasciata assunse la fisionomia di un piccolo villaggio con costruzioni collegate da portici ed arcate. Le diverse palazzine, che sorgevano su una ampia area di 27.000 mq, erano in un primo tempo attorniate da baraccamenti riservati ai costruttori italiani del Friuli e della Lombardia e alle loro famiglie". Quando la costruzione fu ultimata, furono fatte le prime assunzioni della servitù. Tra queste, quella di un cameriere albanese con il nome di Elyesa Bzna. Era un uomo raffinato e dall'aspetto piacevole. Solo più tardi, ma non molto, si seppe che questo Bzna altro non era che la famosa spia "Cicero" al servizio dei tedeschi il quale nel 1943 sarebbe poi passato al servizio dell'ambasciatore inglese Sir Hugh Knachtbull-Hughessen. Come è noto, "Cicero" fornì al Comando germanico i piani dello sbarco alleato in Normandia che i tedeschi non presero in considerazione.
Questa nostra digressione non ci può impedire di chiudere il discorso su Caccia Dominioni, un uomo che nel corso della sua lunga vita (è morto a novantasei anni) seppe in ogni circostanza conquistarsi l'ammirazione ed il rispetto di tutti, anche da parte dei nemici. (Veronica Incagliati)         )